«Ascensori, l’assessora nega la realtà
dicendo non sono stati segnalati disservizi»

MACERATA - L'interrogazione del Movimento 5 stelle e Strada comune. I consiglieri Roberto Spedaletti e Roberto Cherubini: «Oriana Piccioni ha scelto di non rispondere. Il problema colpisce le persone più fragili»

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I consiglieri 5Stelle Roberto Spedaletti e Roberto Cherubini

«Ascensori fermi, diritti negati: l’assessora Oriana Piccioni sceglie di non rispondere. Questo di fronte a un’interrogazione puntuale, dettagliata e fondata su obblighi contrattuali precisi. O peggio, ha scelto di svuotare di senso il ruolo istituzionale, liquidando richieste formali su altrettanto formali procedure contrattualmente previste, con “le informazioni si possono desumere”. Desumere cosa?», così Roberto Spedaletti e Roberto Cherubini, consiglieri comunali pentastellati lanciano bordate all’assessora Oriana Piccioni. Pomo della discordia la mancata risposta di Piccioni a un’interrogazione del consigliere riguardo la gestione degli ascensori del centro storico di Macerata dopo i tanti stop che si sono verificati di recente.

L’interrogazione presentata da Movimento 5 Stelle e Strada comune chiedeva lumi «sul piano degli investimenti previsto dal contratto Apm, i report economico–gestionali e tecnico–qualitativi – proseguono Spedaletti e Cherubini -, i dati sui fuori servizio degli ascensori e gli atti di vigilanza e controllo del Comune. Tutti obblighi di cui chiedere giustificativi perché previsti dal contratto di servizio. Tutti ignorati nella risposta dell’assessora Piccioni. Ancora più grave è la negazione della realtà: Piccioni ha affermato che non ci sarebbero state, dal 2020 ad oggi, segnalazioni di disservizi e problematiche relativi all’impiantistica presente nei parcheggi gestiti da Apm. Un’affermazione che stride clamorosamente con le segnalazioni dei cittadini, con gli articoli di stampa, con le comunicazioni informali degli stessi assessori di maggioranza e con l’esperienza quotidiana di chi quei parcheggi li usa davvero».

Gli esponenti pentastellati parlano di «una rimozione strumentale del problema, che colpisce direttamente le persone più fragili: anziani, disabili, famiglie con passeggini, cittadini che per accedere al centro storico dipendono dagli ascensori pubblici. Negare i disservizi significa negare un diritto. E scaricare tutto su ciò che “si può desumere” significa rinunciare al controllo pubblico su una società partecipata. La domanda allora è semplice: il comune di Macerata controlla davvero Apm o ha smesso di farlo? Perché se degli adempimenti obbligatori non si ha traccia, siamo davanti a gravi inadempienze. Se viceversa si sono onorati impegni contrattuali con le modalità previste ma di questi non vi è formale traccia, siamo davanti a un problema di chiara mancanza di trasparenza democratica.
In entrambi i casi, la responsabilità è politica e ancor più gravemente amministrativa, responsabilità che ricade sull’assessora competente e sull’intera amministrazione Parcaroli. I cittadini non chiedono miracoli. Chiedono ascensori funzionanti, informazioni affidabili, rispetto dei contratti e verità».

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