di Luca Patrassi
Un questionario inviato dalla Corte dei Conti ai sindaci dei Comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti per la redazione di un referto annuale a dimostrazione dell’adeguatezza ed efficacia dei controlli interni realizzati nel corso dell’esercizio considerato.
Le finalità del controllo affidato alla Corte comprendono: verifiche dell’adeguatezza funzionale e dell’effettivo funzionamento del sistema dei controlli interni, valutazioni degli strumenti diretti a verificare la coerenza dei risultati gestionali rispetto agli obiettivi programmati; verifiche dell’osservanza dei principali vincoli normativi di carattere organizzativo, finanziario e contabile; rilevazione degli eventuali scostamenti dagli obiettivi di finanza pubblica, monitoraggio in corso d’anno degli effetti prodotti in attuazione delle misure di finanza pubblica e dei principali indirizzi programmatici dell’ente, consolidamento dei risultati con quelli delle gestioni degli organismi partecipati; modifiche nell’organizzazione dei controlli in vista della progettazione ed attuazione degli interventi finanziati con i fondi del Pnrr.
Sotto osservazione le relazioni annuali sul funzionamento del sistema integrato dei controlli interni negli anni 2022 e 2023. Questionario, risposta, richiesta di integrazioni ed integrazioni. Nei giorni scorsi la Corte dei Conti ha espresso il proprio punto di vista.
«La Corte dei conti – si legge nelle conclusioni – all’esito del referto annuale per gli esercizi 2022 e 2023 sul funzionamento dei controlli interni del Comune di Macerata – accerta un adeguato sistema di controlli interni e dell’avvio degli interventi finanziati dal Pnrr di cui l’ente è soggetto attuatore. Si evidenziano comunque margini di miglioramento nella concreta attuazione del controllo di gestione, del controllo strategico, del controllo sugli equilibri finanziari, dei controlli sulla qualità dei servizi prestati e dei controlli sull’attuazione degli interventi finanziati dal Pnrr. Richiede all’Ente di comunicare a questa Sezione le iniziative intraprese».

Roberto Cherubini, consigliere comunale 5 Stelle
A intervenire sul parere della Corte dei Conti è il consigliere pentastellato Roberto Cherubini: «Il giudizio finale parla di un sistema “adeguato”, ma la lettura approfondita del documento restituisce un quadro ben più problematico: controlli spesso formali, scarsamente incisivi e poco capaci di orientare davvero le scelte amministrative. Non si tratta di un semplice richiamo burocratico. La Corte individua criticità strutturali che toccano il cuore della trasparenza, dell’efficienza e della qualità dei servizi offerti ai cittadini. Controlli che non prevengono, ma certificano a posteriori. Uno dei rilievi più significativi riguarda il controllo di regolarità amministrativa. La Corte osserva che il Comune continua a selezionare gli atti da controllare in modo prevalentemente casuale, senza utilizzare le informazioni provenienti dai controlli precedenti per concentrare l’attenzione sui settori più a rischio. In altre parole, i controlli non sono orientati al rischio, non imparano dagli errori del passato e non rafforzano la prevenzione delle irregolarità. Un approccio che riduce il controllo a un adempimento formale, più che a uno strumento di governo. Controllo di gestione debole e poco utile alle decisioni. Ancora più critica è la valutazione sul controllo di gestione, che dovrebbe servire a correggere in corsa le politiche e l’uso delle risorse pubbliche.
La Corte certifica che il controllo di gestione non incide sull’attività in corso, non determina una reale riprogrammazione degli obiettivi; produce report soprattutto a consuntivo, quando le decisioni sono ormai state prese. Su performance e lavoro agile scrive la Corte dei conti: Nonostante una quota rilevante di dipendenti comunali lavori in modalità agile (oltre il 20%), mancano indicatori specifici per misurare i risultati di questa modalità organizzativa. La Corte segnala una debole integrazione tra controllo di gestione e sistema della performance, con il rischio di valutazioni poco oggettive e scarsamente comparabili. Un limite serio, soprattutto in una fase storica in cui la Pubblica amministrazione dovrebbe puntare su merito, risultati e qualità. Qualità dei servizi: i cittadini restano fuori. Il passaggio forse più politico del documento riguarda il controllo sulla qualità dei servizi. La Corte evidenzia: poche indagini strutturate di soddisfazione degli utenti; assenza di confronti sistematici con altri Comuni; mancanza di standard di qualità ed economici chiari, misurabili e pubblici. Il rischio, esplicitamente richiamato, è quello di valutazioni autoreferenziali, lontane dalla percezione reale dei cittadini. In sostanza, si misura poco e male ciò che davvero conta: l’utilità sociale dei servizi pubblici.
Società partecipate e Pnrr: controlli da rafforzare. Anche sul fronte delle società partecipate, pur in presenza di un sistema formalmente corretto, la Corte rileva l’uso incompleto degli indicatori disponibili, in particolare quelli legati a economicità, redditività e sostenibilità. Sul Pnrr viene riconosciuto lo sforzo organizzativo dell’Ente, ma si chiede un passo in più: gli obiettivi, le scadenze e i rischi corruttivi dei progetti Pnrr devono essere integrati pienamente nei sistemi ordinari di controllo e di valutazione della performance, evitando una gestione parallela e poco trasparente». In definitiva, dice Cherubini «La Corte dei conti non parla di irregolarità tali da giustificare sanzioni, ma il messaggio è netto: il sistema dei controlli del Comune di Macerata funziona sulla carta, molto meno nella sostanza. Per questo la Corte chiede formalmente all’ente di comunicare quali iniziative concrete intenda adottare per superare le criticità evidenziate».
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