
Gli alberi tagliati
«Altro che pulizia, è stato un vero e proprio brutale abbattimento». La critica è di Europa Verde riguardo i lavori in contrada Fontescodella a Macerata, dove un intervento di ripulitura dei fianchi stradali si è trasformato in un taglio massiccio di alberi, alcuni di dimensioni considerevoli.
«Non si è trattato di semplice manutenzione o sfalcio di arbusti – scrivono i rappresentanti di Europa Verde – sono stati abbattuti alberi maturi, che a vederli sembrano perfettamente in salute, che svolgevano una funzione ecologica fondamentale: assorbimento di ossigeno, ombreggiamento, stabilizzazione del terreno, tutela della biodiversità e mitigazione dell’inquinamento acustico e atmosferico». Allora il gruppo si chiede: «Chi ha autorizzato questo intervento? Con quali perizie tecniche? Dove sono i documenti che certificano il reale pericolo per la sicurezza stradale?».

Europa Verde ne approfitta per «ricordare all’amministrazione comunale di Macerata e alla Provincia che gli alberi non sono arredo urbano sacrificabile, ma infrastrutture verdi strategiche, riconosciute come tali anche dal quadro normativo nazionale. Il Codice dell’Ambiente tutela il paesaggio e gli ecosistemi come beni collettivi e la Strategia Europea per la Biodiversità 2030 chiede esplicitamente di fermare la perdita di alberi maturi. Tagliare alberi sani nel 2026, mentre parliamo di crisi climatica, ondate di calore e dissesto idrogeologico, è una scelta anacronistica, miope e irresponsabile».
Allora il gruppo snocciola una serie di richieste a partire da «un piano di compensazione ambientale serio, con nuove piantumazioni realmente equivalenti per numero e dimensione. L’apertura di un tavolo di confronto con associazioni ambientaliste e cittadini. Non accetteremo la solita narrazione rassicurante del “taglio necessario”. I cittadini vedono, fotografano, documentano. Macerata ha bisogno di più verde – la posizione del gruppo -, non di meno, di più alberi, non di strade spoglie e asfaltate e di amministratori coraggiosi, non di gestioni pigre che scelgono la motosega perché è la soluzione più facile. Europa Verde continuerà a vigilare, denunciare e agire. Perché il patrimonio naturale non è di chi governa oggi: è di chi verrà domani».
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