«Le Ferrovie sono sparite da due anni,
hanno lasciato una strada pericolosa
e lavori rimasti in sospeso: ora basta»

MACERATA - Protesta dei residenti di Vallebona. Perizia tecnica e lettera di un legale a Comune e Ferrovie. Federica Spaccesi, portavoce delle famiglie che vivono in quella zona: «Prima era asfaltata, ora è un disastro. Buche grandi, fango, un tombino chiuso provvisoriamente con quattro pezzi di legno e in fondo alla strada si allaga la cantina di una residente. Il Comune deve intervenire»

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La strada danneggiata

di Giulia Sancricca

Un cantiere avviato per motivi di sicurezza, una strada comunale devastata e lavori mai portati a termine. È quanto denunciano – ormai da anni – i residenti di contrada Vallebona, a Macerata, dove da febbraio 2023 una piccola ma importante via di collegamento è rimasta in condizioni critiche, senza che, a distanza di quasi due anni, la situazione sia stata risolta.

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A raccontare la vicenda è Federica Spaccesi, portavoce dei residenti, che ricostruisce una storia fatta di silenzi e rimpalli di responsabilità. «Nel febbraio 2023, subito dopo il cimitero di Macerata andando verso Piediripa, sotto la ferrovia in contrada Vallebona, è stata chiusa una strada – dice -. Le Ferrovie hanno ritenuto necessario realizzare un muro di contenimento a ridosso della linea ferroviaria, perché con le vibrazioni dei mezzi c’era il rischio che potesse crollare qualcosa». Il provvedimento di chiusura della strada prevedeva una durata limitata: da febbraio a giugno 2023. I lavori, però, si sono protratti oltre i tempi stabiliti.

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«Il muro in cemento armato è stato iniziato – prosegue la residente -, ma i lavori sono andati avanti fino a metà agosto. Poi sono spariti tutti. Il muro è rimasto incompleto, direi realizzato per tre quarti, e la strada nel frattempo è stata completamente distrutta dal passaggio dei mezzi di cantiere». Quella che prima era una strada asfaltata e percorribile, oggi è un tracciato dissestato, pieno di buche, terra e pericoli evidenti.

«Ora è un disastro: buche grandi, fango, un tombino chiuso provvisoriamente con quattro pezzi di legno. Una signora che abita in fondo alla discesa, quando piove, si trova la cantina allagata». Una situazione che riguarda 16 famiglie che utilizzano quotidianamente quella strada. Non si tratta di una via ad alto traffico, ma proprio per questo – sottolineano – è ancora più esposta ai rischi.

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«Non è una strada trafficata, ma è pericolosa. Un bambino in bicicletta potrebbe cadere e farsi male, oltre al fatto che si rompono le gomme delle auto». Il nodo centrale della vicenda riguarda le responsabilità. La strada è comunale, non privata, e secondo i residenti questo comporta obblighi precisi. «La strada è del Comune – rimarca Spaccesi -. Se succede qualcosa ne risponde il Comune, non le Ferrovie. Il Comune deve intervenire per chiedere alle Ferrovie di finire i lavori. La strada era asfaltata e asfaltata deve tornare».

Dopo numerose segnalazioni informali, i residenti hanno deciso di rivolgersi a un legale, l’avvocato Stefano Benedetti, nella speranza che una comunicazione ufficiale potesse smuovere la situazione. «Diverse persone lo hanno detto a voce – spiega -. Poi ci siamo rivolti a un avvocato pensando che potesse suscitare maggiore considerazione. Invece non è successo niente».

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Secondo quanto riferito, l’unica risposta ricevuta dal Comune sarebbe stata che le Ferrovie devono procedere con un nuovo appalto per individuare un’altra ditta incaricata di completare i lavori. «L’avvocato scrive alle Ferrovie, ma non abbiamo risposta. La ditta non è più tornata e noi siamo così dall’epoca».

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L’avvocato Stefano Benedetti

A rafforzare la richiesta dei residenti è intervenuta anche una perizia tecnica di parte, allegata a una formale comunicazione inviata dall’avvocato Benedetti al Comune di Macerata e alle Ferrovie dello Stato. Nella lettera, il legale sollecita un intervento urgente per rimuovere le condizioni di pericolo presenti sulla strada comunale. La perizia evidenzia le criticità strutturali e ricostruisce in modo dettagliato le modificazioni subite dall’area a seguito di interventi mai completati, chiedendo il ripristino del manto stradale, dei sistemi di sicurezza urbana e il risarcimento dei danni subiti dai privati. Una richiesta chiara che però ad oggi resta senza risposta concreta. «Abbiamo incaricato un geologo che ha ricostruito perfettamente ciò che è successo, evidenziando in perizia le responsabilità del Comune e il fatto che le Ferrovie abbiano impiegato un tempo inspiegabilmente lungo per replicare alle evidenti ragioni di criticità.

Ma non basta, perché da una parte, le Ferrovie non ci considerano per nulla come controparti interessate (quando, a tutti gli effetti, siamo noi le parti lese da un comportamento lesivo ed antigiuridico) e dall’altra l’amministrazione, con la sua negligenza e indifferenza, fa ricadere il danno proprio sugli amministrati e questo è davvero grave. Io rappresento tutti i residenti – conclude Spaccesi -. Chiediamo solo che i lavori vengano conclusi e che la strada torni com’era: sicura, asfaltata e percorribile».

 

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