
Montecassiano sceglie di stare dalla parte dell’infanzia e della preadolescenza, non quando il disagio esplode, ma prima: quando può ancora essere ascoltato, riconosciuto e, soprattutto, curato. È proprio questa la parola chiave del progetto dal nome “I bambini raccontano… La cura”.

Parte per l’anno scolastico 2025/2026 un articolato progetto di prevenzione e cura delle relazioni, che coinvolgerà le scuole del territorio, le famiglie e gli insegnanti, con percorsi di alfabetizzazione emotiva rivolti a bambini e ragazzi, ma anche agli adulti della comunità educante. Il cuore dell’iniziativa è la possibilità di insegnare a riconoscere le emozioni, dare loro un nome, uno spazio, una voce. Perché, come è stato sottolineato durante la presentazione del progetto, tenuta ieri nella chiesa di San Marco, non esistono bambini “che non sentono”: esistono solo emozioni che non trovano ascolto e i bambini non sono cittadini del futuro ma sono cittadini di adesso, hanno diritto oggi ad essere ascoltati, a stare in relazione, a sviluppare non solo il corpo e la mente, ma anche quella terza dimensione che troppo spesso dimentichiamo: il cuore.

Presenti alla serata la vicesindaca Katia Acciarresi, Andrea Marangoni, responsabile dei servizi dell’associazione Piombini Sensini, Gloria Lanciotti, coordinatrice ufficio Risorse e sviluppo dell’associazione e insegnanti dell’Istituto comprensivo G. Cingolani. Il progetto lavora proprio sulla dimensione emotiva, relazionale, affettiva. Una dimensione che oggi rischia di essere compressa tra performance, voti, aspettative e conflitti familiari. «Molte difficoltà che esplodono in adolescenza – come detto Acciarresi – nascono molto prima. I bambini vivono, assorbono, registrano tutto: violenze, tensioni, silenzi, paure. Non è vero che “non capiscono”. Capiscono, eccome. E quello che non viene elaborato prima, torna dopo, più forte».

Il percorso prevede attività per le classi quarte e quinte della primaria, attività per le classi prime della scuola secondaria di primo grado, incontri dedicati ai docenti e incontri dedicati ai genitori. L’obiettivo è costruire una vera comunità educativa, dove scuola e famiglia non si fronteggiano, ma collaborano. «Oggi spesso genitori e insegnanti si trovano su fronti opposti – ha sottolineato Andrea Marangoni – invece dovrebbero stare dalla stessa parte, dalla parte dei bambini. Questo progetto prova a ricucire quella alleanza educativa senza la quale nessuna prevenzione è possibile».

«La prevenzione – ha aggiunto Marangoni – è l’investimento più intelligente che una comunità possa fare. Curare dopo costa molto di più: in termini umani, sociali ed economici. Oggi interveniamo troppo spesso solo quando il problema è già esploso». Anche alcune insegnanti che già conoscono il progetto hanno portato la loro esperienza sostenendo che quando ai bambini si dà modo di parlare di quello che sentono vengono fuori lavori straordinari. Non perché siano piccoli artisti, ma perché sono persone vere, con un mondo interiore ricchissimo.




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