
Villa Cola ospita la sede maceratese della Link
Il Comitato regionale di coordinamento delle università marchigiane (Crum) ha espresso parere negativo in merito alla proposta della Link Campus University di istituire due nuovi corsi di laurea in Fisioterapia nelle sedi di Fano e Macerata, a decorrere dall’anno accademico 2026/2027.
Il parere, formulato nella seduta del Crum presieduta dal rettore di Unimc John McCourt, rileva innanzitutto «una mancanza di coerenza tra gli obiettivi formativi dichiarati e le caratteristiche e il fabbisogno del territorio marchigiano, anche alla luce dell’offerta già attiva nella regione. Nelle Marche sono infatti presenti due corsi di laurea in Fisioterapia dell’Università Politecnica delle Marche, nelle sedi di Ancona e Ascoli Piceno, che assicurano una copertura equilibrata del territorio e un rapporto consolidato con il Servizio sanitario regionale, a garanzia della qualità delle attività didattiche e professionalizzanti».
La valutazione del Crum si inserisce in un orientamento già emerso nel confronto istituzionale regionale su proposte analoghe: l’esigenza di una programmazione razionale, sostenibile e condivisa dell’offerta formativa sanitaria, che eviti duplicazioni e salvaguardi la qualità dei percorsi. «In tale prospettiva, eventuali nuove iniziative dovrebbero collocarsi in modo complementare rispetto all’offerta pubblica già esistente, valorizzandone le specificità e il ruolo strategico per lo sviluppo del territorio – prosegue il parere del Crum – abbiamo inoltre evidenziato criticità connesse alla sostenibilità delle risorse necessarie alle attività professionalizzanti, con particolare riferimento alla disponibilità dei setting clinici e alla piena definizione delle convenzioni con le Aziende sanitarie territoriali, attualmente ancora in fase di interlocuzione. Le strutture sanitarie indicate risultano già significativamente impegnate nei percorsi formativi dei corsi attivi dell’Università Politecnica delle Marche, con il rischio di una saturazione delle sedi di tirocinio e di una conseguente riduzione dell’efficacia formativa complessiva».
È stata infine richiamata l’attenzione sul fatto che l’attivazione simultanea di corsi omologhi possa determinare una frammentazione del bacino di attrazione di studentesse e studenti, «incidendo sulla sostenibilità del sistema e, in particolare, sull’offerta pubblica regionale, che nelle Marche rappresenta un riferimento essenziale per la qualità della formazione e l’integrazione con i servizi – conclude il Crum – pur con l’astensione dell’assessore delegato del presidente della Regione, le università pubbliche marchigiane ribadiscono la necessità di valorizzare e tutelare il sistema universitario regionale, confermando l’importanza del Crum come sede di coordinamento e valutazione a presidio della qualità e della sostenibilità dell’offerta formativa. Il Crum auspica che eventuali future iniziative formative siano sviluppate in stretto raccordo con gli atenei marchigiani e con la Regione e, per quanto riguarda l’ambito sanitario, con il Servizio sanitario regionale, al fine di garantire una programmazione condivisa che eviti duplicazioni e rafforzi l’eccellenza dell’offerta formativa nelle Marche».
In realtà, i corsi della Link University, già partiti per l’anno 2025/2026 per Medicina a Fano e per Odontoiatria a Macerata, non hanno raccolto grandi numeri: a Macerata erano stati soltanto in tre a presentarsi per il test d’ammissione lo scorso ottobre.
«Università Link? Silenzio della giunta. A Macerata è impossibile svolgere la formazione clinica»
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