Musicultura fa bis al Persiani,
Guido Catalano lancia la lunga volata
verso le finali dello Sferisterio
RECANATI - Si è chiusa ieri sera la due giorni del festival al teatro Persiani, che ha visto esibirsi la seconda metà dei finalisti. Ora la palla passa al comitato di garanzia, che dovrà scegliere gli otto che si sfideranno all'Arena il 21 e 22 giugno

I nove finalisti esibitisi ieri sera
«La poesia è una canzone che non ha bisogno di musica ma se funziona dovrebbe avere la musica e il ritmo nel suo interno; musica e poesia sono intime cugine». Con queste parole, il poeta e scrittore Guido Catalano ha aperto il secondo concerto live di presentazione dei 18 finalisti di Musicultura 2024 al teatro Persiani di Recanati.

Guido Catalano
Catalano, tra i membri del comitato di garanzia del festival, ha offerto un’anticipazione del suo ultimo libro in uscita il 30 aprile “Cosa fanno le femmine in bagno?”, una ballata “tristallegra” in versi liberi e con la musica incorporata, che vede protagonista un bambino di 7 anni e mezzo, in missione, svelare i misteri del mondo delle femmine. Con un reading sul tema dell’amore, dalla “Pfr” ovverosia dalla “Poesia di fine rapporto”, “Ti voglio bene si dice al cane”, passando attraverso “C’era una volta una storia”, protagonista dello spettacolo musical-poetico con Dente, fino a “Teniamoci stretti che c’è vento forte”, Catalano ha esplorato con la sua poesia ricca di potente immaginazione e imprevedibile ironia il mondo dei sentimenti amorosi.

John Vignola, Duccio Pasqua e Marcella Sullo di Rai Radio 1
Sul palco del Persiani, gli ultimi nove artisti finalisti di Musicultura 2024 hanno presentato e raccontato le loro canzoni ai microfoni di John Vignola, Duccio Pasqua e Marcella Sullo di Rai Radio 1. I Velia, Irene Cavallo e Matteo Giannaccini Gravante di Roma si sono esibiti con “Scogli”. «Una canzone nata su uno scoglio in Puglia, sulla paura di diventare grandi e di prendere decisioni senza nessuno che ti insegna a farlo – hanno spiegato gli artisti – lo scoglio è il luogo “fermo” su cui ci si sente sicuri prima di fare un tuffo. Un monito a superare i propri limiti, senza dimenticare le memorie dell’infanzia che nel nostro caso ritrovano radici al mare».

I Velia
Con un particolare e potente timbro vocale, Nico Arezzo di Modica e bolognese di adozione, ha presentato “Nicareddu”, la bellezza di riscoprire le proprie radici: «Nicareddu in siciliano vuol dire “piccolino”, ma è da immaginare tra le labbra di una nonna ad un nipotino – ha detto Nico Arezzo – Nicareddu è una leggenda. Vento, fuoco, mare ed un bambino raccontano una storia che non ha tempo, la costante ricerca di un posto in cui sentirsi a casa per poi trovare casa nel posto da cui si è partiti».

Nico Arezzi
Da Catania sul palco del festival Anna Castiglia, accompagnata alle tastiere da Simone Matteuzzi, tra i vincitori di Musicultura del 2023, con il brano “Ghali”: «La canzone parla, in chiave ironica, di vittime e vittimismo, della necessità di trovare sempre un capro espiatorio sul quale scaricare la colpa dei nostri insuccessi, pur di non prenderci le responsabilità».

Anna Castiglia
“Venezia di sera” è la canzone d’amore dai toni nostalgici di Sandro Barosi, cantautore di Cremona. «L’ho scritta su suggerimento di un’editrice, un brano d’amore per far sì che la mia storia diventasse anche la storia di qualcun altro, ho accettato il consiglio ed è nata la canzone».

Sandro Barosi
Il rapper Falce, al secolo Alberto Falcetta, di Cumiana (TO) ha presentato “In debito”. «E’ nata in un momento particolare della mia vita, parla della volontà di non arrendersi, di tornare alla carica dopo una sconfitta, parla di rivalsa, di vergogna e della promessa di non volersi mai più sentire così».

Falce
Helle, nome d’arte di Lisa Brunetti di Bologna, si è esibita con “Lisou” dove affronta il senso della mancanza dell’amore come fede in un’inutile attesa. «E’ un brano che ho creato durante la quarantena del Covid, quando ero innamorata di un uomo che non potevo vedere di persona. “Lisou” è “Lisetta” in francese, mi chiamava con questo appellativo».

Helle
Porce, all’anagrafe Emiliano Porcellini, di Carugate, ha riscoperto la sua vecchia passione per la musica durante il lockdown ed è nato il brano “La fine della festa”: «Una canzone sulla guerra di ieri, di oggi e di domani, nelle sue manifestazioni ricorrenti di dolore e distruzione e su quel senso di vuoto e disorientamento che vive in tutti noi che in fondo sappiamo che non esiste un rifugio sicuro perché la storia a volte è ineluttabile».

Porce
Il cantante e polistrumentista livornese Eugenio Sournia ha presentato “Il cielo” dove esplora l’universo emotivo del dolore con una profonda vena poetica. «Parla della necessità di essere duri con noi stessi per dare un senso al dolore che proviamo. Fa riferimento ad un momento in cui ho capito che un mio dolore era dovuto alla mia meschinità e che provarlo era un’occasione per superare quelle stesse ambizioni che mi tenevano ancorato a terra».

Eugenio Sournia
De.Stradis è il progetto solista di Vincenzo Destradis, cantante, autore e produttore bolognese, ha offerto al pubblico “Quadri d’autore”: «un brano nato in momenti molto distanti tra loro. Il testo è stato istantaneo, il ritornello è nato improvvisando con l’harmonizer e la parte strumentale della strofa ha avuto origine molti anni prima con la persona a cui è dedicata. Parti che si sono legate da sole, con una certa magia».

De.Stradis
In chiusura dei concerti dei finalisti 2024 il commento del direttore artistico di Musicultura Ezio Nannipieri: «due serate bellissime, crediamo di aver reso un buon servizio alla musica e soprattutto alla bravura e alla creatività dei 18 finalisti, lo abbiamo visto e ascoltato nelle espressioni e negli applausi del pubblico, ce lo confermano anche i numeri delle dirette streaming su Rainews.it e degli ascoltatori di Rai Radio 1 la Radio ufficiale del Festival che da lunedì comincerà a programmare le canzoni finaliste nella playlist giornaliera».
Le canzoni dei 18 finalisti di Musicultura passeranno ora in mano alla programmazione radiofonica di Rai Radio1 e all’esame del comitato di garanzia del festival. Otto saranno alla fine i vincitori che si esibiranno con i prestigiosi ospiti italiani ed internazionali nelle serate di spettacolo finali del festival il 21 e il 22 giugno allo Sferisterio di Macerata. Lì sarà il voto del pubblico ad eleggere il vincitore assoluto del Concorso, al quale andrà il Premio Banca Macerata di 20mila euro.