Musicultura, sul palco i primi 9 finalisti.
Simona Molinari incanta il pubblico
con i brani di Mercedes Sosa

RECANATI - Ieri al teatro Persiani la prima delle due serate (oggi alle 21 la seconda) con i cantanti che si contenderanno il festival. Questa sera ospite speciale il poeta Guido Catalano.

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I primi nove finalisti

Musicultura, due concerti per presentare i 18 finalisti. Il primo ieri sera al teatro Persiani di Recanati, il secondo appuntamento questa sera con i restanti 9 finalisti. Ieri sera a incantare il pubblico è stata Simona Molinari, la cantautrice partenopea, accompagnata alla chitarra da Egidio Marchitelli ha regalato al pubblico alcuni brani immortali resi celebri dalla cantante argentina Mercedes Sosa.

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Simona Molinari

«Mi sono appassionata sempre di più alla vita e alla storia di Mercedes Sosa, la sua voce e il suo sentire mi hanno travolto, un canto di impegno, di pace, di libertà, di grande umanità – ha detto Simona Molinari – Tutto è partito da un libro di Cosimo Damiano Damato che poi è diventato uno spettacolo di teatro canzone e un disco». Un omaggio colto, appassionato e raffinato della Molinari che ha riletto alcune perle del repertorio di Mercedes Sosa, tra cui “Gracias a la vida” e “Solo le pido a Dios”. Tra i brani offerti, una canzone napoletana inedita che porta la firma di Bungaro e Rakele: “Nu fil’ e voce”. L’artista ha chiuso l’esibizione tra gli applausi del pubblico emozionato con un’intensa interpretazione di “Caruso” di Lucio Dalla. Sul palco del Persiani, i primi nove artisti finalisti di Musicultura 2024 hanno presentato e raccontato le loro canzoni ai microfoni di John Vignola, Duccio Pasqua e Marcella Sullo di Rai Radio 1.

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Nyco Ferrari

Da Milano Nyco Ferrari si è esibito con “Sono fatto così”. Ha spiegato che è una canzone «nata sugli scogli in riva al mare dove per la prima volta mi racconto, il suono delle onde mi ha suggerito il primo verso, parole e musica insieme. Darle un titolo è stato facile, perché davvero, io, sono fatto così».

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Bianca Frau

Da Sassari, trapiantata a Bruxelles, sul palco di Musicultura Bianca Frau ha presentato la canzone “Va tutto bene”. «Diciamo sempre che va tutto bene anche quando la realtà è ben diversa. In una società dove siamo costantemente sotto pressione dobbiamo sempre presentarci nella forma migliore di noi stessi. Pensate che sia normale?».

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Ormai

“Vivere è ok” è il brano proposto da Ormai, nome d’arte di Alessandro Pacco di Cantù. «Vivere è ok è un motto ridicolo di fronte a quanto può andare in pezzi la propria quotidianità. Mentre tutto si sfalda e saltano i ponti, mentre tutti crescono e ti senti bloccato, basta un pezzo di sole per accorgersi che, in fondo, Vivere è ok».

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Alec Temple

Da Cremona Alec Temple, pseudonimo di Alessandro Zavoli, ha cantato “Cenere”. E’ nata «dopo aver visto due occhi pieni di un dolore brutale e inevitabile: quello del lutto. Volevo una produzione essenziale, ossea, che lasciasse spazio al grido disperato della perdita».

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Eda Marì

Eda Marì di San Lucido in provincia di Cosenza, all’anagrafe Edda Maria Sessa, accompagnata dalla coreografia della sorella, ballerina di danza, Gaia Rita ha presentato Tossic «E’ nata in un momento di voglia di risposte, ho iniziato a scrivere il brano pensando all’amore che provo per la mia bellissima terra; dopo una notte d’estate e un amore fugace, Tossic è la mia voglia d’amore, d’amare e di dare tutto anche se poi fa male».

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Delvento

Carmelo Genovese, in arte Delvento di Messina, si è esibito con “Inferno rosa”. «Ho scritto circa 60 canzoni prima di arrivare a “Inferno Rosa”, l’ho cercata sprofondando nella sofferenza di una relazione incasinata, e con relazione intendo qualsiasi legame, incluso quello con noi stessi, quello con la nostra anima».

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Dena Barret

La band di Viareggio Dena Barret, composta da Tommaso Bianchi (voce), Elia Pucci (chitarra), Michel Scappatura (batteria) e Marco Ferretti (basso) ha offerto “Halloween”: «Il brano è un flusso di coscienza che prende spunto da una festa di Halloween, con le parole abbiamo voluto raccontare quel sentimento di inadeguatezza che ha caratterizzato la nostra fine dei vent’anni».

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The Snookers

Dalla Valtellina i The Snookers, il duo di Morbegno, composto dai giovani artisti Anita Maffezzini e Federico Fabani, con il brano “Guai”. «E’ la nostra prima canzone scritta in italiano, parla di una persona sommersa da problemi che non ha voluto affrontare da troppo tempo, tanto da perdere il controllo sulla sua vita».

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Tommi Scerd

Tommi Scerd è il nome d’arte di Tommaso Montarino, il cantautore di Genova ha proposto il brano di protesta esistenziale “Mela 5”. «La canzone è nata a Bologna in un periodo in cui mangiavo una volta al giorno e dormivo in subaffitto in una stanza senza finestre, senza scrivania, senza sedia. Ricordo quel momento con affetto e dolce nostalgia».

Questa sera alle 21 si esibiranno sul palcoscenico recanatese gli altri nove giovani artisti finalisti: Nico Arezzo, De.Stradis, Sandro Barosi, Anna Castiglia, Falce, Helle, Porce, Eugenio Sournia e Velia. Atteso ospite della serata lo scrittore e poeta torinese Guido Catalano.


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