Spolveratura della Biblioteca leopardiana,
catalogati i primi 1.500 libri

RECANATI - L’intervento è stato realizzato a cura della Soprintendenza archivistica e bibliografica delle Marche

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I tecnici catalogatori con la contessa Olimpia Leopardi

Si è conclusa l’attività di spolveratura della biblioteca Leopardiana a Recanati, situata nella stessa abitazione in cui nacque e visse il poeta, Giacomo Leopardi. L’intervento è stato realizzato a cura della Soprintendenza archivistica e bibliografica delle Marche. La biblioteca, in cui Leopardi trascorse tanta parte della sua giovinezza dedicandosi allo studio, comprende un patrimonio librario antico di circa ventimila opere, comprese tra il XVI e il XIX secolo, di cui la Sab Marche ha curato anche l’inventariazione e la catalogazione di 1500 esemplari, descritti secondo standard internazionali.

«Si tratta di un intervento di assoluta novità – si legge in una nota – finanziato dalla Direzione generale biblioteche e diritto d’autore del Ministero della cultura,  che ha consentito di realizzare la catalogazione informatizzata di questo primo nucleo di libri, mettendo in evidenza come la biblioteca si è formata, grazie soprattutto agli acquisti del conte Monaldo, padre del poeta, ed arricchita dai lasciti di studiosi e vari familiari.

tecnici_catalogatori_biblio_leopardiI volumi oggetto di catalogazione informatizzata sono ricercabili sul Catalogo On-Line OPAC (On-Line Public Access Catalogue), alla pagina web “Biblio Marche Sud. Catalogo unificato delle Province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata” , dove si potrà visualizzare, tra l’altro, la notizia relativa all’edizione francese di Gaspard Guillard de Beaurieu, L’élève de la nature par m. Beaurieu (Parigi 1793), non presente nel catalogo nazionale della Biblioteca di Francia.

Una biblioteca che si conferma di rara eccezionalità per l’unicità delle opere che conserva e che forniscono testimonianza del periodo storico e del contesto culturale in cui soprattutto il conte Monaldo ha operato e vissuto, e che risulta costituita da volumi che, in alcuni casi, si è ricostruito fossero appartenuti a 54 soggetti diversi prima di giungere a Recanati, fornendo spunti interessanti sullo studio sui passaggi di proprietà degli stessi. A causa, inoltre, della soppressione napoleonica di conventi, monasteri e opere pie, sono confluiti nella biblioteca leopardiana esemplari che il conte Monaldo poté acquistare dalle ricche biblioteche di conventi e insediamenti religiosi del territorio locale e nazionale, come dalla Congregazione dei Passionisti di Recanati e vari collegi di Gesuiti, da Loreto a Roma. Una straordinaria scoperta che riserverà ancora spunti originali e inaspettati su di un patrimonio che merita una fruizione all’altezza dello stesso».


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