Chiuso il nido d’infanzia Arcobaleno,
i bambini trasferiti a Sforzacosta.
Del Gobbo: «Disagi alle famiglie»

MACERATA - Il Comune ha preso la decisione ad anno in corso. Il consigliere del Pd contesta l'iniziativa: «Qual è il motivo? E chi ci lavorava dove andrà?». La domanda di ammissione deve essere presentata entro il 5 gennaio 2024

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Maurizio Del Gobbo

di Luca Patrassi

«Perché è stato chiuso il nido d’infanzia Arcobaleno?». Se lo domanda il consigliere comunale dem Maurizio Del Gobbo che ha presentato una interrogazione all’amministrazione comunale di Macerata per conoscere le motivazioni che hanno portato l’ente a decidere la soppressione del nido di via Gasparri. Del Gobbo parte dall’analisi della situazione cittadina: «I nidi d’infanzia comunali sono sei: Topolino (via Cassiano da Fabriano), Villa Cozza (via Gigli), Mi e Ma (via Tibaldi), Gian Burrasca (contrada Vallebona), Aquilone (Via Eustacchio) e Arcobaleno (via Gasparri). L’ordine di ammissione, come previsto dal bando pubblicato il 29 novembre scorso, viene deciso in base ad apposita graduatoria che tiene conto dell’Isee e se entrambi i genitori lavorano. La domanda di ammissione deve essere presentata entro il 5 gennaio 2024, accolgono di norma bambini dai 3 mesi ai 3 anni».

L’episodio al centro della interrogazione del consigliere del Pd: «Di recente l’amministrazione comunale ha ritenuto improvvisamente – e ad anno iniziato – di dover sopprimere il nido d’infanzia “Arcobaleno” di via Gasparri: tale situazione sarebbe stata affrontata anche in occasione di una riunione – tenutasi verso la metà di dicembre – alla quale avrebbero partecipato il personale dell’asilo nido e i genitori dei bambini. L’asilo “Arcobaleno” accoglie 19 bambini e vi lavorano 5 persone: 3 educatrici, una operatrice, una cuoca. I bambini verranno pertanto trasferiti al nuovo polo per l’infanzia Zero6 nella frazione di Sforzacosta con disagi per le relative famiglie derivanti dalla distanza dalle proprie abitazioni e dagli orari di lavoro». Ed ecco le domande poste da Del Gobbo all’amministrazione: «quali sono stati i motivi della soppressione dell’asilo nido? Come si pensa di affrontare il disagio creato alle famiglie? Dove verranno collocate le persone che vi lavorano? Come verranno collocate in graduatoria le famiglie che eventualmente, per motivi personali, dovranno rifiutare il trasferimento? Quante sono le iscrizioni pervenute al Comune per il nido d’infanzia di Sforzacosta?».


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