Via Berlusconi, De Padova contro Benedetti:
«Ha peggiorato la sua situazione»
Cicarè: «Rido delle parole di FI»
MACERATA - La consigliera eletta con la lista Parcaroli dice di non venire più invitata alle riunioni della maggioranza per aver espresso giudizi non in linea con i partiti, l'esponente di Potere al Popolo replica duramente agli attacchi di Forza Italia: «La violenza è quella riconosciuta dalle sentenze»

Sabrina De Padova, consigliera della civica Parcaroli
Sul caso Benedetti interviene anche Sabrina De Padova, consigliera eletta con la lista civica a sostegno del sindaco Sandro Parcaroli ma da mesi “fatta fuori” dalla maggioranza, che si dissocia completamente dall’intervento della consigliera Fdi: «Benedetti ha chiaramente lanciato un boomerang che tenta a ritorcersi contro lei stessa, qualsiasi tentativo di “aggiustare il tiro” non fa altro che peggiorare la sua situazione, in quanto le sue parole sono piuttosto chiare perché scritte di suo pugno e lette durante l’assise. Trovo sconcertante che da parte di nessun esponente della maggioranza venga espressa alcuna considerazione. Sentire discorsi fatti di stereotipi da parte di una consigliera di maggioranza mi rammarica». De Padova precisa che non ha intensione di cambiare casacca anche se la maggioranza l’ha esclusa «per aver espresso pareri personali» e denuncia attacchi subiti sin dalla sua elezione: «rimproveri per non aver votato proposte così come ‘suggerito’, modifiche del regolamento del consiglio delle donne in corso di mandato, e di cui sono la presidentessa, al fine di controllare e monopolizzare gli eventi, lettera di richiamo da parte di FI per aver osato chiedere semplicemente confronto e condivisione nella commissione cultura perchè a mio avviso la politica non può essere fatta solo dagli assessori». Conclude riguardo la via intitolata a Berlusconi: «Purtroppo la politica maceratese evidenzia uno scollamento dalla società civile e dai cittadini, che mostrano sempre più insofferenza e incomprensione nei confronti di certi giochetti di palazzo. Auspico pertanto che ci possa essere, da parte di noi politici, una più coerente condotta di comprensione dei reali bisogni della cittadinanza, confrontandoci e mettendoci in posizione di reale ascolto».

Alberto Cicarè
Anche il consigliere di Potere al Popolo Alberto Cicarè torna sull’argomento rispondendo al gruppo comunale di Forza Italia (leggi l’articolo): «Il tentativo di contropiede di Forza Italia è talmente maldestro e puerile che varrebbe la pena riderci su. Evidentemente hanno capito che la loro proposta di intitolare un luogo importante di Macerata a Silvio Berlusconi è stato un autogol tremendo. Immagino quanto saranno contenti gli altri partiti di maggioranza, finiti anche loro sulla graticola per una proposta che era ed è illegittima, e che ha mostrato a tutti che questa maggioranza si occupa di queste amenità invece di dedicarsi ai problemi delle persone. Poi ci sono state le dichiarazioni della consigliera Benedetti di Fratelli d’Italia, uno schiaffo a chi la mafia l’ha combattuta, e la questione da ridicola è diventata grave. Ed è assordante il silenzio del Sindaco, e dei suoi suggeritori, che non sentono la necessità di intervenire pubblicamente per dire che no, Macerata è senza se e senza ma una città che non giustifica in alcun modo i rapporti con la criminalità, che onora la memoria di chi l’ha combattuta e rispetta chi lo fa ora».
L’attacco di Fi a Cicarè per la storia del frullino per segare il palo di via Berlusconi: «Quanto alla presunta violenza delle mie parole, non rinnego niente – osserva Cicarè – a differenza della Benedetti che si dice travisata. Io, come lei, il mio intervento l’ho scritto e letto, era di pochissime parole visto che ritenevo troppo dedicare anche un minuto del tempo del Consiglio Comunale a questa proposta. Le mie parole istigano alla violenza, perché ho detto che finita questa ubriacatura segare il palo dove è scritto Via Berlusconi sarà una delle prime cose da fare? Questa sarebbe violenza? Allora vorrei ricordare a questi novelli Gandhi che violenza è stata quella riconosciuta da sentenze, subita da giovani inermi che alla caserma di Bolzaneto e alla scuola Diaz durante il G8 di Genova si sono trovati la testa fracassata dalle forze dell’ordine. Quei giovani in quei giorni gridavano ai potenti che il mondo così globalizzato avrebbe creato solo ingiustizie e crisi. Avevano ragione. Il Presidente del Consiglio di quella macelleria messicana, come fu chiamata, era Silvio Berlusconi.
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…Tranquillo Cicarè,il palo per una via a Silvietto, se non arrivano i fondi del Pnrr, nessuno “della Comune” lo pianterà!
Ma che d’è tutto so stuppeto pe la via al cavaliere. Se l’amministrazione maceratese, nera verde e azzurra pensa a come organizzare una festa tra frizzi, lazzi e pure cotillon perché non seguire il vecchio consiglio che di solito davano i nostri saggi osservatori dell’andazzo cittadino, ossia il sempreverde: ” Ma perché non gliete a fatiga co li polacchi?” Ma repponeteve, con un presente già discutibile pensete alla fantascienza. La colpa stavolta però non è vostra, come a Civitanova, per una volta è del popolo che prima se frega da solo e poi aspetta il Salvatore che cala dalla croce a commatte co tutta s’ignoranza.
tenta a ritorcersi? Ossia?