Porto Recanati punta tutto su agosto:
«Pienone solo nel weekend,
calo del 30-40% rispetto al 2022»

TURISMO - Meteo inclemente, mareggiate, acqua torbida, aumenti dei costi delle derrate alimentari e la spada di Damocle Bolkestein: tanti i timori con cui sono costretti a convivere i balneari portorecanatesi. Francesco Scortichini (Nenetta): «I costi aumentano, ma non si può scaricare tutto sul cliente». Donatella Giorgetti (Wanda): «Durante la settimana non c'è nessuno, chiudiamo alle 23». Ma c'è chi va in controtendenza, come Bagni 27: «Happy hour e dopocena, noi anche meglio dell'anno scorso»

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di Marco Pagliariccio (Foto di Federico De Marco)

Un’estate che stenta a decollare a Porto Recanati. Sarà che la stagione è di fatto iniziata tardi a causa del maltempo, sarà l’aumento dei prezzi, sarà un po’ di questo e un po’ di quello, sta di fatto che i balneari cittadini sono più o meno tutti concordi: finora il calo c’è stato eccome rispetto allo scorso anno e non bastano i pienoni del fine settimana a compensare i mancati guadagni.

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Mauro Monachesi – Bora Bora

In effetti, passeggiare in una mattinata infrasettimanale qualunque di fine luglio lungo via Lepanto non è che offra un gran colpo d’occhio. Anziani che si riparano all’ombra dalla calura asfissiante di questi giorni, qualche famiglia che può permettersi la vacanza in stagione non ancora altissima, giusto qualche ragazzo qua e là: si va a ritmo lento e gli affari non decollano. «A giugno la differenza è stata enorme, avremo fatto un 30-40% in meno dell’anno scorsosottolinea Mauro Monachesi, titolare del Bora Bora, chalet che si affaccia proprio su piazza Brancondi – abbiamo mantenuto sempre gli stessi prezzi negli ultimi anni e noi siamo fortunati a trovarci qui in pieno centro, ma che girino meno persone è evidente. Facciamo affidamento sugli affezionati che prenotano e vengono ogni anno, ma mancano i turisti».

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Francesco Scortichini – Nenetta

L’aumento dei costi, quest’anno soprattutto quelli delle materie prime più che delle utenze come lo scorso anno, c’è e si ripercuote spesso e volentieri sui clienti. «Frutta, verdura, pasta, olio e altri beni di prima necessità, soprattutto quelli italiani, sono tutti aumentati, un po’ meno il pesce – fa notare Francesco Scortichini dello chalet Nenetta – ma nella ristorazione non si può scaricare in toto sul cliente tutto questo cumulo di aumenti. Qualcosa ovviamente sì, ma si deve cercare di razionalizzare i costi e limitare gli sprechi. In generale, però, non sono così negativo: abbiamo vissuto picchi incredibili nel post-covid, è fisiologico che ci siano anni con maggiori alti e anni con qualche basso come può essere questo. Personalmente l’andamento finora è stato positivo, so che in giro i pensieri sono contrastanti, ma la prima parte dell’estate è stata condizionata dal meteo e ha influito in particolare sulla qualità dell’acqua: tra ciò che hanno portato i nostri fiumi e il disastro dell’alluvione in Romagna il mare è stato a lungo molto brutto, è tornato bello per qualche tempo e ora da alcuni giorni si è di nuovo intorbidito».

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Sandro Gambelli

La qualità delle acque, per un centro come Porto Recanati che ha lo sguardo proiettato verso l’eccellenza del Conero, è di grande importanza. E quest’anno, visti le grandi masse di acqua, fango e detriti portate in mare dai fiumi ingrossati dalle piogge, la limpidezza sul bagnasciuga è stata una chimera, con l’effetto che molti hanno timore di fare il bagno e, di conseguenza, a volte evitano proprio di andare in spiaggia. Senza contare l’alta marea di qualche giorno fa e le mareggiate degli ultimi giorni, che hanno provocato erosioni corpose e altri problemi. «Anche ieri sera c’è stata un’altra piccola alta marea che ha portato via almeno 6-7 metri di spiaggia, molti si sono ritrovati con mezzo metro d’acqua e i lettini che galleggiavanosegnala Sandro Gambelli, turista affezionato della città portorecanateseil problema è che le scogliere ormai non funzionano più. Molti massi sono stati scaraventati via dalla potenza delle onde e sono poggiati sul fondo coperti dalla sabbia, per cui è anche pericoloso camminare coi piedi a mollo: ho visto e sentito di tante persone che si sono tagliate o fatte male in questa maniera. Bisogna intervenire in primis perché è pericoloso e poi perché ormai non fanno più il loro dovere. Non è possibile che siano gli stabilimenti balneari a dover impegnare soldi propri per sistemare la spiaggia 7-8 volte ogni estate chiamando ruspe ed escavatori».

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Donatella Giorgetti – Wanda

Tutti confidano in un agosto a razzo (e con tanto sole) perché non possono bastare i pienoni dei weekend di luglio a mettere il pollice all’insù a questa estate finora sottotono. «Noi abbiamo molti clienti stagionali consolidati negli anni, finora si sono visti molti stranieri, soprattutto tedeschi, però i numeri veri si fanno nel fine settimana – conferma Donatella Giorgetti, alla guida dello stabilimento balneare Wandain infrasettimanale non ci sono proprio le persone in giro: lunedì sera abbiamo chiuso alle 23, non c’era un’anima. Speriamo ad agosto vada meglio e il meteo ci assista, purtroppo abbiamo perso aprile, maggio e giugno per quello».

«L’anno scorso ogni sera sembrava sabato sera, ora c’è almeno un 20-30% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – ribadisce Michela Moriconi del Bebo’s – si stanno contraendo progressivamente le durate delle vacanze, ormai chi viene da fuori si ferma per pochissimi giorni e concentrati nel fine settimana, quando tra questi e i pendolari dell’entroterra ovviamente si fa sempre il pienone.

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Michela Moriconi – Bebo’s

Non abbiamo voluto aumentare i prezzi quest’anno nonostante le spese continuino a crescere, quest’anno soprattutto sui prodotti di consumo dopo le stangate degli anni passati sulle bollette: latticini, farine, pesce in primis. Noi abbiamo una spiaggia abbastanza piccola per cui il ristorante è ancora più importante: manca il movimento durante la settimana e chi viene spende meno, si limitano a una portata e una bibita. Io penso che nei 15-20 giorni centrali di agosto alla fine si lavorerà fortissimo, meteo permettendo. Ma ci sono tanti fattori che incidono. E poi sullo sfondo c’è la Bolkestein: dovevamo fare dei lavori quest’anno ma abbiamo deciso di limitarci all’essenziale. Rischiamo che a fare di più siano soldi buttati. E anche questo sull’economia in generale incide».

Già la Bolkestein. Nei prossimi giorni si attendono novità sul fronte della mappatura delle coste per capire cosa sarà di tutti coloro che da decenni investono sulle strutture a bordo spiaggia.

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Mezia Giorgetti – balneare Antonio

«La gente ha investito tanto sapendo che un locale lo avrebbe avuto per sempre e invece è cambiato tutto ora – tuona Mezia Giorgetti del balneare Antonio – in Toscana ci sono stabilimenti che sono di proprietà statale, è il Comune a investire e poi ad affidare i locali in gestione. Qui invece i nostri padri o i nostri nonni hanno preso dei pezzi di spiaggia in cui non c’era niente e hanno inventato il turismo balneare. Quando mio nonno ha tirato su questo stabilimento, l’unico guadagno era dato dal fatto che venivano persone coi dolori alle ginocchia che pagavano per fare le sabbiature o affittare le zucche che venivano usate come boe o salvagenti dai marinai. È stato fatto un lavoro enorme per arrivare a quello che siamo oggi: come puoi tu Stato chiedermi indietro qualcosa che ho creato io? Parlando di quest’anno, anche noi siamo stati costretti ad aumentare un po’ i prezzi: l’anno scorso non l’avevamo voluto fare e siamo andati in rosso tra bollette e incrementi vari, quest’anno abbiamo caricato circa 1-2 euro sulle portate del ristorante: ma se abbiamo più spese qual è l’alternativa? Sono timorosa anche per agosto: lo scorso anno di questi tempi avevamo molte più prenotazioni, quest’anno ci sono ma non c’è il pienone.»

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Lorenzo Andreani – Bagni 27

Eppure c’è anche chi vede positivo: da Bagni 27, diventato punto di ritrovo anche del divertimento estivo in città, la situazione è un po’ diversa rispetto al resto del litorale. «Certamente è stata una stagione lenta finora, ma alla fine come l’anno scorso – dice uno dei titolari Lorenzo Andreaninoi stiamo lavorando bene, sarà che siamo più concentrati sull’happy hour e sul dopocena e non ci possiamo lamentare, anzi forse abbiamo anche aumentato un po’. Però è vero che al mare di giorno durante la settimana c’è meno gente, sia per il meteo che per l’acqua che quest’anno raramente è stata limpidissima: magari alcuni hanno scelto mete diverse. Il turismo portorecanatese è di prossimità, c’è gente che prenota l’ombrellone per tutta la stagione poi magari viene solo il fine settimana, per cui l’effetto è che tu hai tutto prenotato ma in realtà in infrasettimanale c’è pochissima gente. Io ho anche un b&b, so per esperienza che fino alla prima settimana d’agosto di movimento ce ne sarà poco e poi nelle tre settimane seguenti sarà un pienone. Ormai la tendenza è quella di avere un picco che è molto ristretto come durata nel tempo ma estremamente concentrato come quantità di persone».

Una situazione a Porto Recanati, che richiama un po’ quello che succede a Civitanova dove nei fine settimana c’è il pienone ma da lunedì a venerdì i balneari registrano un calo di presenze rispetto al passato (leggi l’articolo).

Civitanova, il turismo non decolla «Estate moscia, calo del 30%, si lavora bene solo nel weekend»

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Il lungomare di Porto Recanati questa mattina

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Bagnanti in spiaggia

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Le scogliere danneggiate faticano a fare il loro lavoro di argine all’erosione del litorale

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Nei pressi dello stabilimento balneare Wanda la spiaggia è stata erosa di 6-7 metri negli ultimi giorni



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