Lo Sferisterio canta Bella Ciao
in versione iconica con David Garrett,
“il violinista del diavolo” fa centro
LIVE - La star tedesca, t-shirt e pantalone scuri, tante candele ai suoi piedi a dargli un’aurea quasi sacrale, ha coinvolto il pubblico di Macerata con grande empatia. Applausi scroscianti per la sua rivisitazione del canto partigiano

David Garrett sul palco dello Sferisterio
di Marco Pagliariccio (foto Massimo Zanconi)
David Garrett fa di nuovo centro. “Il violinista del diavolo”, come è soprannominato dopo aver interpretato Niccolò Paganini nel film che porta proprio quel titolo, ha stregato la platea dello Sferisterio con la magia della sua arte nel concerto inserito all’interno del cartellone di “Sferisterio live”.
Pochi fronzoli sul palco per la star tedesca in questa afosa notte di mezza estate: t-shirt e pantalone scuri, tante candele ai suoi piedi a dargli un’aura quasi sacrale, ma anche un “buonasera Macerata” a sciogliere le diffidenze dopo il brano d’apertura. Garrett ha accompagnato l’arena in una performance di poco meno di due ore nella quale ha dimostrato, oltre all’impareggiabile maestria nel maneggiare il violino, anche grande empatia e capacità di coinvolgere il pubblico all’interno dello show. Tra un brano e l’altro, infatti, si è più volte intrattenuto per rispondere a domande che si era appuntato in precedenza o comunque cercare il contatto con la platea, dimostrandosi un vero “animale da palco”, oltre che sublime musicista.
L’Iconic Tour, che a Macerata vedeva la quinta delle sei tappe italiane previste per questa estate, ha consegnato al pubblico un Garrett più essenziale e “classico”, in linea con quello che esce dai solchi della sua ultima fatica discografica, “Iconic” per l’appunto. Non c’è spazio per gli riarrangiamenti dei grandi classici del rock che l’hanno portato alla ribalta internazionale, non c’è un’orchestra sterminata che avvolge ed esalta i suoi virtuosismi (anche se delle basi preregistrate accompagnano il live). C’è Garrett con il suo Guarneri del Gesù del 1734, appartenuto a Gaetano Pugnani, una chicca rispolverata dalla sua vasta collezione di violini antichi; ci sono ad accompagnarlo Franck Van de Heijden alla chitarra e Rogier Van Wegberg al basso elettrico;
ci sono i brani che già compaiono nel disco, che portano la firma di giganti della musica classica come il suo amatissimo Bach, Kreisler, Mendelssohn e Schumann, grandi nomi del passato che ha voluto recuperare nel suo ultimo album uscito per la Deutsche Grammophon. Ma c’è anche spazio per la celeberrima “Marcia turca” di Mozart, in una veste scarnificata ma ugualmente coinvolgente che ha scatenato la standing ovation del pubblico, per “Le quattro stagioni” di Vivaldi, che hanno esaltato la tecnica magistrale del maestro tedesco, e per una struggente versione dell’Ave Maria di Schubert. Ma Garrett ha anche pescato dai classici del flamenco con “Asturias” di Isaac Albeniz, sorprendente nella sua vitalità anche danzando sulle corde del violino, per poi trascinare gli applausi a tempo della folla dello Sferisterio con “Tico Taco” pizzicando le corde del suo Guarneri a mo’ di chitarra folk. Per il rush finale, Garrett è volato in Romania: “Hora staccato” di Grigoras Dinicu è un must per i violinisti contemporanei e la sua interpretazione non ha tradito le attese.
Tutti a casa? Non ancora. Garrett, richiamato sul palco dagli applausi scroscianti della platea, ha spiazzato tutti con un’inattesa chicca: la sua intensa rivisitazione di “Bella ciao”, diventata hit mondiale dopo essere stata inserita nella colonna sonora della serie tv “La casa di carta” e con la quale il violinista tedesco ha mandato in visibilio il pubblico dello Sferisterio, che lo ha accompagnato coi versi del canto partigiano.
Per la star tedesca poco tempo per godersi un lieto riposo maceratese: domani, infatti, è già a atteso a Brescia per il suo ultimo live italiano di questo tour, che si terrà in piazza della Loggia. “Sferisterio live”, invece, tornerà il 25 agosto con il concerto di Mr. Rain.





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…finalmente un concerto indipendente…che bello…era ora!!! gv
Perché?
Questa canzone, inutile nascondersi dietro un dito, e’ una canzone che divide e crea sempre una marea di polemiche, e’ come dire che il saluto fascista non e’ fascista ma è un saluto romano. Chi canta questa canzone sa benissimo che innescherà polemiche, quindi perché farlo, per dimostrare cosa?
A propositi di grandi violinisti (davvero) e non di pur apprezzabili mesterianti pop…Ve lo immaginate Gidon Kremer che suona o’ sole mio dopo aver fatto ballare il grande pubblico con Viva la Vida? Oppure Itzhak Perlman che accenna come bis ‘O surdato ‘nnammurato Oje vita, oje vita mia… Oje core ‘e chistu core? NO. E c’è un motivo.
Leggo il 90% di commenti penosi, vi meritate Orietta Berti con il massimo rispetto della Berti.
…bè, Orietta Berti perlomeno è più sincera!!! gv