Museo Ferretti, Perticarari bada al sodo:
«Diteci quanto costa farlo e gestirlo,
poi se è attrattivo e cosa ci va dentro»

MACERATA - Il consigliere del Pd fa piazza pulita delle zone d'ombra del progetto legato allo scenografo premio Oscar e chiede di poter conoscere i contenuti concreti della eventuale proposta

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Andrea Perticarari, consigliere del Pd

di Luca Patrassi

A squarciare il velo della venticinquennale vicenda legata alla proposta di allestire un museo per le opere dello scenografo Premio Oscar Dante Ferretti arriva un intervento del consigliere comunale Democrat Andrea Perticari che fa una serie di riflessioni e chiede di fare chiarezza sui reali contenuti dell’operazione. La premessa: «L’immaginario mondo del maestro Dante Ferretti entra in Consiglio Comunale. Perché, oltre a proposte, visioni, annunci e sogni riguardanti la figura di Dante Ferretti ed i progetti museali allo stesso legati, non si è mai avuto la serietà di avviare un percorso fatto di numeri, costi, studi di fattibilità, modalità di gestione, soggetto gestore e tutta un’altra serie di fattori che debbono essere considerati prima di anche solo ipotizzare un progetto che deve portare – parole testuali – alla creazione del “Centro mondiale della scenografia e del cinema”. Un progetto per la cui realizzazione, cautamente, servirebbero milioni di euro ogni anno. Prima ti tutto è necessario capire cosa si voglia creare. Uno spazio museale, magari didattico o un centro, una struttura di formazione o addirittura entrambe le cose. Nessuno sa e può finora rispondere. Ma andiamo oltre»

Arriva la prima richiesta sul fronte dei contenuti: «È inutile – rileva Perticarari – fare giri di parole: è necessario prima di tutto sapere quali siano le volontà del maestro Ferretti in merito alle sue opere. È infatti impensabile che si costituisca un museo ad hoc per la figura di Ferretti, e per la scenografia in generale, senza non tanto l’apporto economico dello stesso, quanto piuttosto la volontà di concedere le proprie creazioni a titolo gratuito, altrimenti la realizzazione di un tale progetto partirebbe già con un importante fardello». Altre questioni non secondarie, tipologia e spazio. « La questione della tipologia di museo e della gestione dello stesso. Statale, regionale, comunale? Gestito da terzi? Quale sarà la forma giuridica? Chi saranno questi terzi soggetti privati? Tutte domande che necessitano di una risposta chiara sin dall’avvio di un percorso. Rimane poi il problema dello spazio. Quali caratteristiche dovrebbe avere l’immobile per un tale progetto? Esiste o deve essere costruito ex novo? E se già esistente la proprietà è già pubblica? Comunale, Provinciale? Perché non utilizzare uno spazio pubblico di tal genere per altri fini sociali?».

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Dante Ferretti

Costi di gestione, capacità attrattiva: «Ci sono poi le problematiche sul tema dei costi di gestione e mantenimento del progetto, tema direttamente legato ai quesiti relativi alla titolarità e modalità di gestione del museo. È stato svolto uno studio sulla potenziale affluenza di visitatori ad un museo del genere? O una ipotesi di iscritti a tale progetto formativo? Quali sarebbero i costi minimi necessari di gestione annuale di un “centro mondiale della scenografica e del cinema”? Per fare un semplice esempio, il Museo Fellini di Rimini è costato circa 12 milioni di euro ed i costi di gestione annuali per la sola guardiania sono di 300mila euro per un museo che però può contare su di un bacino di potenziali visitatori fatto dai milioni di turisti che ogni anno si riversano sulla riviera romagnola».

La riflessione del consigliere dem: «La domanda viene spontanea: ha senso investire milioni di euro per un progetto rispetto al quale esistono così tanti dubbi (soprattutto l’indotto che porterebbe alla città)? È la priorità sul piano culturale/turistico della città o sarebbe meglio investire di più e meglio sui musei e strutture già esistenti – Palazzo Buonaccorsi e Sferisterio giusto per citarne due? Ora, sono tutte domande serie, qualcuna prematura, ma quantomeno delle potenziali risposte a questi ed altri quesiti si dovrebbero già avere al momento della presentazione di un ordine del giorno. Assistiamo invece all’improvvisazione più totale dimostrata dalle opposte vedute all’interno della stessa maggioranza». La questione Sferisterio: «Risposte che inoltre si dovrebbero soprattutto avere quando a Macerata abbiamo già problematiche di tal genere legate alla gestione e finanziamento dello Sferisterio rispetto al quale il progetto di modifica dello Statuto e la creazione di una Fondazione ad hoc risultano ad oggi disperse nei cassetti del Comune nonostante per la prima volta il sindaco di Macerata e presidente della Provincia sono la stessa persona. A questo punto ben si potrebbe ipotizzare provocatoriamente di trattare le due questioni insieme: Dante Ferretti e Sferisterio senza dimenticare la possibile di attivare in città percorsi didattici di alta formazione musicale».

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