Antifascismo e futuro, nella sede del Pd
incontro con Donato Caporalini
CIVITANOVA - Il docente è stato ospite ieri sera nella sede di via Mameli in una serata intervallata dai racconti di Resistenza letti da Rosetta Martellini

«Non basta ricordare gli orrori del passato fascista, bisogna saper denunciare le ingiustizie e le vergogne del presente».

Donato Caporalini
Donato Caporalini docente di filosofia e storia e socio dell’Istituto Gramsci di Macerata è stato ospite ieri sera del circolo civitanovese del Pd per una serata sul tema: “L’antifascismo per costruire il futuro” assieme a Meri Marziali della direzione nazionale del Partito Democratico.
Caporalini ha riassunto i contenuti di un suo articolo apparso sul numero monografico fuoricollana.it dedicato all’analisi dell’idea di società che emerge dalle riforme istituzionali annunciate dal governo della destra. Dopo aver richiamato i caratteri essenziali della cultura politica di Fratelli d’Italia e il permanere di una sostanziale continuità con i simboli e i “valori perenni” della tradizione neofascista missina, il relatore ha concentrato l’attenzione sul cambiamento del “paradigma costituzionale”. «L’antifascismo – ha detto Caporalini – deve recuperare la capacità di affrontare i temi attuali. Non basta ricordare gli orrori del passato fascista, bisogna saper denunciare le ingiustizie e le vergogne del presente, a cominciare dalla guerra, dallo sfruttamento del lavoro povero e precario, dalle discriminazioni di genere e di etnia».

Meri Marziali
Meri Marziali ha ripreso e sviluppato il tema dell’attualità dell’antifascismo, richiamandosi in particolare alle parole del presidente Mattarella in occasione del 25 aprile. «Un linguaggio lontanissimo dalle ambiguità e dalle mistificazioni presenti nelle dichiarazioni degli esponenti di Fdi, che continuano a sottrarsi, come avviene da tempo anche a Civitanova da parte delle autorità comunali, al dovere di fare propri i valori dell’antifascismo su cui si basano le istituzioni repubblicane» si legge nella nota del Pd. Gli interventi sono stati intervallati dall’attrice Rosetta Martellini che ha letto alcuni racconti sulla Resistenza.

Rosetta Martellini
Il 25 Aprile con Anna Frank, stupore per la targa provvisoria Ricordati Annita Pantanetti e Gaetani
…ancora…ma cos’è, un’ossessione!!? gv
L’antifascismo militante di 33 presenti e 3 conferenzieri che si autocelebravano con l’unico mito ancora disponibile a sinistra si era già prodotto al mattino con l’assenza di qualsivoglia esponente della sinistra civitanovese all’intitolazione della via intestata a Sergio Ramelli , studente del Fronte della Gioventù massacrato dagli assassini rossi quarant’anni fa….altro che memoria condivisa…ma noi non dimentichiamo.
L’antifascismo non funzionerà mai finché ci saranno legofascisti classificati come estremisti di destra e Fratelli d’Italia, quest’ultimi addirittura che non dovrebbero esistere formalmente in quanto pur se il personaggio più importante del panorama politico La Russa, dopo accurate indagini ha scoperto che la Costituzione della Repubblica Italiana non proibisce la riorganizzazione del Partito Nazionale Fascista. Così non è ma tutto sommato ci si doveva pensare prima quando tutti i vecchi fascisti passavano ad altro partito e i più veraci formavano il Msi. Ma a parte questa ennesima fesseria, ne dice una ogni volta che apre bocca e peggio sarà se qualcuno in camice bianco non lo ferma e non lo sottopone ad accurata visita psichiatrica si tira a campare. In poche parole per essere antifascisti devono esserci i fascisti che non dicono né di esistere e né di non esistere. Ma siccome nessuno ci crede ed è oggettivamente impossibile farlo ecco che ci sono gli antifascisti quelli veri poi ci sono quelli che non per perdere tempo ma per mettersi in mostra chiedono stupidamente alla Meloni di dire qualcosa di antifascista. Non lo chiedesse nessuno il problema non esisterebbe. Sono la moda del momento, assolutamente non in grado di governare e non ne azzeccano una per la miseria intellettiva, assoluta mancanza di serietà e il pensare che faranno strada a forza di arroganza senza tener conto che in fondo possono solo contare su una piccola parte dei votanti, il famoso zoccolo duro che già quelli che hanno eletto la Romana hanno capito non solo che era un bluff con quel ” Siamo pronti”, sì a fare la coda alla vaccinara ma che non soddisferà nessuno. Anche volendo non gli verrà permesso dalle inefficienze legislative del di lei prima e del suo entourage appresso . Le corporazioni che gli si sono appoggiate per puro interesse disposte a passare sopra tutto, ma bisogna pur vivere ancora meglio se possibile, si renderanno conto di aver puntato sul “puledro selvaggio non ancora domato” sbagliato, non in grado di diventare un campione non avendo né buoni allenatori forse troppo impegnati su se stessi e né stallieri che sanno accudirla e che gli creano solo problemi dovuti in gran parte anche alla sua poca dimestichezza con la meditazione. Purtroppo la sua storia sarà ricordata come quella del brocco che sognava di diventare Ribot e tutti si troveranno con il solito dilemma insieme a tanti altri: “Adesso chi votiamo?” Ps. Nel deteriorarsi dei Fratelli devono essere parimenti considerati i leghisti specie quelli affini a Salvini, ancora più inutili, approfittatori, falsi, senza alcuna politica utile, e nemici dei Fratelli a cui vogliono prendere tutto. Certo oramai sarebbe impossibile, se cade Sansonetta, figuriamoci i filistei dell’unto dallo strutto.
Niente antifascismo, niente rappacificazione, ognuno cerchi di dimostrare di essere migliore dell’altro e finalmente di riuscirci se mai avverrà.