Minaccia i titolari della “Pescheria Km 25”,
cade l’accusa di tentata rapina:
«Libero dopo 16 mesi in cella»
MACERATA - Oggi la sentenza in tribunale. Un 28enne condannato a 5 mesi per minacce. L'avvocato del giovane, Raffaella Cesari (in foto): «Il mio assistito ha urlato fuori dal locale e senza niente in mano, non impugnava bottiglie». La procura ha annunciato appello

L’avvocato Raffaella Cesari
di Alessandro Luzi
Entra di notte nella “Pescheria Km 25” e inveisce contro i titolari, scagionato dall’accusa di tentata rapina. Oggi la sentenza del Tribunale di Macerata: un 28enne condannato a 5 mesi per minacce. L’imputato Mamadou Bente Diallo, ex saldatore guineano che da anni vive in Italia, è tornato libero dopo un anno e 4 mesi di carcere per quei fatti. «Siamo contenti della sentenza – ha detto l’avvocato del giovane, Raffaella Cesari -. Il mio assistito ha sempre detto che era innocente ma ha sempre accettato la misura in carcere, dove ha sopportato un anno e 4 mesi. È stato provato che non c’erano gli elementi della tentata rapina».
Era circa mezzanotte e dieci del 5 luglio dell’anno scorso. Il giovane, dice l’accusa sostenuta dal pm Enrico Riccioni, si sarebbe presentato alla pescheria di via IV novembre per chiedere insistentemente da mangiare.
Il locale era ormai in chiusura e il 28enne non avrebbe ottenuto il cibo dai titolari, che erano all’interno. Così, prosegue l’accusa, in stato di alterazione, il giovane li avrebbe minacciati urlando che voleva i soldi. Cosa che i due gli avrebbero negato.
A quel punto, dice sempre l’accusa, il 28enne avrebbe aggredito il titolare strappandogli la maglia e colpendolo al braccio e alla mano sinistra, provocandogli delle escoriazioni.
Intanto il 28enne avrebbe continuato a chiedere soldi al titolare della pescheria, puntandogli contro una bottiglia di vetro rotta raccolta a terra. Sul posto è intervenuta la polizia che ha arrestato il giovane e da quel giorno era in carcere con l’accusa di tentata rapina.
Oggi il Tribunale di Macerata ha riqualificato la contestazione in minacce e condannato l’imputato a 5 mesi. La pena è sospesa e il giovane è tornato libero.
Il legale Raffaella Cesari ha commentato: «Abbiamo provato che non c’erano elementi per l’accusa di tentata rapina. Anche il titolare nella testimonianza ha raccontato che le minacce erano state fatte dal mio assistito fuori dal locale e senza niente in mano. La bottiglia è stata trovata integra e con dentro la birra. Era chiusa con il tappo». Intanto la procura ha annunciato che farà appello.
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Impugna una bottiglia di vetro <br> e tenta rapina in un locale: <br> «Ci siamo chiusi all’interno»