“Consigli di quartiere”, avanti:
saranno operativi da novembre

MACERATA - A settembre riparte l'iter. Saranno sei, composti da 15 consiglieri. L'idea è partita da Andrea Blarasin (Lega): «Organismi privilegiati della partecipazione popolare al governo della città»
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Andrea Blarasin, consigliere della Lega

 

di Mauro Giustozzi

Consigli di Quartiere, l’iter costitutivo riparte a settembre e dall’autunno saranno operativi in città ripristinando uno strumento che torna in campo dodici anni dopo che una legge nazionale abolì i Consigli di circoscrizione, eccezion fatta per città con oltre i 250mila abitanti. Ad insistere e volere fortemente il ritorno dei Consigli di Quartiere è stato in particolare il consigliere comunale della Lega, Andrea Blarasin, che ha riportato in assise lo scorso anno questo tema con tanto di regolamento comunale per il funzionamento di questo nuovo presidio di democrazia partecipata nei quartieri, attraverso una delibera che è stata approvata dal consiglio comunale.

Ci sono da risolvere alcune questioni legate all’individuazione di una somma molto contenuta da mettere a bilancio per un minimo di finanziamento dell’iniziativa e anche individuare quelle che saranno poi le sedi nei vari quartieri di Macerata di questi consigli. In linea di massima si cercherà di utilizzare locali di proprietà comunale che si possono individuare nei vari rioni del capoluogo. Il regolamento è stato già approvato ed in questa fase preparatoria si dovranno individuare i nominativi e le liste di coloro i quali andranno a ricoprire questa carica di consigliere di quartiere. I nuovi Consigli di quartiere saranno sei: quartiere La Pace – Cairoli – Santa Lucia – Rione Marche; Centro – Mameli – Cavour – Velini; Via Roma – Santa Croce – San Francesco – Collevario; Villa Potenza; Sforzacosta; Piediripa. I consigli saranno composti da quindici consiglieri per ciascuno dei sei quartieri e possono essere nominati i residenti nel quartiere che abbiano compiuto 18 anni e che siano residenti a Macerata da almeno cinque anni. Dodici componenti di ciascun Cdq sono designati attraverso la presentazione di due liste, avanzate separatamente e rispettivamente dai consiglieri comunali di maggioranza per la quota di otto soggetti e dai consiglieri di minoranza in numero di quattro. I rimanenti tre componenti sono estratti a sorte. Questo organismo rimarrà in carica sino alla scadenza amministrativa del consiglio comunale. Sono organi di ciascun Cdq il coordinatore e il coordinatore vicario: l’insieme dei coordinatori dei CdQ costituisce la Consulta dei coordinatori. Tra le varie competenze e compiti dei nuovi Cdq ci sono segnalare problemi locali di carattere viabilistico, sociale, ambientale, culturale, sportivo, igienico-sanitario del quartiere ed esprimere proposte di soluzioni, segnalare necessità di interventi manutentivi locali di competenza comunale, proporre interventi in materia di opere pubbliche del quartiere, proporre interventi, dibattiti o segnalare problemi sui beni comuni urbani, limitatamente a quelli di valenza di quartiere.

«I Consigli di quartiere saranno organismi privilegiati della partecipazione popolare al governo della città – ha sottolineato Andrea Blarasin – allo scopo di assicurare una più larga ed incisiva conoscenza nonché la condivisione di problematiche di interesse pubblico locale. Io stesso ho iniziato a fare politica in quell’ambito, sono stato consigliere di circoscrizione e credo tantissimo nel rapporto che il cittadino può avere tramite questo strumento con chi amministra la città».



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