In superstrada oltre il limite di 40 all’ora,
annullate altre due multe

BELFORTE - Il giudice di pace di Macerata ha accolto il ricorso di un'automobilista e condannato l’Unione Montana alle spese di causa
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La polizia locale appostata

Altre due multe comminate dai vigili dell’Unione Montana dei Monti Azzurri a fine 2021 nel tratto della superstrada a Belforte, percorribile all’epoca ad un’unica corsia ed interessato dal limite di 40 km/h per i lavori, annullate dal giudice di pace di Macerata. A stabilirlo la sentenza dell’avvocato Maria Giuseppina Vita che ha accolto il ricorso di una automobilista annullando i verbali di contestazione e condannando l’Unione Montana alle spese di causa.

A fine 2021 i vigili dell’Unione Montana dei Monti Azzurri accertavano lungo la superstrada al km. 66+200, comune di Belforte, la violazione del limite di velocità di 40 Km/h stabilita temporaneamente in prossimità di un cantiere stradale. La velocità tenuta dall’autovettura contravvenzionata, la prima volta di 58 Km/h e la seconda di 53 Km/h, veniva rilevata con telelaser Trucam Hd – Eltraff.

Alla conducente veniva comminata una sanzione pecuniaria da 288,20 euro complessivi se pagata entro 5 giorni ad 740 euro se pagata oltre i 60 giorni e la detrazione di complessivi 6 punti dalla patente di guida. Il ricorso presentato dall’avvocato Vinicio Bertoni per una pluralità di motivi: mancata collocazione del segnale di preavviso mobile del sistema elettronico di rilevamento, mancata collocazione della segnaletica concernente la progressiva riduzione di velocità e mancato preavviso della velocità massima rispetto alla quale si effettuava il controllo elettronico, mancata omologazione del modello Trucam Hd-Eltraff e sussistenza dello stato di necessità. Il giudice di pace, con sentenza del 21 luglio, ha accolto il ricorso annullando i verbali di contestazione e condannando l’Unione Montana alle spese di causa.

Nella sentenza si legge: «Nel caso di specie va rilevato che la segnalazione riguardava da un lato la presenza del dispositivo di rilevazione elettronica della velocità, attestato da un segnale posto ad una distanza di 1.900 metri, ma anche il fatto che tale dispositivo di rilevamento della velocità proprio sul tratto di strada ove (contrariamente alla normale velocità consentita di 110 Km/h) il limite di velocità era ridotto a 40 Km/h e l’amministrazione resistente non ha dato prova della visibilità del cartello di preavviso, dando solo atto nel verbale che il segnale (indicato nel verbale come mobile mentre nella relazione come fisso) era visibile, affermazione non sufficiente in quanto – come chiarito dalla Suprema Corte – spetta al giudice di merito apprezzare la visibilità del segnale e l’adeguatezza della distanza del segnale rispetto alla postazione, nel caso di specie oltretutto posta in un tratto di strada ove vi era una sensibile diminuzione della velocità consentita per quella tipologia di strada, ragione per cui gli utenti della strada dovevano essere informati con adeguato preavviso sia del diverso limite di velocità sia della presenza del rilevatore di velocità.

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