Unimc, vigilia di voto:
le ultime mosse e il bilancio
dei candidati McCourt e Spigarelli

MACERATA - Domani si aprono i seggi allestiti al Polo Pantaleoni per i docenti e per il personale amministrativo: nelle prime due votazioni è necessaria la maggioranza assoluta per eleggere il nuovo rettore
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John Francis McCourt e Francesca Spigarelli

di Luca Patrassi

Domani si vota per l’elezione del nuovo rettore di Unimc. Le votazioni si terranno al Polo Pantaleoni il 29 giugno, alle 9.30 e, in caso di esito negativo, alle 15. Nelle prime due votazioni il rettore è eletto a maggioranza assoluta degli aventi diritto. In caso di fumata nera, si procederà il giorno successivo al ballottaggio fra i due candidati che avranno ottenuto il maggior numero di voti. A confrontarsi sono la docente di economia applicata del dipartimento di Giurisprudenza Francesca Spigarelli e il direttore del dipartimento di Studi Umanistici, John Francis McCourt. Hanno diritto al voto 203 professori di ruolo, 83 ricercatori, i 19 rappresentanti degli studenti nel Consiglio degli studenti, 285 tra componenti del personale tecnico-amministrativo bibliotecario e collaboratori esperti linguistici. Uno vale uno per il voto di docenti e studenti mentre la preferenza espressa dal personale amministrativo è conteggiata nella misura del 33%, quindi 94 voti in totale.

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John McCourt

Grandi manovre ancora in corso, ma è comunque possibile fare un bilancio del confronto andato in scena e di come è stata impostata. Osserva John McCourt: «Ho vissuto la campagna elettorale all’insegna del confronto corale ed è stato un insieme di momenti vivaci, franchi, costruttivi e pieni di sollecitazioni. Ho ascoltato un Ateneo forte delle sue radici, con basi solide che esprime una voglia di rinnovarsi ed evolversi. Ho avvertito una sincera apertura verso le mie idee ma più di tutto mi sono sentito arricchito dalle tante proposte progettuali ed anche delle tante storie professionali in sintonia con la mia idea di Università e che confermano la grande qualità del nostro corpo accademico e del personale tecnico amministrativo e bibliotecario». L’idea di base: «Ciò che contraddistingue la mia visione di ateneo è l’idea di una “casa reale” dove i servizi, le risorse e gli spazi sono messi a disposizione per il benessere di tutta la comunità, in primis degli studenti e delle studentesse che scelgono Macerata per studiare ma anche per vivere gli anni più importanti della propria vita e verso i quali abbiamo il compito di donare tutto il nostro impegno affinché dicano un giorno “ne è valsa la pena!”. Ho l’idea di una comunità che può incontrarsi, nutrirsi e crescere, per radicarsi nel rispetto delle tradizioni di un territorio aperto al mondo: voglio una università-comunità in cui ogni singola persona, nella sua unicità, vale». L’appuntamento di domani: «La sfida di mercoledì sarà una grande occasione per me di provare a vivere il privilegio di rappresentare un ateneo che si è fatto scrigno della profondità, della bellezza, e della complessità della ricerca e dell’insegnamento umanistico. Sono molto onorato di aver vissuto questo momento e guardo alle elezioni in modo tranquillo e fiducioso».

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Francesca Spigarelli

Ed ecco il punto di vista di Francesca Spigarelli: «È un momento decisivo per l’Ateneo: tutti sono chiamati ad una scelta di grandissima responsabilità. Una scelta che mi auguro venga fatta in modo razionale, basandosi su dati reali e prospettive concrete. Che direzione dovrà prendere l’ateneo nei prossimi anni? Quali saranno i punti cardine intorno ai quali far ruotare scelte ed obiettivi? E’ stata una campagna incentrata sull’ascolto e sul dialogo». La polemica sottobraccio per i confronti mancati: « Ho voluto coinvolgere anche coloro che non esprimono voti, fino ad abbracciare la comunità locale (peccato si siano dovuti cancellare due confronti diretti voluti uno dal nostro ufficio comunicazione, l’altro dal Comune, a cui io avevo aderito). Ho ritenuto fondamentale mettere al centro le persone e gli studenti, proponendo un modello di Ateneo capace di confrontarsi con i più grandi poli universitari del mondo.  Mi ha raggiunta talvolta una narrazione profondamente distorta dell’Ateneo. Alcune voci esterne hanno spostato il focus su questioni che poco hanno a che fare con le azioni concrete da intraprendere per farlo crescere». Il messaggio finale: «In sintesi, sono molto felice del percorso svolto fin qui. Sono rimasta me stessa. Ne esco estremante arricchita. I mesi di confronto mi hanno dato una conoscenza ancora più approfondita che, unita a competenze solide e a un’articolata rete di connessioni costruita in anni di lavoro, mi consentiranno di ricomporre tutte le anime della Comunità Accademica e condurle verso traguardi sempre più ambiziosi».

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