Assume il compagno in azienda,
lui la maltratta e sperpera i soldi
tra gioco d’azzardo e alcol

IN AULA - Condannato a 3 anni e 2 mesi un 41enne civitanovese che era imputato al tribunale di Macerata. Avrebbe anche offerto droga alle figlie della donna. Assolto dall'accusa di estorsione e non doversi procedere per presunti atti sessuali su una delle ragazze

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L’avvocato Gabriele Cofanelli

di Gianluca Ginella 

I soldi dell’azienda usati per il gioco d’azzardo o comprare alcolici dopo che la compagna l’aveva assunto nella sua ditta diventando poi vittima di maltrattamenti. In sintesi queste parte delle contestazioni mosse ad un 41enne di Civitanova che oggi è stato condannato a 3 anni e due mesi per maltrattamenti verso la compagna e per aver offerto stupefacente alle figlie di lei (una di loro minorenne all’epoca dei fatti contestanti).

L’uomo è stato assolto dall’accusa di estorsione e prosciolto da un’ultima contestazione, quella di aver costretto una figlia della compagna, maggiorenne, a subire atti sessuali (mancava la denuncia, da qui la decisione del Tribunale: non luogo a procedere). Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Stefania Ciccioli, l’uomo avrebbe maltrattato la compagna con minacce, aggressioni, insulti. Assunto dalla compagna, le avrebbe reso impossibile la vita lavorativa, prelevando i soldi della ditta per il gioco d’azzardo.

Secondo l’accusa quando la donna si lamentava lui sarebbe arrivato a metterle le mani al collo, aggredendola. Avrebbe sperperato il denaro nel gioco d’azzardo e nell’alcol. Secondo l’accusa l’uomo avrebbe usato 26mila euro di denaro aziendale per l’acquisto di alcolici. L’accusa parla anche di umiliazioni costanti durante la loro convivenza, e che la donna sarebbe stata costretta a giocare partite d’azzardo e sperperare denaro. L’uomo era anche accusato, in una occasione, di aver costretto la donna a consegnargli 300 euro, picchiandola.

Da questa contestazione (estorsione) è stato assolto. È stato invece condannato per aver offrendo alle figlie della convivente di fumare marijuana. Una delle ragazze all’epoca era minorenne. Infine non doversi procedere per atti sessuali su una delle figlie della donna, una ragazza che all’epoca dei fatti era maggiorenne: l’uomo le avrebbe messo una mano sulla coscia. I fatti contestati sarebbero avvenuti tra il 2011 e il 2015 tra Civitanova e Morrovalle.

Il Tribunale ha disposto il non doversi procedere per mancanza della denuncia. Al processo la compagna, ora ex, dell’uomo era parte civile, assistita dagli avvocati Gabriele Cofanelli e Massimiliano Cofanelli. «Siamo soddisfatti del risultato raggiunto, era una posizione che meritava un’ampia tutela e crediamo il tribunale abbia operato con equilibrio nei confronti della vicenda» dice l’avvocato Cofanelli. Il 41enne è stato assistito oggi in udienza dall’avvocato Elena Abu Sharkh.

*A tutela della vittima non viene indicato il nome dell’imputato


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