Donna lo accusa di averla violentata:
salvato dalle chat di Whatsapp

MACERATA - Un vedovo di 71 anni era imputato per violenza sessuale in tribunale. Oggi è stato assolto con formula piena. Aveva conosciuto la vittima delle presunte violenze, su di un sito di incontri. Decisivi i messaggi che si erano scambiati

- caricamento letture

whatsapp-chat

di Gianluca Ginella

Salvato dall’accusa di violenza sessuale grazie alle chat che aveva conservato sul cellulare: prosciolto al tribunale di Macerata un 71enne che vive nel capoluogo. L’uomo, difeso dagli avvocati Gabriele Cofanelli e Claudio Bruno Marcolini, è stato assolto con formula piena («il fatto non sussiste»).

Cofanelli_FF-2-e1634827923157-625x650

L’avvocato Gabriele Cofanelli

Anche l’accusa, sostenuta dal procuratore facente funzioni, Claudio Rastrelli, ha chiesto l’assoluzione. L’imputato doveva rispondere di due presunti episodi di violenza sessuale che sarebbero avvenuti a Macerata nel 2019 (tra settembre e novembre di quell’anno). A denunciare quei fatti era stata una donna cilena che l’uomo aveva conosciuto su di un sito di incontri. Era stato lui stesso, nel corso del processo a raccontare che dopo la morte della moglie, avvenuta nel gennaio di quell’anno, con 41 anni vissuti con lei «non riuscivo ad accettare questa solitudine forzata e così mi sono iscritto ad un sito di incontri, lì ho conosciuto una donna del Cile. Dopo un mese le ho chiesto se voleva raggiungermi in Italia per conoscerci meglio e le ho pagato il biglietto. Cercavo solo una compagna».

Nel corso di quell’udienza aveva negato di avere avuto rapporti con la donna, l’ha ospitata a casa sua «dormiva lì ed era completamente autonoma. Abbiamo passato il tempo insieme andando al mare, all’Abbadia di Fiastra, a pranzo. Cercavo di farla stare meglio possibile ma già la prima settimana ho capito che non era cosa. Per dire mi aveva detto di non fumare, e invece fumava, mi aveva detto che sapeva cucinare tutto e invece non sapeva fare niente. Lei mi diceva sempre “quando mi vai a sposare?”, ma le dicevo che nemmeno ci conoscevamo e sposarsi, almeno per me, è una cosa seria. Quando mi chiedeva di sposarmi era lei a farmi delle avances, ma tra noi non ci sono stati mai rapporti sessuali».

marcolini-claudio

L’avvocato Claudio Bruno Marcolini

Al processo gli veniva contestato di aver immobilizzato sul letto la donna cercando in due occasioni di avere un rapporto sessuale con lei. In un caso non ci sarebbe riuscito, nel secondo sì. In altre occasioni le avrebbe toccato il seno e le avrebbe chiesto insistentemente di avere rapporti con lui. Questo diceva l’accusa.

Nel processo i legali dell’uomo hanno sempre sostenuto la completa estraneità dell’imputato ai fatti contestati. In prossimità della conclusione del processo gli avvocati Cofanelli e Marcolini hanno presentato una copiosa memoria difensiva con una perizia sul telefonino dell’imputato. C’erano e per fortuna non li aveva cancellati, una serie di messaggi Whatsapp tra lui e la dona che «mostravano un rapporto di natura sentimentale tra loro e di certo non un rapporto di violenza od aggressione fisica» dice la difesa. Alla lettura della sentenza l’imputato ha avuto si è commosso. La donna si era costituita parte civile, assista dall’avvocato Alessandro Calogiuri.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X