Cittadinanza onoraria
a Patrick Zaki,
una pergamena alle associazioni

SAN SEVERINO - Realizzata dall’artista settempedano Paolo Gobbi, verrà consegnata ai rappresentanti dei vari sodalizi che si fecero portavoce della richiesta

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Zaki

La pergamena realizzata dall’artista settempedano Paolo Gobbi

Dopo il sì unanime del Consiglio comunale di San Severino, che nell’aprile dello scorso anno «riconoscendo nella sua figura i valori di libertà di studio, di libertà di pensiero e di libertà alla partecipazione pubblica» aveva conferito la cittadinanza onoraria a Patrick George Zaki, l’assise settempedana, nel corso dell’ultima seduta, ha ospitato una breve cerimonia per ringraziare le associazioni del territorio che della stessa richiesta di cittadinanza si fecero a suo tempo portavoce.

Patrick-Zaki

Patrick Zaki

Rinviata più volte a causa delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, la breve cerimonia di ringraziamento si è tenuta online nel corso della seduta del Consiglio del 26 gennaio ed è stata anticipata da alcune parole pronunciate dal vice sindaco e assessore comunale alla Cultura Vanna Bianconi. Subito dopo sono seguiti i ringraziamenti rivolti ai presidenti e ai soci delle associazioni il circolo di Legambiente “Il Grillo”, il gruppo Masci Scout, il circolo “La Zattera”, la sezione cittadina dell’Anpi “Salvatore Valerio”, l’associazione “Sognalibro”, la fondazione onlus “L’anello della vita”, il corpo filarmonico bandistico “Francesco Adriani” città di San Severino e l’associazione “Noa Noa”. Ai rappresentanti dei vari sodalizi sarà ora consegnata una pergamena, realizzata dall’artista settempedano Paolo Gobbi, in cui vengono citate le motivazioni della concessione della cittadinanza. Si tratta di un lavoro molto pregevole. «Quando l’assessore mi ha chiesto di realizzare qualcosa che potesse impreziosire questo riconoscimento – spiega Gobbi – Zaki era ancora detenuto. Per questo motivo ho realizzato un’immagine che testimoniasse questa situazione. Infatti, la motivazione della cittadinanza onoraria, scritta al centro della pergamena, è contornata da alcuni miei segni grafici che compongono una barriera, anzi una gabbia carceraria. Anche la scelta di utilizzare toni cromatici molto uniformi e grevi in tutta la composizione, vuole corroborare questa volontà di evocare la deprecabile situazione vissuta da Zaki».



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