Pesce a Capodanno e Natale,
sequestrati 526 chili di prodotti ittici

OPERAZIONE della direzione marittima delle Marche che ha portato a 13 sanzioni e multe per 23mila euro. Nella maglia dei controlli anche un ristorante di Porto Recanati dove sono stati sequestrati 10 chili di pesce per assenza di tracciabilità

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Alcuni dei prodotti ittici sequestrati

Tracciabilità dei prodotti ittici sulle tavole di Natale e Capodanno, le capitanerie di porto delle Marche sequestrano 526 chili di pesce non tracciato. Un controllo anche in un ristorante di Porto Recanati dove la Capitaneria di Civitanova ha sequestrato 10 chili di prodotto ittico senza etichettatura a norma.

sequestro-pesce-2E’ l’operazione Atlantide, condotta a livello nazionale e che nelle Marche ha portato nel periodo tra il 6 e il 29 dicembre ad ispezionare grossisti, pescherecci, pescherie, ristoranti e venditori ambulanti al fine di accertare la corretta applicazione delle norme sulla tracciabilità e salvaguardia degli stock a tutela del consumatore. In totale sono state 109 le ispezioni che hanno riguardato 29 pescherecci, 23 pescherie, 25 ristoranti, 19 venditori ambulanti, 3 grossisti.  I controlli hanno portato all’elevazione di 13 sanzioni amministrative per un totale di 23mila euro e a 7 sequestri di prodotto ittico di diversa tipologia e specie, per un totale di circa 526 Kg. Tra questi anche un ristorante di Porto Recanati dove la guardia costiera di Civitanova ha provveduto al sequestro di 10 chili di materiale. Le violazioni più ricorrenti sono state l’errata o omessa indicazione di informazioni al consumatore e la mancanza di tracciabilità del prodotto. L’attività di controllo ha anche permesso di denunciare un esercente dell’ascolano per frode in commercio. Tra le attività più corpose anche ingenti sequestri di vongole a Pesaro e San Benedetto del Tronto nei confronti di alcune attività per un totale di 270 kg nel pesarese e 155 kg nel sanbenedettese, con sanzioni per 5.500 euro. Le violazioni riscontrate, oltre a costituire un pericolo per il consumatore finale e a contribuire a depauperare la risorsa ittica, penalizzano gli stessi addetti del settore che operano con onestà e nel rispetto delle regole.

(l. b.)

 

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