Selfie choc con un cadavere,
in due finiscono a processo

GAGLIOLE - Prima udienza oggi al tribunale di Macerata. Gli imputati devono rispondere di vilipendio di cadavere. Si sono fatti una foto con i resti mummificati di una donna che avevano riesumato
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La foto choc con il cadavere di una donna

 

di Gianluca Ginella

Una foto con due persone che comparivano tenendo tra loro un cadavere, una immagine choc che aveva portato ad una indagine della procura di Macerata e ora ad un processo in cui sono due le persone imputate che devono rispondere di vilipendio di cadavere. Lo scatto, dice l’accusa, era stato fatto il 9 febbraio del 2018 nel cimitero di Gagliole.

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L’avvocato Sandro Pugliese

Gli imputati stavano tenendo in piedi e sottobraccio la salma esumata in stato di mummificazione di una donna che era morta il 27 dicembre del 1969 e che era stata esumata insieme al marito. Sotto accusa, con l’aggravante di abuso di prestazione di opera, in quanto, all’epoca dei fatti, dipendenti della ditta B. S. B. servizi società cooperativa con sede a Tolentino, incaricata della gestione del cimitero e della riesumazione della salma. Sotto accusa il 54enne Stefano Bagnarelli, di Gualdo Tadino, difeso dal legale Marco Fabiani, e il 47enne Francesco Falchetti, di Camerino, difeso dall’avvocato Sandro Pugliese. Le indagini si erano concentrate in seguito alla foto del cadavere, che era comparsa su Cronache Maceratesi, in un articolo dal titolo: “In posa con un cadavere, accertamenti della procura”. In base a questa foto, che era comparsa nelle ricerche su Google relativamente ad una azienda di pompe funebri della provincia, risultata estranea alla vicenda, il sindaco di Gagliole, Sandro Botticelli, aveva contattato la procura per far presente che un dipendente del Comune gli aveva riferito, senza dubbio, che dall’immagine si riconosceva il cimitero di Gagliole. Una scoperta decisiva per indirizzare le indagini.

Oggi si è svolta la prima udienza al tribunale di Macerata, il processo è stato rinviato al 21 novembre dopo che gli imputati hanno manifestato l’intenzione di chiedere di fare la messa alla prova.

 

In posa con un cadavere, accertamenti della procura



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