I primi 7 mesi del colonnello Candido:
«Con il Covid reati in calo
ma la droga si consegna a domicilio»

INTERVISTA al comandante provinciale dei carabinieri che oggi è stato promosso. Dall'omicidio di Rosina, ai contagi nelle caserme, alle stazioni dei comuni terremotati che attendono di essere ricostruite: tanti gli impegni da quando è arrivato in provincia: «E’ stato un periodo molto intenso, tra conoscere il territorio e i casi, anche gravi, che hanno richiamato una grande attenzione mediatica»
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Il colonnello Nicola Candido, comandante provinciale dei carabinieri

 

di Gianluca Ginella

«A Macerata questi primi sette mesi sono volati, li ho vissuti molto intensamente con i miei carabinieri, sia per rendermi conto della nuova realtà in cui sono stato calato, sia perché ci sono stati dei fatti, anche gravi, che hanno avuto notevole risonanza mediatica», così il comandante provinciale Nicola Candido, da oggi investito della promozione a colonnello. A Macerata è arrivato a settembre quando ha preso il posto del colonnello Michele Roberti, ora al comando del Reparto operativo dei carabinieri di Roma.

Sette mesi intensi a Macerata…

«Sì, sono volati. Mi sono calato in una realtà che non conoscevo, ho cercato di conoscere il territorio, i miei collaboratori e poi ci sono stati anche gravi fatti di cronaca che ci hanno impegnato seriamente e che hanno avuto una grande attenzione mediatica, come l’omicidio di Rosina Carsetti, l’operazione all’Hotel House (quando a dicembre ci sono stati 16 arresti, ndr), ed altre importanti attività come alcune recenti della Compagnia di Civitanova che ha sequestrato 76 chili di droga all’aeroporto di Fiumicino ed arrestato due trafficanti internazionale. Poi chiaramente si sta facendo un grosso sforzo nell’area del cratere per trovare delle soluzioni alloggiative ai comandi dell’Arma che sono ancora nei moduli abitatiti provvisori».

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La maxi operazione all’Hotel House

Su questo ci sono novità?

«Il prefetto Flavio Ferdani, molto sensibile alla problematica, ci sta sostenendo impegnandosi in prima persona per individuare le migliori soluzioni possibili per i nostri carabinieri. Tra dicembre e i primi di marzo abbiamo tirato fuori  dai moduli le stazioni di Sarnano, Matelica e Pollenza».

La zona del cratere sarà interessata dalla ricostruzione, e ci sono rischi di infiltrazioni malavitose…

«Sicuramente ci sarà attenzione da parte nostra, come giusto che sia. Anche su questo argomento il prefetto Ferdani  ha sensibilizzato le forze di polizia nel corso degli incontri che si sono svolti sul tema. C’è da fare una attività di verifica affinché la ricostruzione sia effettuata nel rispetto delle norme vigenti in materia. Chiaro ci sarà una attività di controllo, monitoraggio e, se necessario, di investigazione».

NicolaCandido_Carabinieri_FF-2-325x217Al momento però la criticità resta il Covid, anche tra i carabinieri ci sono stati contagi…

«Abbiamo avuto diversi militari che nel corso di questi ultimi sei mesi si sono ammalati, fortunatamente nessuno in maniera gravissima, anche se uno dei nostri marescialli è stato a lungo ricoverato, ora per fortuna si è ripreso e presto potrà tornare in servizio. Per fortuna la maggior parte ha avuto un decorso regolare, con febbre e sintomi tipici, ma nel giro di 15 giorni, un mese sono rientrati. Ne abbiamo avuti diversi. Purtroppo avevamo già pagato un prezzo altissimo a marzo dello scorso anno, con la morte dell’appuntato Federico La Rotonda».

I militari in servizio sono stati tutti vaccinati ora?

«La quasi totalità, eccezion fatta per quelli che avevano contratto da poco il covid».

I controlli sul Covid, come vanno?

«Nel fine settimana pasquale abbiamo fatto diverse contravvenzioni (per 14mila euro, ndr) ma tutto sommato è andata bene. Fondamentalmente c’è stato un rispetto delle norme. La gente ha tenuto ben presenti le indicazioni fornite dal Governo. Facciamo anche tanti controlli nei locali. Laddove si nota l’assoluto disprezzo delle regole, o chi a distanza di un anno non ha predisposto le misure minime di prevenzione del contagio, come il gel per la disinfezione delle mani, il personale con la mascherina, noi lo andiamo a sanzionare, non si può tollerare che ancora ci sia chi lavora in questo modo, né chi crea assembramenti nel proprio locale».

Le persone rispettano le regole?

«Sicuramente non c’è in provincia una propensione a violare le disposizioni di legge, è chiaro che il discorso non può valere con tutti. Ma in altre realtà d’Italia abbiamo visto scene ben peggiori».

pasquetta-controlli-carabinieri-civitanova-FDM-2-650x433E gli altri reati?

«C’è stata una contrazione dei numeri: i reati sono in calo, circolano meno persone e risorse».

E online?

«Il discorso covid ha inevitabilmente fatto sì che si alzassero i numeri. Qualche denuncia in più per truffe in rete l’abbiamo ricevuta ma nulla di allarmante».

Lo spaccio?

«Si è notato anche qui il fenomeno di consegne di droga a domicilio. È una degenerazione del periodo Covid, diciamo che usano modalità alternative di collocazione dello stupefacente sul mercato».

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Il colonnello Candido e il procuratore Giovanni Giorgio dopo un sopralluogo alla villetta dove è stata uccisa Rosina Carsetti

In questi sette mesi l’indagine che ha richiamato la maggiore attenzione è stato l’omicidio di Rosina Carsetti…

«Per ora tutti e tre gli indagati sono sottoposti a misure restrittive della libertà personale. Aspettiamo le risultanze del Ris che comunque speriamo fornirà ulteriori elementi, ma il quadro, come ha detto il procuratore Giovanni Giorgio, era già abbastanza chiaro. Noi da subito abbiamo capito che le cose che ci raccontavano non avevano senso, erano contraddittorie e difficilmente accettabili come versione dei fatti, per tutta una serie di ragioni. Poi le attività svolte successivamente hanno ulteriormente chiarito il quadro. Ci sono un bel po’ di elementi che pesano. Concluse le indagini ci sarà il processo, la difesa giocherà le sue carte, ma noi siamo soddisfatti del nostro lavoro, delle investigazioni svolte. Poi spetterà all’autorità giudiziaria valutare tutti gli aspetti della vicenda».

Ha accennato al procuratore Giorgio, che dalla scorsa settimana è in pensione…

È stato un punto di riferimento in questi anni, per quello che ho percepito personalmente e mi hanno raccontato. Ci è dispiaciuto sia andato via ma la vita va avanti. Ora c’è un procuratore facente funzioni (il sostituto Claudio Rastrelli, ndr) con cui c’è un eccellente rapporto».

 

 

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