Arma, il nuovo comandante provinciale:
«Impegno a 360 gradi e diversificato,
dobbiamo essere vicini alle persone»

IL COLONNELLO Nicola Candido è arrivato a Macerata. L'ufficiale ha 53 anni e nella sua carriera ha svolto ruoli molto diversi. «Ho visto i fatti avvenuti nel 2018 qui e i carabinieri hanno saputo dare una bella risposta. Importante fare un lavoro di prevenzione per evitare simili casi, che possono accadere ovunque»
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Il colonnello Nicola Candido

 

«Importante la risposta data dal comando provinciale dei carabinieri ai fatti avvenuti nel 2018 (Pamela e Traini, ndr), purtroppo possono accadere ovunque. C’è tutto un lavoro da svolgere di tipo preventivo per evitare che avvengano questi fatti. Mi occuperò della sicurezza a 360 gradi, dobbiamo essere vicini ai cittadini, specie in questo momento e con i problemi che ancora ci sono legati al sisma». Così il colonnello Nicola Candido, nuovo comandante provinciale dei carabinieri, arrivato a Macerata per succedere al colonnello Michele Roberti.

Pugliese, 53 anni, due figli (il maggiore è anche lui carabiniere), il nuovo comandante provinciale arriva da Roma dove ha comandato il Reparto operativo del comando tutela patrimonio culturale (incarico che ha ricoperto dal 2017 al 2020). In precedenza ha diretto il Nucleo operativo ecologico di Lecce. Altre esperienze in Piemonte: dove ha comandato il Nucleo operativo della Compagnia di San Carlo di Torino, e il Nucleo investigativo del comando provinciale, sempre di Torino. In precedenza è stato a capo della Compagnia del battaglione carabinieri di Moncalieri. Dal 1999 al 2008 ha diretto le compagnie carabinieri di Castel di Sangro e di Tricase. Dopo la laurea in Giurisprudenza (ha l’abilitazione da avvocato) ha iniziato la carriera come comandante di plotone e insegnante di materie giuridiche alla Scuola sottoufficiali dell’Arma dei carabinieri di Velletri.

Una carriera che lo ha visto impegnato in incarichi di diversa natura: «Ho fatto un po’ tutto: da istruttore a comandante di Nucleo investigativo in grandi città, e nell’ultimo periodo ho avuto a che fare con tutela ambientale e del patrimonio culturale». Macerata non la conosceva ma come tutti ne ha sentito parlare per i fatti avvenuti nel 2018. Episodi che, ha sottolineato, «possono avvenire ovunque, anche in quelle realtà che sembrano tranquille. Il comando provinciale si è distinto nel dare una bella risposta a quegli episodi». Sul nuovo incarico «Dal punto di vista operativo ho ricevuto qualche indicazione, posso garantire massimo impegno dei carabinieri del comando provinciale di Macerata, cercando soprattutto di dare vicinanza nella realtà in cui operano, ho visto che ci sono ancora difficoltà legate al terremoto. L’impegno sarà a 360 gradi e diversificato, dobbiamo essere vicini alle popolazioni, specie in questo periodo».

(Gian. Gin.)

(Foto di Fabio Falcioni)

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