Mense, regolamento approvato
ma le riunioni del Comitato
diventano chiuse al pubblico

CIVITANOVA - Dopo 4 anni l'assise discute le regole per la refezione scolastica. E' scontro sulla possibilità di assistere alle sedute
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Il consiglio online di Civitanova

 

di Laura Boccanera

Regolamento sulla refezione scolastica, passano dopo 4 anni fra le polemiche le nuove regole sulla mensa. Introdotto il divieto di partecipare come uditori alle riunioni del comitato mensa chiudendo al pubblico la partecipazione. E il comitato Insieme cambiamo la mensa chiede a tutti i membri del Ctm le dimissioni.

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L’assessore Barbara Capponi

Rovente consiglio comunale ieri sera quando all’ordine del giorno è stato presentato il nuovo regolamento. Il provvedimento viene approvato a maggioranza (14 favorevoli e 5 contrari), ma è sull’allegato che tocca alcuni punti che i consiglieri si sono scontrati. In apertura di consiglio l’assessore Barbara Capponi ha sostenuto che rispetto alla precedente amministrazione il servizio mensa è migliorato in qualità: «Nel nuovo capitolato da noi redatto c’erano parametri chiari su biologico, carni di razza marchigiana, certificazioni che non si trovano in quelli precedenti dove le terminologie sono vaghe e imprecise, inoltre non è mai stato debitamente sottolineato il valore e l’importanza dell’aver introdotto la formazione obbligatoria per la disostruzione pediatrica, pensando a pietanze porzionate in modo da non essere pericolose». Il consigliere comunale di opposizione Pier Paolo Rossi sottolinea invece come solo la gestione in house comporterebbe un miglioramento della qualità della mensa portando ad esempio il sistema di refezione scolastica della mensa di Macerata. All’allegato che disciplina la convocazione del Comitato mensa e il suo funzionamento viene presentato dalle consigliere Ruffini, Marinelli e dal consigliere Garbuglia un emendamento per chiudere al pubblico le sedute: «proponiamo che le sedute non siano pubbliche e registrate dal comune. Altrimenti diventa una piazza – dice la Ruffini – è un problema di ordine pubblico e sicurezza, la trasparenza è garantita dalla registrazione che è pubblica». D’accordo Simone Garbuglia: «Il ctm non è un organo istituzionale, la presenza del pubblico non era disciplinata anche prima e credo ci siano anche problemi sul discorso della privacy. Se qualcuno vuole sapere fa accesso agli atti e ascolta le posizioni del ctm».

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Pier Paolo Rossi

Contrario Pier Paolo Rossi: «ma quale ordine pubblico e sicurezza, qual è la paura di aprire al pubblico una riunione che interessa a tutti i genitori che mandano i figli a scuola. La giustificazioni sulla privacy non esiste non si fanno mai nomi. Di che cosa avete paura? – e poi questa mattina commenta così la votazione finale: «alle due e venti del mattino si è approvato un regolamento addirittura monco di un articolo e un regolamento che sancisce la mancata pubblicità e trasparenza delle riunioni del Comitato Tecnico Mensa con adunanze chiuse al pubblico, la totale confusione su chi redige il menù,  l’esclusione dei rappresentanti dei genitori dai sopralluoghi nel centro cottura, l’impossibilità per i rappresentanti dei genitori di delegare altri genitori per i sopralluoghi nei refettori, l’esclusione dei consiglieri comunali del gruppo consiliare paritetico dai sopralluoghi nel centro cottura. I genitori, cioè coloro che usufruiscono del servizio e pagano per far mangiare i propri figli a scuola, sono esclusi dal controllo del servizio. I consiglieri, cioè i rappresentanti eletti dai cittadini anche con compiti di ispezione, sono esclusi dal controllo del servizio». «E’ un atto che toglie democrazia» afferma la consigliera Mirella Franco. Sull’esito della votazione il comitato Insieme cambiamo la mensa si prepara alle barricate: «chiediamo a tutti i membri del ctm di dimettersi dalla carica per non essere complici di queste scelte scellerate».

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