Bagarre sul Piano socio sanitario:
«Ciccioli va dicendo che è revocato
Saltamartini spieghi come stanno le cose»

LA RISPOSTA dell'assessore alla Sanità in Consiglio regionale non scioglie il dubbio su cosa sia accaduto alla programmazione. Romano Carancini (Pd): «Lei avrebbe dovuto dire che non è vero, a meno che non sia così». Il capogruppo di FdI interviene ore dopo per chiarire: «Lo stiamo riscrivendo, siamo in una fase di transizione». Resta nel limbo il nuovo ospedale di Macerata
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Carlo Ciccioli

 

di Federica Nardi

Che fine faranno tutti i progetti per gli ospedali provinciali, il decreto Balduzzi, insomma tutto il Piano socio sanitario delle Marche? La risposta, secondo il Pd regionale, è dietro le porte chiuse delle commissioni consiliari dove Carlo Ciccioli, capogruppo di Fratelli d’Italia, avrebbe detto che il Piano socio sanitario delle Marche è stato revocato. Ma in mancanza di atti e di conferme, oggi era attesa la risposta ufficiale dell’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini in Consiglio regionale. Che però non è stata chiarissima. Saltamartini ha infatti parlato di «revisione del Piano socio sanitario», aggiungendo che «la visione degli ospedali unici ha fallito il suo fine. Serve investire nei piccoli ospedali, nella prevenzione e corroborare l’attività socio sanitaria territoriale», rilevando «la sistematica carenza di investimenti in prevenzione primaria». Ma non ha detto se il Piano è stato o meno revocato. Ciccioli aggiunge poi chiarimenti ore dopo, durante un’altra mozione: «Lo stiamo riscrivendo, occorrono dei tempi. Siamo in una fase transitoria per l’emergenza. Sarei molto contento se concludessimo il 2021 con l’approvazione del nuovo Piano regionale. Tenendo presente che nella continuità istituzionale c’è una fase di transizione».

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Romano Carancini

Romano Carancini del Pd, che è anche l’ex sindaco di Macerata che ha messo d’accordo tutti i colleghi di Av3 sul progetto dell’ospedale di primo livello a Sforzacosta, è intervenuto sul tema: «Saltamartini ritrovi un po’ di dignità politica. Rispondere a questa interrogazione era semplice. Non si può avere timore referenziale nei confronti di un capogruppo, Carlo Ciccioli, che a destra e a manca in commissioni ripetutamente racconta una falsità. Perché dichiarare in commissioni regionali che il Piano socio sanitario è revocato è una sciocchezza. A meno che non ci sia un atto. Lei avrebbe dovuto dire che non è vero, a meno che non sia così. Inoltre lei è un assessore regionale alla sanità, quindi sa non esiste un “ospedale unico”. A meno che non si voglia giocare sul fatto che l’ospedale unico è di primo livello. Lei ha il dovere di dire come stanno le cose. Oggi non esiste l’ospedale unico inteso come unico di un territorio. Nel vostro programma tra l’altro sull’ospedale unico non c’è scritta una sola parola».

Al netto delle dichiarazioni di oggi in Consiglio regionale di atti veri e propri che cancellano o revocano il Piano socio sanitario non ce ne sono. Per fare chiarezza su che fine farà tutta l’impostazione precedente, bisognerà aspettare ancora tempo. Con la conseguenza che congelati progetti come quello dell’ospedale provinciale di Macerata, che aveva tutte le carte in regola per essere cantierato in tempi brevi. Un tema che farà sicuramente discutere, anche all’interno del centrodestra. Il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli ha infatti detto più volte che lui l’ospedale a Sforzacosta lo vuole e lo farà: «L’assessoremi ha assicurato che il nuovo ospedale di Macerata sarà una realtà nei prossimi cinque anni», ha detto in una recente intervista (leggi l’articolo)

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Renzo Marinelli

Sempre rimanendo in tema sociosanitario, oggi si è parlato in aula anche dell’assistenza alle persone con disturbo dello spettro autistico. Renzo Marinelli, capogruppo Lega, spiega in una nota che «sul trattamento dell’autismo oggi si è dimostrata la differenza tra le Marche a guida centrodestra e la precedente giunta regionale. In soli quattro mesi la sanità guidata dal nostro assessore Filippo Saltamartini ha sbloccato sperimentazione e progetti di cura residenziali e diurni bloccati da anni consentendo, dal nord al sud del territorio, di dare risposte sanitarie e supporto a tante famiglie marchigiane che vivono il terribile dramma dell’autismo. Il cambio di passo nella gestione sanitaria della regione è evidente già in questo primo periodo, il superamento di una visione in cui l’azione amministrativa ha avuto il vizio di indulgere all’approccio esclusivamente ideologico. Formulare progetti e finanziarli lasciandoli poi languire sui tavoli non equivale a dare risposte ai bisogni reali come, invece, la giunta di centrodestra sta facendo”». I centri si trovano a Pesaro, Jesi e San Benedetto. 

«Il nuovo ospedale si farà: indietro non si torna»



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