Donazioni ai terremotati di Visso,
slitta il processo di Pazzaglini

IL SENATORE è accusato di abuso d'ufficio e peculato. Imputato anche Casoni. Oggi doveva svolgersi la prima udienza, rinviata al 29 marzo per mancanza di una notifica
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Il senatore Giuliano Pazzaglini

 

Slitta il processo sulle donazioni per i terremotati di Visso in cui sono imputati il senatore Giuliano Pazzaglini e l’ex presidente della Croce rossa vissana, Giovanni Casoni. Questa mattina doveva svolgersi la prima udienza al tribunale di Macerata dopo il rinvio a giudizio del giugno dell’anno scorso. Il problema è stata la mancata notifica a un delle parti offese e l’udienza è stata rinviata al 29 marzo. Il processo si aprirà quel giorno e i giudici prenderanno in esame quanto viene contestato in una decina di pagine di capo di imputazione. Tre i punti chiave: le donazioni per aiutare i terremotati di Visso tramite alcune donazioni, l’intervento di Pazzaglini – dice l’accusa – per non far finire i soldi sui conti del Comune ma a due società a lui riferibili, e appunto le due società (la Sibil iniziative srl, gestita da Giovanni Casoni, amico di Pazzaglini, e la Sybil project srl di cui fino al settembre 2018 il senatore e lo stesso Casoni, erano co-amministratori). Le accuse per il senatore della Lega sono abuso d’ufficio, peculato e truffa. Casoni deve rispondere invece di abuso d’ufficio. Pazzaglini, assistito dall’avvocato Giuseppe Villa, ha sempre contestato le contestazioni e dopo il rinvio a giudizio aveva pubblicato un lungo video su Facebook in cui diceva la sua.

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L’avvocato Maurizio Ballarini che assiste Casoni

Tra l’altro aveva spiegato: «Le accuse si articolano in 10 capi di imputazione, 5 relativi alla pedalata per la Sibilla, 3 per il mercatino dei commercianti, 2 per le iniziative. Questo è un primo elemento fondamentale per capire come sono andate le cose. Se il pubblico ministero avesse avuto una accusa sostenibile avrebbe portato avanti quella, in tempi rapidi puntando ad una condanna che avrebbe potuto anche comportare l’interdizione dai pubblici uffici. Invece ne porta avanti 10, completamente infondate, facendo sì che tra anni, quando sarò assolto, non interesserà più a nessuno». Casoni è difeso dall’avvocato Maurizio Ballarini, che dopo l’udienza di oggi ha detto: «Siamo tranquilli».

(Gian. Gin.)

 

 

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