Minacce e insulti antisemiti
durante una diretta online:
la solidarietà di Unimc a Lia Tagliacozzo

RAID filonazista nel corso della presentazione del libro sulla Shoah della scrittrice e giornalista, moglie di Luca De Benedictis, docente di Economia politica all'università di Macerata e direttore della casa editrice Eum. L'ateneo: «Episodi del genere rafforzano ulteriormente l’impegno nel contrastare ogni forma di razzismo, discriminazione e violenza»
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“Ebrei ai forni”, “sono tornati i nazisti”, “vi bruceremo tutti”, con tanto di svastiche e immagini di Hitler. Sono queste le frasi che un gruppo di persone hanno pronunciato durante un’irruzione sullo schermo nel corso della diretta online della presentazione del libro “La generazione nel deserto” promosso da Istoreto (Istituto Piemontese di Storia della Resistenza) e dal Gruppo di studi ebraici di Torino. Vittima dell’attacco antisemita in rete la scrittrice e giornalista Lia Tagliacozzo, moglie di Luca De Benedictis, docente di Economia politica ad Unimc e direttore della casa editrice Eum. E proprio l’ateneo maceratese, in una notaM esprime tutta la sua solidarietà, «unanime e compatta, condannando fermamente l’aggressione nazista e anti-semita subita dalla scrittrice ed esperta di cultura ebraica durante la recente presentazione online del suo ultimo libro sulla Shoah. Episodi del genere rafforzano ulteriormente l’impegno dell’ateneo nel contrastare ogni forma di razzismo, discriminazione e violenza, favorendo occasioni di formazione, resistenza civile, dialogo e sensibilizzazione sui valori democratici di solidarietà, conoscenza e rispetto reciproci». Un fenomeno in crescita in questi mesi legato anche alla crescita dell’uso del web come strumento per fare incontri e conferenze, che la scrittrice residente a Roma con i figli Sara e Daniele commenta così: «Il solito triste e ritrito armamentario. Quella con loro è una guerra, che abbiamo vinto noi e che continueremo a vincere. Ma il fascismo non è morto nel ’45. Dobbiamo ancora lottare. Voglio però sottolineare che dopo due minuti questi intrusi sono stati scacciati e l’incontro è proseguito naturalmente. Con più gente. Dobbiamo vedere così la faccenda e proseguire sul nostro cammino, la maggioranza siamo noi, non loro. Vinceremo ancora». Il raid sul web, su cui indaga la Procura di Torino, è stato denunciato sui social dai figli della scrittrice, Sara e Daniele.



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