Violenza domestica: firmato protocollo
fra Tribunale, Procura e Asur

MACERATA - Si tratta di un nuovo percorso di recupero che sarà consentito agli autori dei reati, ma anche uno strumento di prevenzione

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Da sinistra: Nadia Storti (direttrice Asur), Maria Cristina Ottavianoni (presidente Ordine avvocati), Roberto Evangelisti (presidente della sezione penale del Tribunale), Giovanni Giorgio (procuratore capo)

 

di Mauro Giustozzi

Persone che hanno commesso violenze, reati, e che vogliono intraprendere un percorso di cambiamento ed assumersi la responsabilità del loro comportamento di maltrattamento fisico e/o psicologico, economico sessuale, di stalking. Un percorso di recupero dei soggetti autori di violenza familiare e di educazione e prevenzione in generale dei comportamenti violenti in famiglia e allo stesso tempo far sì che chi si comporta in modo violento sia reso consapevole del comportamento tenuto che equivale a reato. Ora c’è un nuovo strumento che va a incidere nel recupero di queste persone e proprio stamattina è arrivata la firma di un protocollo d’intesa al Tribunale di Macerata tra i vertici dello stesso tribunale, la Procura e l’Asur Marche nel quale vengono definiti specifici percorsi per effettuare trattamenti terapeutici per maltrattanti ai sensi del codice rosso, al fine di fruire della sospensione della pena. La firma del protocollo è avvenuta negli uffici della presidenza del tribunale con una cerimonia alla quale hanno preso parte il presidente vicario del Tribunale di Macerata, Roberto Evangelisti, il procuratore della Repubblica Giovanni Giorgio, la presidente dell’Ordine degli avvocati di Macerata, Maria Cristina Ottavianoni e Nadia Storti direttore generale dell’Asur Marche.

protocollo-tribunale«L’accordo che abbiamo sottoscritto –ha ribadito Nadia Storti- riguarda una stretta collaborazione tra il Tribunale, l’Ordine degli avvocati maceratesi e la sanità pubblica rappresentata dall’Asur che ha il fine di lavorare al recupero di coloro che sono stati causa di violenza negli ambiti più disparati. Riteniamo, infatti, che la prevenzione possa essere un fattore determinante affinché possano non ripetersi in futuro episodi di violenza di questi soggetti. Dunque il recupero di queste persone rappresenta un aspetto fondamentale che viene sancito nel protocollo. Si tratta di esempio di sinergia e collaborazione tra enti pubblici il cui fine è quello di offrire una qualità diversa per i nostri cittadini». Il procuratore Giovanni Giorgio ha ricordato come quello che è stato sottoscritto è un ulteriore protocollo contro la violenza e l’auspicio è che anche in futuro questa collaborazione tra istituzioni dello Stato prosegua in questa direzione. «Per questo territorio il protocollo firmato è una novità –ha detto la presidente dell’Ordine degli avvocati, Ottavianoni- e manifesta sensibilità verso una materia molto delicata sia per gli effetti devastanti sulle vittime che per un’accuratezza che è necessario avere per tutta una situazione che va guardata, a volte, con un occhio diverso. Il protocollo con l’Asur è molto importante ma è solo l’inizio di un percorso impegnativo e che coinvolge tanti soggetti in questo processo. Il protocollo individua un percorso riabilitativo, reso peraltro necessario dalla nuova normativa, che subordina la concessione condizionale della pena all’accettazione da parte del maltrattante di un percorso. In determinati casi l’Asur interviene con le proprie competenze. Il protocollo è dentro ambiti normativi che sono chiaramente delineati ma aiuta ad intraprendere un percorso in questa direzione e rappresenta la volontà di tutti i soggetti firmatari di affrontarlo insieme mettendo a disposizione ognuno quelle che sono le sue specificità».




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