Dai 14 miliardi per ricostruire
ai 209 di Next generation Ue:
3 webinar per intercettare risorse

ECONOMIA - Organizzati da Confartigianato Macerata, Ascoli, Fermo, sono destinati ad aiutare le imprese a superare la crisi. Spiragli di crescita per l'export arrivano dall'elezione di Biden a presidente Usa
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La conferenza online

 

di Mauro Giustozzi

Tre seminari all’insegna della concretezza nel segno della consapevolezza delle difficoltà del momento ma anche delle opportunità che può offrire alle piccole e medie imprese marchigiane. Questo lo spirito col quale Confartigianato Macerata, Ascoli e Fermo ha presentato in videoconferenza stampa il percorso formativo organizzato in collaborazione con Istao con la partecipazione di docenti esperti altamente qualificati. Ad illustrare quello che sarà il percorso di questi tre webinar che inizieranno giovedì prossimo per concludersi il 30 novembre i vertici di Confartigianato col segretario generale Giorgio Menichelli, il presidente Renzo Leonori e il dirigente Pacifico Berrè, oltre al presidente dell’Istao, Pietro Marcolini.

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Renzo Leonori, Giorgio Menichelli e Pacifico Berrè

I tre webinar gratuiti sono rivolti ad imprenditori, soci e loro collaboratori, pensati per condividere analisi e riflessioni su questo periodo di profonda crisi economica e sociale e di cambiamento, e offrire l’opportunità di confrontarsi e valutare nuove prospettive per il futuro. «Il nostro obiettivo –ha esordito il presidente Renzo Leonori – è quello di aiutare e sostenere le nostre imprese in questo momento difficile, supportandole con l’aiuto di esperti nel modo per affrontare le sfide attuali. Le nostre piccole e medie imprese artigiane non possono fermarsi ma devono affrontare la doppia emergenza che abbiamo davanti che si chiama ricostruzione post sisma e pandemia da covid. Le soluzioni che proponiamo attraverso questi webinar crediamo siano di aiuto alle imprese artigiane». A fare il quadro della situazione è stato Giorgio Menichelli che ha ricordato quello che sta vivendo il mondo artigiano in questo 2020. «Nel primo semestre dell’anno – ha sottolineato il segretario generale Confartigianato – ci sono stati dati negativi legati alla pandemia, poi in estate una ripartenza che però ha visto oggi nuove difficoltà. Le preoccupazioni sono insite nel nostro mondo: da gennaio a giugno il saldo tra imprese nate e quelle chiuse è stato negativo per 1150 aziende: in 10 anni abbiamo perso 10mila imprese artigiane nelle Marche con un cambiamento nel processo produttivo che ha visto un aumento delle aziende di servizio cresciute di 3mila unità a fronte di 5mila imprese perdute nell’industria. Abbiamo assistito ad un processo di cambiamento di figure all’interno delle aziende che in molta parte hanno esternalizzato professionalità che prima avevano al loro interno. L’export ha visto un crollo negli ultimi sei mesi del -20%: di cui il -60% è pervenuto dall’Europa, con punte che hanno riguardato la Francia (-19%), la Spagna (-23%), la Svizzera (-43%)».

confartigianato-webinar-Istao-2-325x244Questi gli appuntamenti in programma: Imparare dal futuro: il pensiero largo con Giorgio Di Tullio, Systemic Designer (12 novembre, 17,30-19,30). Le nuove competenze per le imprese nel processo di trasformazione organizzativa e tecnologica a cura di Bruno Lamborghini, economista industriale, già presidente Olivetti Tecnost e Aica e Federico Butera, professore emerito Università Bicocca e Sapienza, presidente Irso (19 novembre, 17,30-19,30). Innovazione e post-Covid: nuove vie di internazionalizzazione per le Pmi con Giancarlo Corò, professore associato Università Ca’ Foscari di Venezia (30 novembre, 17,30-19,30). «Nel primo semestre 2020 le vendite sono calate per le Marche del -25% e siamo la seconda regione italiana ad avere fatto peggio – ha ricordato Pietro Marcolini, presidente Istao – però all’orizzonte ci sono segnali congiunturali positivi. Il primo tra tutti è l’elezione a presidente Usa di Biden che porterà quello stato ad essere meno autarchico che nel recente passato. Considerate che l’export per l’Italia verso gli Stati Uniti vale oltre 10 miliardi di euro, lo 0,70% dei quali di provenienza marchigiana. La ripresa dell’export nel segno di nuovi rapporti commerciali euro-atlantici non potrà che avere ripercussioni positivi anche sulle nostre produzioni. Poi bisogna puntare forte sulla doppia ricostruzione che attende le Marche: quella legata al post sisma e quella superata l’emergenza covid. Sulla ricostruzione ci sono 14 miliardi stanziati per il cratere sismico il 60% dei quali destinati alle Marche, in particolare alla provincia di Macerata. E’ indispensabile che le pmi artigiane facciano rete, si consorzino per rispondere ad una domanda che si sta impennando. Poi ci sono i 209 miliardi del Next Generation Ue che possono essere intercettati dal tessuto produttivo in particolare della nostra manifattura. Infine 3 miliardi e 700 milioni che sono a disposizione per la ricostruzione, il miglioramento ed efficientamento energetico delle abitazioni, l’arredo urbano. Attraverso questi tre seminari vogliamo esplorare possibilità ed opportunità che le aziende artigiane possono intercettare: uno spiraglio di luce si inizia a vedere, pare che il vaccino per il covid può arrivare in tempi rapidi e c’è la speranza di un mondo che torni a dialogare e collaborare per una ripresa globale che parte dagli aspetti sanitari per arrivare a quelli economici». Su un nuovo rapporto col continente americano si è infine soffermato ancora il segretario generale di Confartigianato Macerata a conclusione della conferenza di presenta dei tre webinar. «Auspichiamo che il 2021 sia l’anno della ripartenza dell’export verso gli Usa –ha concluso Giorgio Menichelli – un mercato che per la nostra regione è di riferimento ed è cresciuto in modo esponenziale nel corso degli anni. Nel 2014 esportavamo merci per 615 milioni di euro, saliti a 865 nel 2017 ed arrivati a 969 milioni di euro nel 2019. Il 2020 non può far testo per le note vicende, ma ritengo che il cambio di politica che gli Stati Uniti di Biden potrebbero praticare, cioè non più protezionista ma aperta ai prodotti europei, possa fungere da ripresa e volano per le nostre aziende che esportano verso quel mercato».



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