«Stop all’accoglienza migranti,
strana l’assenza di Caldarelli
La dignità non si trova per strada»

MACERATA - Duro attacco di Alberto Cicarè, capogruppo di Strada Comune-Potere al popolo, all'ex assessore dell'amministrazione Carancini riconfermato in giunta anche da Parcaroli sulla delibera con cui non è stato rinnovato il progetto
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Alberto Cicarè in Consiglio comunale

 

di Luca Patrassi

Attacco frontale all’assessore comunale Marco Caldarelli e all’Udc: a firmarlo è l’ex candidato sindaco ed ora capogruppo di Strada Comune-Potere al popolo Alberto Cicarè. La questione è quella legata allo stop decretato dalla giunta Parcaroli all’accoglienza dei migranti. Andando a guardare gli atti, è saltato fuori che la delibera è stata votata sì all’unanimità, ma dei presenti. Unico assente, e solo per quella delibera, come riferisce Cicarè, l’assessore Marco Caldarelli, già assessore della giunta Carancini. «Abbiamo finalmente letto la delibera – scrive Cicarè – con la quale la giunta Parcaroli ha decretato la rinuncia al progetto Macerata Accoglie, con i relativi finanziamenti già approvati dal Ministero degli Interni e il conseguente enorme danno occupazionale e umanitario. Ci ritorneremo presto, perché per noi la questione non finisce qui».

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Marco Caldarelli rinominato assessore della giunta Parcaroli dopo esserlo stato nella giunta Carancini

L’esponente del gruppo di sinistra vuole invece, subito, sottolineare un particolare che lo ha incuriosito, e molto: «Ma una cosa ci ha colpito moltissimo leggendo la delibera, e non è nel suo contenuto bugiardo e dannoso, quanto nell’elenco dei presenti alla decisione. Sono tutti presenti, gli assessori della Giunta, tranne Marco Caldarelli, che risulta assente. Strano, perché in tutte le altre delibere assunte quel giorno invece l’assessore Caldarelli risulta presente e votante. Forse non tutti sanno che Caldarelli era assessore anche della giunta Carancini, il suo partito Udc era in maggioranza, quindi aveva approvato sia nel 2019 che a giugno 2020, quattro mesi fa, le delibere che stabilivano la prosecuzione del progetto Macerata Accoglie. Ora Caldarelli e il suo partito si trovano nella nuova giunta di segno opposto, come se nulla fosse. Ci può stare, fa storcere il naso ma ci può stare, in fondo la politica è il regno del possibile. Ma la dignità, quella non si trova per strada, e in questa vicenda ce n’è proprio poca. Perché Caldarelli era assente in quella delibera? Di solito ci si assenta in caso di conflitto di interessi, ma qui non sembra ce ne siano i presupposti. Allora Caldarelli dovrebbe spiegare a se stesso e ai cittadini maceratesi perché ha deciso di non partecipare alla decisione su una questione così importante, che investe e travolge la vita di molte persone. Perché, se non condivideva quella decisione, non ha fatto pesare la sua posizione con una astensione o con un voto contrario? Se la condivideva, perché non ha votato a favore? Uscire per non essere corresponsabili della decisione è un basso espediente di di cui deve portare fino in fondo tutta la responsabilità, un formalismo che copre un vuoto di valori». La considerazione finale è rivolta agli elettori: «Voi che avete creduto di votare la novità, gente fuori dal Comune, una nuova classe di non politici, ecco chi vi trovate: espedienti da prima repubblica, furbate da quattro soldi e da zero decenza. Ma la maschera sta già cadendo». C’è anche chi, forse con nostalgia, forse no, fa osservare come dal doppio forno di un grande, e inossidabile, leader politico come Pierferdinando Casini, all’epoca in versione Udc, si sia passati al franchising. Come dire ti indico la ricetta, poi fai tu ovunque ti possa trovare.

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