Spiagge libere a Porto Potenza,
ombrelloni piazzati dal Comune
e nessuna prenotazione

LA GIUNTA ha approvato le linee guida: sette i tratti di arenile dove ci saranno le installazioni dell'amministrazione. Ecco quali sono e come usufruirne. Concessa la possibilità di allargarsi per gli chalet. Critico il Pd
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Il lungomare di Porto Potenza

 

Postazioni per ombrelloni già piazzate dal Comune e possibilità di allargarsi per gli chalet. Cartellonistica esplicativa e distanze obbligatorie da mantenere per chi si porta l’attrezzatura da casa, nessuna prenotazione richiesta. Anche Potenza Picena ha approvato le modalità di utilizzo delle spiagge libere, con una delibera di giunta che già è stata presa di mira dal Pd. Tra le principali novità introdotte dall’amministrazione guidata dal sindaco Noemi Tartabini per rispettare le misure anti-Covid c’è quindi l’installazione di pali per ombrelloni a spese del Comune, in sette spiagge libere: tra concessione Lidobello Beach e L’Approdo; tra Mosquito e Giri Beach; tra Giamirma e Nettuno; tra Blu Ice ed Il Faro; tra San Diego e Tarifa; tra Mazziero e Zona Pescatori; tra Sun Beach e Pontino Grandinetti.

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Il sindaco Noemi Tartabini

«Sulle spiagge libere attrezzate, per una maggiore tutela del rispetto delle distanze interpersonali, l’amministrazione comunale – si legge nella delibera – ha stabilito, quale distanza tra ombrelloni (sulla stessa fila e tra le file), e quindi il posizionamento dei pali porta ombrellone, la misura di 4.60 metri. Tale misura, che risulta più restrittiva rispetto a quanto stabilito dalla Regione Marche con la delibera della giunta n. 568 del 15/05/2020, viene introdotta in via cautelativa, ritenuto che comunque non penalizza eccessivamente l’utilizzo delle spiagge libere, in relazione al numero delle stesse ed alla considerevole estensione del fronte mare di ognuna di esse; sulle spiagge libere attrezzate, i fruitori avranno la possibilità di libero utilizzo dei pali porta ombrellone, senza prenotazione, occupando quelli al momento ancora disponibili». Per quanto riguarda le restanti spiagge libere che non saranno attrezzate dall’amministrazione «dovrà essere assicurato il distanziamento fisico in ogni circostanza e la posa di ombrelloni, lettini, sdraie, teli da mare da parte di privati cittadini – si legge ancora nella delibra – dovrà rispettare la distanza minima di 3,50 metri da palo a palo per gli ombrelloni e di 2 metri tra i lettini, sdraie, teli da mare». Queste le restanti spiagge libere dove non saranno posizionati i pali per ombrelloni del Comune: tra torrente Asola e concessione Polverigiani Paola; tra L’Approdo e Barracuda Beach; tra Zona Pescatori e Sun Beach; tra Zona Broccolo e Canale Le 5Vele; tra Canale Le 5Vele e Wooden Village; tra Wooden Village e confine con Porto Recanati.

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Giulia Foglia, coordinatrice locale del Pd

«A più riprese avevamo posto il tema della salvaguardia della salute e della disponibilità di servizi decorosi per le persone che non vanno trattate come cittadini di serie B perché sceglieranno di godere delle nostre spiagge libere – attacca il Pd – che proprio perché “libere”, tali avrebbero dovuto continuare ad essere. Oltre alla scelta di installare 760 pali per ombrelloni nelle spiagge libere, compiendo un affronto al decoro urbano del tratto centrale del litorale di Porto Potenza ad un costo di 15.000 euro, l’amministrazione ha inoltrato una lettera agli stabilimenti balneari invitandoli a fare richiesta per l’assegnazione di una parte di spiaggia libera a nord e a sud della concessione. Tale opportunità, concessa dal provvedimento della giunta regionale avrebbe avuto un senso per quelle concessioni maggiormente penalizzate dalla condizione orografica, su tutti gli stabilimenti della zona mare sud pesantemente colpiti dall’erosione costiera, e comunque con adiacenti lunghi tratti di spiagge libere a disposizione degli utenti, che avrebbero potuto in tal modo recuperare in orizzontale un po’ di spazio sottrattogli dal mare. Applicata però in modo diffuso come ha scelto di fare dall’amministrazione Tartabini non produce altro effetto se non la ulteriore riduzione degli spazi messi a disposizione di chi decide di non usufruire dei servizi offerti dagli stabilimenti, o forse non può proprio permetterselo, specialmente dopo le conseguenze economiche subite dal lockdown». Per i dem inoltre c’è un altro problema che l’amministrazione non avrebbe considerato. «Non una parola nella delibera riguardo al controllo delle spiagge libere ed al rispetto delle distanze sociali necessario a garantire l’incolumità degli utenti. Chi deciderà – si chiede il Pd – quali delle 760 postazioni potranno essere occupate? E cosa accadrà allo sfortunato 761° che arriverà in spiaggia e troverà tutto occupato? Come si intende controllare il rispetto delle distanze tra sdraio, lettini e tra gli stessi utenti? Altri comuni che hanno optato per questa scelta hanno messo a disposizione app per prenotare le postazioni, a Potenza Picena ci si affida al caso. Chi controllerà che a fine giornata tutte le attrezzature vengano rimosse per evitare che i soliti “furbetti” non conservino un posto in prima fila per tutta l’estate?».



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