di Elisabetta Mascellani
Sindaco o sindaca? Non è questione di pignoleria grammaticale, ma al femminile è un’altra visione del mondo. «Chiamatemi come volete, per me non fa differenza». Per lei, Angela Barbieri, dal maggio scorso alla guida della nuova giunta del Comune di Montefano, il problema non esiste. «Le candidate in lizza erano due donne, quindi, sono stata facilitata. Sono consapevole – precisa – che quelli della politica e della pubblica amministrazione sono mondi maschili. Farò valere il mio programma con la cautela e la determinazione necessarie, ma soprattutto con la competenza».
A Montefano, per trovare un’altra donna sulla stessa poltrona dobbiamo risalire ad Anna Basili, che fu nominata e non votata. Era il 1949.
«So – aggiunge – che, per essere rispettata, una donna deve dimostrare di valere il doppio di quanto vale un uomo».
La sindaca, – come accetta di essere definita in questa nostra conversazione, – ci riceve nel suo ufficio di Palazzo Olivi, le cui finestre aprono sul corso Carradori, nel centro storico del paese. Oggi, Montefano ha 3.458 abitanti (di cui poco meno del 9% immigrati) in calo costante dal 2016 e con conseguente invecchiamento progressivo. La crisi economica morde e spinge i giovani alla fuga. Dopo più di un anno di commissariamento, quali sono i problemi cui dare priorità?
«Il primo e più urgente dei problemi da risolvere è quello dell’apparato amministrativo nelle funzioni dirigenziali, soprattutto dell’Ufficio tecnico, di cui abbiamo avviato l’iter per il concorso e per il cui profilo chiediamo precise competenze riguardo alla normativa antisismica e alla sicurezza, e il responsabile di segreteria, le cui funzioni, al pensionamento dell’impiegata, erano state avocate a sé dal sindaco precedente. Inoltre, abbiamo necessità di integrare il personale di Polizia Municipale. È chiaro che, senza questo primo passo, la giunta non può avere il supporto operativo necessario».
Di pubblica amministrazione, Angela Barbieri ne sa qualcosa: diploma di Ragioneria e laurea in Scienze politiche, perito commerciale con abilitazione all’esercizio di Revisore contabile; dopo vari incarichi all’ente ospedaliero e al Comune di Montecassiano, ora è dirigente di prima fascia al Comune di Recanati. Come recuperare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, in tempi come questi?
«I cittadini sentono l’esigenza di recuperare la partecipazione alla cosa pubblica, per questo ogni decisione sarà condivisa in assemblee cittadine e le soluzioni saranno trovate insieme».
Ecco, sta nel metodo la prima discontinuità con il passato. Sul modello del servizio del Comune di Ancona, è stato istituito un numero di Whatsapp. Basta inviare il messaggio ‘iscrivimi’ al 339.7777657 per ricevere le informazioni di pubblica utilità. Il dialogo è già cominciato, per esempio, con l’assemblea di martedì primo ottobre, sui temi della scuola, dopo la richiesta dei genitori di ritornare con Recanati? Come stanno le cose?
«Problema molto sentito. Abbiamo indetto, una assemblea pubblica al Teatro ‘La rondinella’, per discutere la richiesta delle scuole di Montefano di tornare con l’Istituto ‘Badaloni’ di Recanati, con cui erano accorpate fino alla delibera del 2012 e la presenza dei cittadini è stata numerosa».
Non risulta vi fossero state proteste, allora. Quali sono i motivi della attuale richiesta?
«In passato, la decisione è stata presa dall’alto e la popolazione non ha potuto partecipare adeguatamente. In seguito, nonostante la collaborazione tra i docenti delle due scuole, i rapporti istituzionali sono risultati meno efficaci di come si aspettavano i genitori».

La sindaca Barbieri a Montefano durante la consegna di un defibrillatore donato dall’associazione nazionale carabinieri
Come hanno risposto le autorità?
«Purtroppo, la Provincia perderebbe un Istituto scolastico, quindi è restia. Quanto al Consiglio di Istituto del ‘Badaloni’ di Recanati, contrariamente a quello che tutti si aspettavano fino a pochi minuti prima della seduta, si è espresso negativamente, soprattutto, è scritto nelle motivazioni, per ragioni organizzative e di personale, visto che il numero degli alunni delle nostre scuole, materna, primaria e superiore di primo grado, supera i settecento».
Quali sono state le reazioni, in paese?
«Questo ci ha tutti profondamente amareggiato, genitori, docenti e amministrazione. La riorganizzazione di una scuola non è solo fatta di numeri, ma qualcosa di molto profondo. Il caso della Asur è stato simile, non ci hanno ascoltati».
Ora, cosa intendete fare?
«Con la nuova dirigente dell’Istituto ‘Della Robbia’, Filomena Greco, abbiamo già fissato un colloquio e noi vorremmo un incontro congiunto tra dirigente e l’amministrazione di Appignano con i cittadini. A nome delle famiglie di Montefano, chiederemo di riequilibrare l’offerta formativa delle due scuole. Sono convinta che la dirigente sarà sensibile alle richieste delle famiglie».
In passato, questo paese aveva una precisa identità. Oggi, di fronte ad una comunità che cambia così in fretta, come intende, la nuova amministrazione da lei guidata, dare sostegno allo sviluppo economico, alla cultura e alla socialità?
«Naturalmente l’iniziativa privata, il lavoro, l’ambiente, la viabilità, sono grandi temi che affronteremo presto con le nuove figure apicali che dicevamo all’inizio. Ma l’identità dell’intero paese e la rivitalizzazione del centro storico, le attività culturali ne sono il motore. Intendiamo dare nuovo impulso, per esempio, all’associazionismo, grazie a spazi adeguati, che intendiamo recuperare nella parte della vecchia Scuola elementare di nostra proprietà e, soprattutto, abbiamo importanti progetti per il centrale Palazzo Pallotta. La contessa Luisa, scomparsa circa quattro anni fa, nel suo testamento lasciò al Comune di Montefano il palazzo situato nel Centro storico, con tutto ciò che contiene, ad una condizione: che entro cinque anni esso venisse destinato ad attività culturali e sociali. Fino ad ora, nessuno ha provveduto e questo tempo scadrà a maggio del 2020. Stiamo quindi accelerando le pratiche per allestirvi la Biblioteca, con l’antico patrimonio librario del Comune. Altrimenti, questa opportunità andrà perduta».
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Attenzione però: se l’uomo vale zero anche la donna vale zero, infatti 2 x 0 = 0, come il governatore sa.
E’ una buona iniziativa informare i cittadini tramite whatsapp le cose che succedono in citta’, che s’allunghi anche tra gli altri sindaci d’Italia.