Appaltopoli nel Maceratese,
in 14 rischiano il processo

LA PROCURA ha chiesto il rinvio a giudizio per gli imprenditori, il finanziere (ora in congedo) e i professionisti finiti nell'inchiesta delle Fiamme gialle. Secondo l'accusa era stato creato un sodalizio in grado di pilotare le gare. I reati contestati a vario titolo vanno dall'associazione a delinquere alla turbativa d'asta, fino alla corruzione. L'udienza dal gup fissata il 18 dicembre. In 16 avevano ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini: una posizione è stata archiviata, per un'altra è stato chiesto il patteggiamento

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Dall’alto a sinistra: Giulio Resparambia (che ha chiesto il patteggiamento), Giancarlo Maccari, gli avvocati Gabriele Cofanelli e Paolo Maria Gemelli, Enzo Stramazzotti

 

Appaltopoli in provincia, in 14 rischiano il processo. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio per gli imprenditori, il finanziere (ora in congedo) e alcuni professionisti finiti nell’inchiesta delle Fiamme gialle.  La vicenda riguarda un presunto sodalizio capace di creare un meccanismo per riuscire ad ottenere gli appalti nel Maceratese con l’offerta economicamente migliore e ad evadere le tasse. Contestati a vario titolo, reati che vanno dall’associazione a delinquere, alla turbativa d’asta, alla corruzione, al falso ideologico, all’evasione. All’inizio erano 31 le persone indagate, via via diverse posizioni sono state stralciate e si è arrivato all’avviso di conclusione delle indagini per 16 persone. Ora la richiesta di rinvio a giudizio ne riguarda 14, perché uno ha chiesto il patteggiamento e Quintino Siquili (difeso dall’avvocato Stefano Chiodini) è stato ritenuto estraneo ai fatti e quindi la sua posizione è stata archiviata. Le indagini sono state condotte dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Macerata e coordinate dal procuratore Giovanni Giorgio e dal sostituto Luigi Ortenzi. L’udienza preliminare davanti al gup Claudio Bonifazi è stata fissata per il 18 dicembre.

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Secondo gli inquirenti a capo del sodalizio ci sarebbero Giulio Resparambia (è lui che ha chiesto il patteggiamento), 61 anni, di Camerino, in qualità di legale rappresentante della Progeco di Muccia, Giancarlo Maccari, 57, di Camerino, legale rappresentante della Maccari Giancarlo, Enzo Stramazzotti, 61, di Apiro, legale rappresentante della Scavi e condotte di Apiro. Per l’accusa, che contesta loro anche l’associazione a delinquere, avrebbero tirato i fili per influenzare gli appalti e spartirsi i lavori. Tramite rapporti constanti tra loro, con altri imprenditori di volta in volta interessati e con dipendenti pubblici, sostiene la procura, avrebbero predisposto una pluralità di offerte al ribasso che presentavano, loro o imprenditori compiacenti, nel corso delle gare cui partecipavano, in modo da realizzare la cosiddetta scaletta di offerte al ribasso tale da orientare l’offerta mediana predeterminando il limite della soglia anomala e quindi l’aggiudicazione. Inoltre le aziende si sarebbero poi spartire i lavori in base a ordini prestabiliti, previo compenso per la compagine formalmente aggiudicataria. La procura indica anche i modi con cui si sarebbe attuato il sistema: la rinuncia all’appalto aggiudicato o subappalti totalmente o parzialmente fittizi o come l’effettiva esecuzione dei lavori da parte di compagini diverse da quella formalmente aggiudicataria (quest’ultimo modo di operare sarebbe avvenuto anche tramite emissione di fatture false per prestazioni inesistenti, che ha poi portato anche alla contestazione dell’evasione). «Attendiamo con fiducia l’udienza preliminare – dichiara l’avvocato Gabriele Cofanelli che difende Maccari e Stramazzoti – in quanto all’epoca dei fatti è stata la stessa procura ad anticipare la revoca del provvedimento di inibizione dell’attività imprenditoriale per i miei assistiti».

Oltre ai tre imprenditori, rischiano il processo: Ivan Stacchio, 51, residente a Macerata, Nicola Papa, 36, residente a Pollenza, Ferdinando Moretti, 49, di Grottazzolina, Lamberto Pettinari, 55, residente a Porto San Giorgio, Pierdanilo Montesi, 57, residente a Cupramontana, Francesco Sante Crocetti Pallotta, 51, residente a Porto Sant’Elpidio, Luigi Ferretti, 62, residente a Gagliole, Carlo Resparambia, 45, di Camerino, Paola Ciriaco, 43, di Macerata, Carlo Casucci, 48, residente a Senigallia, Massimo Bonfigli, 56, residente a Mogliano, Michela Eleonori, 49, di Tolentino.

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L’avvocato Tiziano Luzi

La turbativa d’asta in concorso è stata contestata per le seguenti opere: i lavori di inserimento di una rotatoria all’intersezione della sp 256 Muccese con la sp 14 Braccano (dicembre 2015);  la sistemazione della strada comunale Cigliano del comune di Corridonia (febbraio 2016). l’ asfaltatura di Piani D’Ete a Mogliano (febbraio 2016);  la gara di appalto “Programma 6mila camini” per la realizzazione opere di contenimento e infrastrutture nelle fazioni Sorti e Valle di Sefro (agosto 2014); il risanamento di movimenti franosi sulla provinciale Entoggese (giugno 2012); la realizzazione della rete depurativa del medio bacino dell’Ete Morto collettore Monte San Giusto (maggio 2016); il consolidamento della frana in località Roccamaia a Pievebovigliana. Per quanto riguarda il finanziere in congedo Crocetti Pallotta invece, è accusato in concorso con Giulio Resparambia di rivelazione di segreti d’ufficio, e in concorso sempre con Resparambia, ma anche con Maccari e Stramazzotti  di corruzione. Secondo l’accusa, in cambio di 40mila euro, il finanziere avrebbe fornito costanti informazioni in relazione allo sviluppo delle indagini in corso a Resparambia, che a sua volta avrebbe provveduto ad informare anche gli altri due. In particolare, per la procura Crocetti Pallotta avrebbe rivelato due annotazioni di polizia giudiziaria e il fatto che fossero state disposte le intercettazioni telefoniche.

Gli indagati sono difesi dagli avvocati: Gabriele Cofanelli, Sandro Giustozzi, Pierlorenzo Boccanera, Igor Giostra, Francesco De Minicis, Mario Scaloni, Tiziano Luzi, Alberto Pepe, Paolo Carnevali, Paolo Maria Gemelli, Andrea Netti, Olindo Dionisi, Elena Astolfi, Elisabetta Manzotti.

(Redazione CM)

 

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