«Non si rilanciano i consumi
sulla pelle delle piccole imprese»
CONFARTIGIANATO lancia l'allarme sulle nuove misure dell'Ecobonus. Il tema emerso durante il corso di aggiornamento per le imprese del settore impianti

Oltre cento partecipanti al seminario di aggiornamento tecnico per le imprese del settore Impianti. A organizzarlo Confartigianato, nella sede di Macerata. Sul tavolo le comunicazioni tecniche di Icim ed Enea, con le relazioni degli ingegneri Loi, Franchi e Basili, riguardanti il nuovo regolamento nazionale per la tracciabilità delle installazioni e manutenzioni degli impianti di raffrescamento che fanno uso di gas fluorurati (F-gas), che andrà in vigore per gli impiantisti certificati dal prossimo 25 settembre, la normativa ed i corsi di formazione obbligatori per l’installazione e manutenzione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (Fer). Inoltre si è affrontata la questione dell’iter, travagliato e pieno di intoppi, per la messa a disposizione da parte della Regione di un catasto termico unico regionale per la registrazione delle caldaie e degli impianti di riscaldamento e raffrescamento domestico che vada a sostituire l’attuale frammentato ed inefficace sistema di controllo delle manutenzioni obbligatorie e del controllo delle emissioni in atmosfera.
Argomenti, apparentemente molto “tecnici” e riservati ad una ristretta cerchia di addetti ai lavori, che invece riguardano, non solo la vita di qualche migliaio di imprese impiantistiche della nostra Regione, ma anche il benessere, la salute ed anche le “tasche” di tutte le famiglie. L’incontro è stato introdotto da di Filippo Luna, presidente regionale degli impiantisti termoidraulici di Confartigianato, presente insieme ai presidenti interprovinciali di categoria Maurizio Laici e Massimiliano Montecchiari. «La nuova normativa sugli F-gas, – ha affermato l’ingegner Luna – ritenuta da tutti ancora insufficiente a contrastare le attività illecite nel settore, è in realtà molto migliore rispetto al testo di base inizialmente proposto dal ministero competente, grazie proprio al lavoro preciso, continuo e martellante delle rappresentanze delle imprese, Confartigianato in primis. Il lavoro per migliorare ancora tale normativa e soprattutto controllarne l’applicazione continuerà senza tregua nei prossimi mesi».
Le nuove normative F-gas sull’uso e la gestione dei gas fluorurati (ovvero quelli che fanno andare i condizionatori installati in case, ospedali, uffici, frigoriferi industriali, automobili e che se non gestiti in modo professionale causano seri problemi all’ambiente e quindi a noi tutti), così come l’uso corretto delle fonti rinnovabili ed il controllo delle caldaie delle abitazioni che generano inquinamento nel periodo invernale, sono frutto della volontà europea, condivisa e recepita dall’Italia, di abbattere drasticamente le emissioni inquinanti ed evitare immissioni in atmosfera di gas alteranti.
Tuttavia, sottolinea Confartigianato, «gli obblighi conseguenti ed i percorsi formativi e di certificazione, molto costosi da raggiungere e rispettare, ricadono principalmente, tutti insieme e nel giro di poco tempo, sulle spalle di una categoria imprenditoriale largamente composta da imprese artigiane, anche con un considerevole numero di dipendenti ed addetti. Consapevoli del loro ruolo professionale e del compito di essere parte attiva del sistema di sicurezza e tutela ambientale, sono pronte quindi ad affrontare percorsi di qualificazione ed aggiornamento, investendo di tasca propria, ma sono altresì vessate, lasciate da sole e tartassate da un sistema pubblico e privato che fa acqua da tutte le parti nei controlli preventivi delle abilitazioni professionali necessari per le installazioni e nella lotta al sommerso ed all’abusivismo che rappresentano purtroppo un fenomeno molto importante. A tutto ciò si è aggiunto, nelle ultime settimane, la deleteria e scellerata decisione del Governo che scarica ancora una volta sulle spalle delle piccole imprese e degli artigiani, le misure di riconoscimento di eco-bonus alle famiglie che devono invece essere di esclusiva responsabilità e carico di chi amministra, in termini di risorse economiche e misure fiscali. Non si possono fare interventi di “rilancio” dei consumi e investimenti pubblici con i soldi (che non ci sono) e la pelle delle piccole imprese danneggiando alla fine anche i consumatori che pagheranno i costi finanziari di questa misura». Contro questo provvedimento Confartigianato ha avviato una lotta dura e senza quartiere per il suo immediato ritiro. Infine, il responsabile interprovinciale di categoria, Giuseppe Ripani, ha concluso i lavori del pomeriggio dando le indicazioni ai presenti per la partecipazione ai Corsi formativi Fer e Fgas che l’associazione ha attivato a partire dal prossimo mese di settembre. Confartigianato garantià informazione puntuale, assistenza e vicinanza, specie in questa fase altamente critica per l’intero settore.