Il polentone della tradizione marinara
ora è un marchio registrato
CIVITANOVA - La ricetta del "Pulendò 'ngo li furbi" oggi è un protocollo. Primo Recchioni: «Abbiamo voluto tramandare questo piatto»

Da sinistra Tommaso Gaetani, lo chef Massimo Garofoli, l’assessore Pierpaolo Borroni, Lucia Valentini, Primo Recchioni e Walter Gaetani
di Laura Boccanera (foto di Federico De Marco)
E’ nato come sintesi di un baratto, l’incontro fra il mare e la campagna, quando le mogli dei pescatori portavano nell’entroterra i prodotti ittici, della pesca e in cambio ricevevano mais, patate e bietole. Oggi lo “pulendò ‘ngo li furbi, l’abbiti e le patate” è un marchio registrato.
Lo ha fatto Primo Recchioni, che da custode del dialetto con l’Accademia Primo Dialetto, ora volge la stessa attenzione per la salvaguardia e la trasmissione della lingua civitanovese ad una ricetta che è uscita quasi del tutto dalle case dei civitanovesi, ma che da sola sa raccontare il passato di questa città, unendo gusto e autenticità. Declinata in vari modi, il polentone con i polipi (i furbi in dialetto), le bietole (abbiti) e le patate, la ricetta è oggi un protocollo che ha l’ambizione di essere replicato nei ristoranti di Civitanova. Il primo passo, con la registrazione del marchio è fatto. Questa mattina a bordo del peschereccio Taomà di Walter e Tommaso Gaetani Primo Recchioni, assieme allo chef Massimo Garofoli ha fatto assaporare la vera essenza di questo piatto che necessita di una lunga lavorazione.
«Oggi siamo circondati da sushi, sashimi, kebab e street food e abbiamo perso la nostra storia – dice Primo Recchioni – e così come ci impegniamo per la promulgazione e trasmissione ai posteri dei vecchi modi di dire e delle parole del dialetto abbiamo voluto compiere la stessa operazione con uno dei piatti più autoctoni della nostra tradizione, lo pulendò ‘ngo li furbi. Abbiamo riunito in un protocollo di lavorazione e sbattitura dell'”eledone cirrosa” e in una ricetta condivisa dagli chef che hanno partecipato a questa operazione le operazioni per salvaguardare l’autentico polentone e abbiamo registrato il marchio. Ed è un progetto a disposizione di tutti coloro che vorranno sposarlo, dall’amministrazione comunale, fino ai ristoratori. L’ambizione è che nei vari ristoranti di Civitanova a rotazione, in determinati giorni della settimana il piatto entri nei menù». Tra i vari ristoratori che hanno sottoscritto ed elaborato la ricetta “madre” Massimo Garofoli del ristorante Mescola che ha cucinato a bordo “li furbi”, Isabella Orso per il ristorante Orso, Andrea De Carolis del Sandwich time e Massimo Paolucci del Take Away. «Sono felicissimo di questa iniziativa – ha commentato l’assessore al commercio Pierpaolo Borroni – farò in modo che i ristoratori collaborino e che questo piatto torni nei locali e diventi anche un motivo di vanto e di autenticità». All’iniziativa hanno collaborato anche le aziende oleificio Valentini, azienda agricola La Monacesca e Mulino Marzetti.



…lo pulentò co li..furbi, appunto!!! gv