Cas percepito indebitamente, sequestrati circa 11.700 euro al sindaco di Monte Cavallo, Pietro Cecoli. Nel complesso la Guardia di finanza ha sequestrato, nell’arco di 18 mesi circa, oltre 350mila euro a persone che hanno percepito indebitamente il contributo per l’autonoma sistemazione. Per il sindaco di Monte Cavallo inoltre è stato disposto il sequestro dell’abitazione dichiarata inagibile e dove però il primo cittadino e la moglie, Giovanna Testiccioli, erano tornati. Da qui la contestazione di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, che viene contestata sia al primo cittadino che alla moglie, non indagata invece per la percezione del contributo. Al primo cittadino la procura contesta per la percezione del Cas, da metà del 2017 (quando dalla costa è rientrato a Monte Cavallo, al dicembre del 2018, il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato). L’indagine della Guardia di finanza di Camerino, coordinata dalla procura, nasce anche da alcune foto che il sindaco e la moglie avevano postato su Facebook in cui mostravano piatti cucinati all’interno della casa che doveva essere inagibile. Il sindaco aveva spiegato che si era spostato nella sua vecchia abitazione, nonostante l’inagibilità legata al sisma, perché nel container faceva troppo freddo e che era tornato nella vecchia casa solo per pochi giorni. Il sindaco aveva anche detto, dopo che era emersa l’indagine, «ci sarà un procedimento nei miei confronti ma sono tranquillo e vedremo se si riuscirà a smontare tutte queste accuse che mi riguardano e che reputo intimidatorie e fatte unicamente solo perché si stanno avvicinando le elezioni amministrative. Ne sono fermamente convinto anche perché si è cominciato a dare fastidio anche a qualche altra persona a me vicina». Nel complesso le indagini della procura sull’indebita percezione del Cas, iniziata circa 18 mesi, fa ha portato ad un sequestro complessivo di oltre 350mila euro in provincia. Circa un centinaio i casi di persone che hanno percepito i contributi senza averne i requisiti.
(Gian. Gin.)
Troppo freddo nel container, dorme nella casa inagibile: indagato il sindaco Cecoli
Basta con questo pietismo deleterio. Se percepiva il Cas non stava nelle casette (ammuffite o sane che siano) e se è tornato a casa sua sicuramente i riscaldamenti funzionavano. A voler essere maligni si potrebbe pensare che la casa non è poi così inagibile. Purtroppo non basta essere terremotati per essere brave persone se si continuano a scoprire quelli che ne hanno approfittato.
La mia solidarietà va al sindaco, brava persona, tanto ha fatto per Monte Cavallo, se con il freddo è tornato a dormire a casa,visto come vanno le cose, ha fatto benissimo.Basta perseguitare i terremotati!
Si però il cas non lo ha rinunciato.!!!
Invece di perseguire chi ha consegnato le casette con la muffa si persegue chi si arrangia in assenza di protezione. A quando l'apparizione del cappellaio matto e del bianconiglio?
Per come vanno le cose e dal punto di vista umano si potrebbe comprendere che sia tornato a dormire a casa, ma resta incomprensibile il fatto che nello stesso tempo non abbia rinunciato al CAS.
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati
La voglia di apparire ‘frega’ molti. Ad una certa età si dovrebbe essere saggi e non stolti.
“La voglia di apparire ‘frega’ molti. Ad una certa età si dovrebbe essere saggi e non stolti”.
E’ proprio vero Sig. Iacobini … a volte la penna fuori controllo fa proprio riflettere tutti … fuorche’ il “manovratore tuttologo”! Meditare … meditare