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Attentato in Nuova Zelanda, Giulianelli:
«Sconcertato dall’accostamento con Traini
Condannerà il gesto»

IL LEGALE del 30enne condannato a 12 anni per strage: «Diverse le motivazioni e le cause. Si è pentito per quello che ha fatto». Il rappresentante dei migranti a Macerata: «Gesto vile, non ci sono dubbi che la matrice sia razzista e anti islamica»
venerdì 15 Marzo 2019 - Ore 15:41 - caricamento letture
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L’avvocato Giancarlo Giulianelli

 

Attentato in Nuova Zelanda, 49 morti e 48 feriti, sui caricatori dei kalashnikov dei killer c’era anche il nome di Luca Traini. «Un accostamento tra il gesto di Luca Traini e quanto successo in Nuova Zelanda mi lascia sconcertato – dice l’avvocato Giancarlo Giulianelli che assiste il 30enne di Macerata condannato a 12 anni per strage –. Non vedo come si possa accomunare un fatto dove sono diverse le cause, diverse le motivazioni e i tragici esiti. Le motivazioni sono completamente differenti – ribadisce il legale –. Non vedo alcun collegamento se non una sottile linea di pazzia che unisce questi fatti che avvengono nel mondo».

Luca Traini all’uscita dalla caserma di Macerata

Luca Traini il 3 febbraio del 2018 iniziò a girare per le strade di Macerata e cominciò a sparare a persone di origine africana che incontrava per strada. Ne colpì sei, per fortuna senza ucciderle. Poi si consegnò dopo essersi avvolto in una bandiera tricolore ed essere salito sul Monumento ai caduti, a Macerata. Un gesto che oltrepassò i confini italiani, «all’epoca venne una troupe della Abc, la televisione australiana, a Macerata per intervistarmi – dice l’avvocato Giulianelli –. Anche dall’altra parte del mondo sapevano quello che era successo nella nostra città». Traini aveva detto di aver agito dopo l’omicidio di Pamela Mastropietro, come una reazione a quel barbaro delitto compiuto il 30 gennaio del 2018 (imputato per quell’episodio è il nigeriano Innocent Oseghale). Riconosciuto capace di intendere e di volere, venne condannato a 12 anni in primo grado. Il difensore ha fatto appello e deve essere fissata l’udienza di secondo grado. «Conoscendo Traini condannerà il gesto, anche perché lui si è pentito per quello che ha fatto. Non credo che il 3 febbraio volesse diventare simbolo di persone che uccidono in giro per il mondo» conclude il legale.

Omar Cherqaoui

Sull’attentato interviene anche Omar Cherqaoui che è il rappresentante dei migrati a Macerata. «Esprimo il mio massimo disprezzo per l’attacco perpetrato da quattro terroristi in due moschee della città di Christchurch, di venerdì, giorno sacro per i musulmani di tutto il mondo – dice Cherqaoui –. Una giornata di preghiera e spiritualità si è trasformata in terrore paura e morte. Come ho condannato gli atti terroristici di Parigi, Berlino e Nizza, mi trovo un’altra volta a condannare atti simili. Non ci sono dubbi che la matrice di questo atto vile sia razzista e anti islamica e a rendere il fatto ancora più grave per noi chi viviamo a Macerata in primis e in Italia in generale l’incisione del nome di “Luca Traini” autore della sparatoria contro gli immigrati nelle vie della nostra città. Uniamoci, mano in mano per costruire un muro solido e impetrabile contro ogni forma di razzismo, odio e respingimento dell’altro».

 

George Heard/ Stuff

 

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