Consiglio aperto sulla droga,
la proposta di Corvatta:
«Test per gli amministratori»

CIVITANOVA - La seduta si è aperta con un minuto di silenzio per ricordare Alessandra Ercolani, Pamela Mastropietro e Desireè Mariottini. I dati forniti dal dirigente del Servizio prevenzione dell'Asur Mario De Rosa, gli accessi al Sert sono passati dai 425 del 2003 ai 727 del 2018: «Sono 30 anni che facciamo progetti di prevenzione e pure il trend è in crescita, vuol dire che comunque stiamo sbagliando». L'ex sindaco ha lanciato l'idea delle analisi per consiglieri e giunta
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Il Consiglio comunale

 

di Laura Boccanera (foto di Federico De Marco)

Un incremento del consumo di cocaina nelle Marche di oltre il 150% tra il 2016 e il 2017, ma si continua a morire per eroina. Si è aperto con un minuto di silenzio il consiglio comunale aperto di Civitanova dedicato al consumo di stupefacenti. L’assise ha ricordato le recenti vittime della droga, la civitanovese Alessandra Ercolani, morta all’interno della sua auto all’Hotel House dopo un’overdose, ma anche Pamela Mastropietro e Desirèè Mariottini, le ragazze uccise a Macerata e a Roma. Da Corvatta la proposta: «Test antidroga per sindaco, giunta e consiglieri comunali». 

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Mario De Rosa, dirigente del servizio prevenzione Asur

L’assise in seduta aperta ieri sera ha affrontato da diversi punti di vista il problema del consumo di sostanze. A fornire i primi dati utili sulla crescita dell’uso di stupefacenti, il dirigente del Servizio prevenzione dell’Asur Mario De Rosa, che ha tracciato un quadro anche etico e antropologico: «La droga non è il problema, è il sintomo». Gli utenti che accedono al Sert sono passati, nella sola Civitanova, da 490 (di cui 425 tossicodipendenti e 65 alcolisti) nel 2003 a 727 nel 2018 (di cui 504 tossicodipendenti e 142 alcolisti). La dipendenza da sostanze e da alcol emerge anche dai servizi di prevenzione sul territorio con gli etilometri fuori dalle discoteche, quando il 31% delle persone con tasso alcolemico maggiore di 0.50 grammi per litro di sangue afferma comunque di guidare seppur ubriaca. Numeri in crescita costante nonostante gli sforzi sulla prevenzione. «Sono 30 anni che facciamo progetti di prevenzione e pure il trend è in crescita, vuol dire che comunque stiamo sbagliando», ha aggiunto il dottor De Rosa sottolineando come occorrano non solo i progetti nelle scuole, ma un nuovo approccio culturale per un problema che è di tipo etico. «I ragazzi che arrivano da noi sono cambiati rispetto a quelli degli anni ’70 – conclude – La droga non è più qualcosa che si consuma in un certo ambiente è diventata l’oggetto di un prototipo giovanile che tende al narcisismo, sono fragili e spavaldi, aggressivi, hanno perso il desiderio che deriva da una mancanza e ricercano l’eccitazione nelle sostanze».

consiglio-comunale-sulla-droga-civitanova-FDM-6-325x217I nuovi contatti col servizio nel 2018 sono stati 170 (a fronte dei 105 del 2017) e le età degli utenti variano per la maggior parte fra ragazzi fino a 27 anni e poi sopra i 38 anni. Tra i 727 utenti seguiti dal dipartimento 66 fanno un uso primario di cocaina e 350 ne fanno un uso secondario, 32 invece fanno un uso primario di cannabis, utilizzata per il 90% degli utenti in cura come uso secondario. Per quanto riguarda i trattamenti sono 81 gli inserimenti in comunità che il Sert ha proposto. Ma il problema della dipendenza cresce anche nell’ambito dell’alcol. Basti pensare che nel 2017 il Sert effettuava controlli sulle persone fermate alla guida in stato di ebbrezza dalle forze dell’ordine su 201 soggetti, nel 2018 sono aumentati a 345. Tra gli interventi anche quello di Andrea Foglia dell’associazione “Citanò alle dipendenze” che ha sottolineato il ruolo delle associazioni, culturali, sociali e sportive come alternativa educativa per i ragazzi e come i numeri illustrati dai tecnici non siano che la punta di un iceberg del consumo di stupefacenti che rimane sommerso perché non trattato nelle strutture sanitarie. «Tutta questa analisi ci porta a proporre all’intera assemblea – ha detto – la costituzione di un osservatorio permanente sui giovani. Un organo laico e libero, certamente attento ad ogni influenza partitica propositiva, con tutti gli attori sociali. A quest’organo spetta la progettazione della prevenzione in città e nel suo territorio, l’attenta e giustificata pianificazione degli interventi. La sistematicità delle differenti attività». 

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L’ex sindaco Tommaso Corvatta

A prendere la parola poi anche Josè Berdini della cooperativa Pars e numerosi consiglieri comunali.  Tra gli interventi quello del consigliere comunale Tommaso Corvatta che ha proposto i test antidroga per i componenti del consiglio comunale, sindaco e assessori: «La soluzione non può essere comunale, ma di livello più alto, nazionale, quello che possiamo fare qui e anche da subito è dare l’esempio e cambiare la nostra mentalità. Diamo allora un esempio autorevole sottoponendoci autonomamente ai test antidroga», ha proposto Corvatta. Una richiesta in questo senso era stata fatta in passato dall’associazione Civitasvolta e il consigliere Livio De Vivo aveva aderito in maniera autonoma, ma la proposta non è stata istituzionalizzata. «L’attenzione politica di questa città è più rivolta agli abusivi, ai mendicanti che non alla droga. Ne parlano o gli addetti ai lavori, gli operatori sanitari o non è un dibattito che prende le coscienze e non si ha la consapevolezza che questa è la prima piaga di questa città», il commento del consigliere Silenzi.

consiglio-comunale-sulla-droga-civitanova-FDM-5-650x401A chiudere il dibattito il sindaco Fabrizio Ciarapica che ha ricordato le attività di prevenzione e stigmatizzato dal punto di vista politico la chiusura della comunità Le Querce. «Spesso le nuove generazioni conoscono la droga proprio all’interno delle proprie abitazioni – ha detto Ciarapica – quando ero assessore ai Servizi sociali ho constatato quanto disagio ci fosse in certe situazioni. Tema delicato che va affrontato con contrasto e sostegno alle famiglie, ma anche sensibilizzazione e informazione. Bisognerebbe fare di più, ma non condivido Silenzi che dice che sulla droga non c’è attenzione rispetto a altri temi. Sono fenomeni diversi che agli occhi dell’opinione pubblica hanno un’attenzione diversa. Come amministrazione comunale siamo seduti al tavolo con la Prefettura “Uniti contro le droghe”, la città ha voglia di reagire e di dire no e proteggere i nostri giovani da questa terribile piaga. Per quanto riguarda la questione della comunità La Querce va fatta chiarezza e ricordato che è stata la Regione guidata dal Pd a chiudere la comunità, a noi è arrivata la comunicazione da parte dell’Asur che entro il 31 dicembre 2018 ci avrebbe restituito lo stabile di proprietà del comune, con soli due mesi di anticipo e lo comunicava anche alla Pars che gestiva il servizio. All’indomani della lettera ho avuto incontri e dirigenti dell’Asur e cercato una soluzione che consiste nella proroga».

 

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