Prendersi cura della città
in cambio di sconti sulle tasse:
«Lo strumento c’è, basta chiedere»

PENSARE MACERATA chiede all'amministrazione di pubblicizzare maggiormente i Patti di collaborazione, strumento votato nel 2016 ma rimasto nel cassetto
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David Miliozzi e Massimiliano Bianchini

 

di Federica Nardi

Votati nel 2016 e poi lasciati nel cassetto, Pensare Macerata rivendica adesso i Patti di collaborazione. Accordi tra Comune e cittadini o associazioni che consentono, in cambio di agevolazioni, a chi lo desidera di prendersi cura della città o proporre idee da condividere e mettere in rete. «Chiediamo l’impegno dell’amministrazione a diffonderli e renderli operativi il più possibile», dicono in coro il consigliere David Miliozzi e Massimiliano Bianchini dell’Arci. Perché siano operativi, insomma, manca solo un po’ di pubblicità e un po’ di volontà. 

«In città – spiega Bianchini -, la partecipazione è molto bassa al momento. Ma questo non dipende solo dai cittadini. Bisogna che l’amministrazione faccia capire che c’è questa possibilità. E’ un punto fondamentale da portare avanti e non può essere sentita la popolazione solo nei casi di emergenza. E’ una questione di metodo. A Macerata ci sono un sacco di persone che si danno da fare per il bene comune. E’ una realtà che va incentivata anche per il buon governo della città». I Patti di collaborazione possono essere attivati da singoli o da associazioni con una richiesta all’amministrazione, corredata da documentazione in merito all’azione, alla proposta o all’idea da sviluppare. Il Comune può concedere in comodato d’uso gratuito i beni strumentali e i materiali di consumo necessari per lo svolgimento dell’attività proposta e agevolazioni sulle tasse comunali fino al 30 percento dell’importo annuo dovuto. «E’ uno strumento – spiega Miliozzi -, sempre più diffuso in Italia. Rende i cittadini protagonisti della loro città, non solo per azioni specifiche ma anche per idee e progetti. Macerata deve tantissimo ai suoi cittadini. Penso ad esempio a Dezi, che gestisce il museo di storia naturale, come a un modello da seguire. E allora, dato che l’amministrazione sta facendo delle cose ottime in termini di innovazione della città e di riqualificazione degli spazi, è ora che pubblicizzi maggiormente questi patti che rendono possibile una più ampia partecipazione dal basso».

 



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