Anticorruzione,
governo battuto alla Camera:
Delrio sorride a Macerata

OSPITE - L'ex ministro annuncia agli Incontri d'Autunno la notizia arrivata da Roma. Sul post sisma: «Molti errori sono stati commessi». Sulle province: «In arrivo un miliardo e 600 milioni che io ho a suo tempo disposto perché provvedano a strade e scuole»

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Graziano Delrio e Angelo Sciapichetti

 

di Maurizio Verdenelli (foto di Fabio Falcioni)

La notizia attesa arriva passate le 22. E lui la diffonde subito nell’aula affollatissima che esplode in un’ola assordante: il popolo Pd applaude ai ‘fatti di Roma’ annunciati dal capogruppo alla Camera. «Il governo è andato sotto nella votazione di un emendamento del ddl anticorruzione» dice Graziano Delrio, ospite atteso agli ‘Incontri d’Autunno’ a cura del circolo Aldo Moro – la cui immagine sul maxipannello a latere del tavolo degli oratori, pare a tutti in quel particolare attimo, sorridere in modo ineffabile.

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Narciso Ricotta e Graziano Delrio

L’ex ministro ad Infrastrutture e Trasporti, l’ex presidente Anci, l’ex sindaco di Reggio Emilia, l’ex n. 2 di Matteo (Renzi) ha voglia e tempo a quel punto di rispondere a qualche altra breve domanda da parte del pubblico sold out, del Claudiani, raccomandare Angelo (Sciapichetti) di chiudere al più presto, dribblare l’estremo timido tentativo dello stesso per un ultimo giro di interventi, salutare significativamente l’assemblea e partire a spron battuto per Roma lungo la superstrada ‘incompiuta’ da lui co-inaugurata il 28 luglio 2016. E prima di lasciare la felice notte maceratese, dettare all’Ansa  il ‘bollettino della vittoria’: «Una maggioranza divisa e pasticciona boccia il provvedimento bandiera del M5S». Un comunicato che sanciva, con la sconfitta al voto segreto, il disagio di governanti che a proposito del reddito di cittadinanza (la cui realizzazione lampo in un Paese con 5 milioni di poveri è affidato ai Centri per l’Occupazione) erano stati poco prima definiti «dilettanti allo sbaraglio». Una serata ‘miracolistica’: «Un miracolo, infatti, che mi sia tornata ora la voce dopo due giorni di influenza» aveva all’inizio rivelato il dottor Delrio, medico endocrinologo da Reggio Emilia: “Una città che ha un ospedale dove pure Silvio Berlusconi ha dovuto fare la fila, dopo un operaio delle ‘Reggiane. Policlinici, scuola (devo tutto ad una mia professoressa), piazze sono le pietre d’angolo di ciascuna città: Giorgio La Pira, ‘sindaco’ santo’ di Firenze ed amico fraterno di Enrico Mattei, andò in Vietnam a parlare con Ho Chi Minh avendo chiara la propria identità umana, culturale e politica. Ed ora?».

 

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Roberto Paoloni, sindaco di Belforte

Tuttavia la scivolata clamorosa e marcata nei numeri del governo sull’emendamento anticorruzione ha fatto dimenticare tutto. «Il Pd deve smettere di guardare il proprio ombelico», la necessità «di più pazienza, apprezzamento ed amicizia al proprio interno» oppure la lieve ironia sull’eccesso di importanza attribuita all’interno del suo partito alle ‘primarie’ per il segretario e pure il sorrisetto a stento nascosto dal capogruppo alle parole di Roberto Paoloni, sindaco di Belforte del Chienti: «Il partito democratico fa più autocritica che politica». Già, Paoloni, che ce l’ha su con il presidente della Provincia e soprattutto con lo stesso Delrio. Il primo, non citato espressamente ma segnalato con corrosiva ironia, occorrerebbe pregare per ciò che invece spetterebbe di diritto; il secondo, l’ex ministro che ha dato il proprio nome alla riforma dell’ente. Il primo (attaccato anche da Massimo Leoni, geometra tolentinate ora all’ufficio regionale per ricostruzione: «una candidatura inspiegabile nel 2009 da parte della sinistra mentre occorreva ragionare sul perché della sconfitta di Silenzi» non ha potuto difendersi perché assente, il secondo a chiarire: «Pensavamo che il referendum chiudesse per sempre le Province: spiegato dunque il permanere anche ex post dei tagli. Le Province, passate da 50.000 dipendenti a 25.000, hanno comunque sofferto troppo. Comunque si deve provvedere agli errori: alle casse delle Province stanno arrivando un miliardo e 600 milioni che io ho a suo tempo disposto perché provvedano a strade e scuole. Inoltre questi enti sono le case dei comuni: ed allora bisogna domandarsi perché un sindaco in Provincia non si senta a casa sua…».

IncontriDAtunno_DelRio_FF-11-325x217Una serata decisamente ‘storica’ per l’appuntamento autunnale del circolo presieduto da Piergiorgio Gualtieri: è valsa la pena attendere Delrio, la cui presenza era stata indicata già per la serata del 25 ottobre poi fatta slittare a ieri sera. Un’ora e mezzo appena, ma intensa piena di emozioni. Con Macerata a far capolino proprio in extremis, seppure mai nominata su sollecitazione dell’unico intervento femminile. La signora Giuliana, dal pubblico, aveva interpellato l’ex ministro renziano sulla violenza di genere, sul femminicidio. E lui non si era fatto pregare citando la ‘sua’ deputata Lucia Annibali nel giorno del ricordo («Un contributo in aula, il suo, magistrale: tutti gli uomini dovrebbero dibattere, sollecitandosi a vicenda, questo tema terribile che riempie di vergogna ed indignazione») allargando il tema all’emergenza droga «di cui non si parla mentre sta uccidendo il futuro dei nostri figli».

 

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Graziano Delrio

Delrio di figli “ne ha un po’”, dice. Sono per l’esattezza, nove, tutti indistintamente nel suo cuore di padre come dichiara e appare chiaramente, più volte citati nel corso dell’incontro pure nelle perifrasi da amministratore pubblico in riferimento a piccoli borghi ed aree metropolitane, delle quali come ministro ha firmato il progetto insieme con quello per l’unione dei comuni. Questo, introdotto e stimolato nella sua qualità di intervistatore dall’assessore Narciso Ricotta, cravatta rosso-arancione che ha ascritto all’amministrazione il merito di aver salvato dallo ‘scippo’ da parte del governo del Centro Fiere. Dal tavolo invece assente – a Milano impegnato in un analogo forum – l’annunciato Marco Marcatili, monturanese, analista economico della società prodiana Nomisma. Non c’è da rammaricarsene troppo, per lo scarso tempo dovuto alla necessità per il capogruppo di far rientro a Roma e riunirsi con i ‘suoi deputati’ in una giornata, questa odierna, che si presenta campale per l’esecutivo M5S-Lega.

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Francesco Vitali e Romano Mari

Il dottor Romano Mari, anch’egli ex sindaco e medico, da presidente dell’associazione di categoria ha fatto in tempo nel sottolineare la scarsa rappresentativa in Parlamento della categoria e della strisciante aumento della quota parte della sanità privata rispetto alla pubblica e da parte sua l’ex ministro (che non ha mancato di elogiare Symbola, il treiese festival della soft economy) ha ricordato il proprio recente passato da sindaco ‘terremotato’ di Reggio Emilia tornando al tema dettato dagli ‘Incontri’: Agenda Città – Ripartire dalla Città per sviluppare l’innovazione, aumentare la competitività e rafforzare la coesione sociale. «Con Vasco Errani, allora governatore regionale, ci siamo battuti in contraddittorio vivace con il premier Mario Monti (ma si sa, i professori hanno idee spesso diverse) sulle modalità di ricostruzione dopo il terremoto dell’Emilia-Romagna, sei anni fa . Cosa penso del post sisma nel Centritalia.

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Narciso Ricotta, Graziano Delrio e Angelo Sciapichetti

Molti errori sono stati commessi. Da ministro non ho condiviso le scelte prima di Matteo e quindi di Paolo (leggi Renzi e Gentiloni ndr) di centralizzare tutto su un commissario. Io sono per l’autonomia dei poteri locali e dunque dei sindaci. Come vanno adesso le ‘cose’? Non si tratta di mancanza di denaro: a disposizione ci sono 13/14 miliardi. Resta tuttavia un eccesso di burocrazia. Chi sono gli eroi della ricostruzione? Le popolazioni»L’applauso per il Governo battuto sull’emendamento al Decreto legge anticorruzione stringe i tempi: ne hanno fatto in conclusione le spese il dibattito e soprattutto la compilazione del questionario del Pd su Macerata distribuito in sala (tra i più attivi l’ex assessore provinciale Renato Pasqualetti). Tra le domande: il giudizio sulla città; i principali problemi del capoluogo; il giudizio sull’amministrazione comunale; i problemi del partito democratico maceratese. Particolarmente rilevante l’ultimo che recita: Quali alleanze deve stabilire il Pd a Macerata? Queste le previste risposte, espressamente nell’ordine: quella attuale, da Sel all’Udc; solamente con forze di sinistra; aperta anche al M5S; aperta anche a Forza Italia; aperta anche alla Lega.

 

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