Lavori alla basilica di San Nicola,
l’appalto a ditta di Salvatore Piccolo:
«Non ha certificazione antimafia»

SISMA - La Eni srl ha offerto il più alto ribasso e ha vinto la gara per la sistemazione dell'edificio simbolo di Tolentino che era stato danneggiato dal terremoto. I sindacalisti Cgil Taddei e De Luca: «L'appalto è stato fatto con procedura ordinaria, era sufficiente la richiesta di iscrizione alla white list. Assistiamo ad un episodio potenzialmente gravissimo»
- caricamento letture

cartello-cantiere-san-nicola

Il cartello di cantiere per i lavori di messa in sicurezza della basilica di San Nicola, a Tolentino

 

di Federica Nardi

Sarà la Eni srl di Salvatore Piccolo a lavorare per la messa in sicurezza della basilica di San Nicola a Tolentino. Sorteggiata nella rosa finale tra oltre 200 imprese che hanno risposto alla chiamata della stazione appaltante formata dai comuni di Tolentino, Belforte, Caldarola, Camporotondo e Serrapetrona, la Eni srl ha offerto il ribasso più alto e si è aggiudicata i lavori. L’impresa era già finita nel mirino della Cgil di Macerata perché priva della certificazione antimafia (non compare nella white list) e ora si è aggiudicata i lavori per uno dei simboli del sisma del Centro Italia. Una basilica che vide, l’anno scorso, anche la visita dell’allora premier Paolo Gentiloni.

ministro_gentiloni_tolentino_terremoto_foto_benfatto-1-400x261

Paolo Gentiloni in visita alla basilica di San Nicola

L’appalto in questione vale circa 276mila euro e arriva dopo un’altra aggiudicazione: quella per una struttura ricettiva nel comune di Valfornace. Altro appalto pubblico dove, per vincere, oltre al ribasso più conveniente, è bastata un’autocertificazione antimafia. Al 30 ottobre la ditta, che ha fatto richiesta nel dicembre 2017 per la certificazione alla Prefettura di Caserta (la ditta ha sede lì) non risulta ancora in possesso del documento e al 14 novembre non risulta nella white list. «L’azienda a oggi, dai documenti reperibili, non ha la certificazione antimafia rilasciata dalle autorità competenti. Né risulta ancora nell’Anagrafe antimafia per la ricostruzione post sisma», dice il sindacalista Daniel Taddei, segretario provinciale Cgil. Per i lavori di Tolentino i proventi sono finanziati dall’assicurazione del Comune contro i danni del terremoto ed è stato acquisito anche il nulla osta dalla struttura commissariale e dall’Ufficio speciale ricostruzione delle Marche.

Salvatore Piccolo non è un nome nuovo nei cantieri del sisma del Centro Italia. Con un’altra sua ditta, la Euroimpresit (questa invece iscritta regolarmente all’anagrafe antimafia), è entrato nei lavori delle soluzioni abitative d’emergenza tra i subappalti del consorzio Arcale. La Euroimpresit ha firmato un contratto di rete per i lavori nelle aree sae con la In.Tech (altro subappalto nominato nell’inchiesta della Cgil nella cosiddetta “giungla delle sae”), che è stato sottoscritto, con delega di Salvatore Piccolo, dal fratello Raffaele, uno dei personaggi principali dell’inchiesta denominata “The Queen” coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli, attualmente in fase di udienza preliminare.

de-luca-taddei

Da sinistra Massimo De Luca e Daniel Taddei

La preoccupazione della Cgil è che il caso di Tolentino e Valfornace diventino la norma. «L’appalto di Tolentino è stato fatto con procedura ordinaria – spiegano Daniel Taddei e Massimo De Luca (segretario provinciale Fillea Cgil -, quindi non c’era l’obbligo di essere iscritti all’anagrafe antimafia ma solo di aver fatto richiesta per la “white list” voluta dall’ex commissario alla ricostruzione Vasco Errani. Ma il procedimento diventa nebbioso perché al momento dell’affidamento la stazione appaltante deve solo comunicarlo alla Prefettura di riferimento (in questo caso Caserta). Se la prefettura non risponde entro 30 giorni scatta il silenzio assenso. Assistiamo quindi a un episodio potenzialmente gravissimo: questa ditta continua ad operare nella ricostruzione nonostante tutti i pregressi».

gianfranco-ruffini

Gianfranco Ruffini

Il progettista del cantiere per San Nicola è l’ingegnere Gianfranco Ruffini, consulente per la Diocesi e anche tra i papabili per il ruolo di commissario alla Ricostruzione prima che la scelta ricadesse sul geologo Piero Farabollini. Proprio Ruffini in questi giorni aveva lanciato l’allarme rispetto alla possibilità di infiltrazioni mafiose nei cantieri della ricostruzione proprio perché alle ditte «basta la richiesta per certificazione antimafia per partecipare alle gare d’appalto», chiedendo più velocità nella valutazione delle domande. Il direttore del cantiere è invece Ernesto Piccolo. A coordinare la progettazione e l’esecuzione l’ingegnere Jonathan Domizi e la responsabile dei lavori è l’ingegnere Katiuscia Faraoni. I lavori sono iniziati il 5 novembre e dovrebbero terminare il 22 dicembre.

L’alba della ricostruzione è grigia: opera da oltre 250mila euro a ditta non iscritta ad anagrafe antimafia

Casette marce, aperta un’indagine Lo scandalo Sae un anno dopo



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X