No incenerimento nelle Marche,
l’allarme di Bisonni:
«Il ministero vuole impugnare la legge»

AMBIENTE - Il consigliere regionale: «Il Governo ha detto che va cambiata entro il 3 settembre perché in contrasto con la Sblocca Italia»
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Un inceneritore

 

«Con estremo rammarico apprendo la notizia che il ministero dell’Ambiente, guidato da Sergio Costa del M5S, intende impugnare la nostra legge regionale che vieta la combustione dei rifiuti e del Css. E’ chiaro che si tratta di una scelta prettamente politica e parimenti assurda e contraddittoria con tutto quanto predicato da Lega e M5s in campagna elettorale». Il consigliere regionale Sandro Bisonni lancia l’allarme sull’ipotesi che il ministero dell’Ambiente voglia fare un passo indietro rispetto alla proposta di legge approvata all’unanimità a luglio e di cui Bisonni era stato primo firmatario.

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Il consigliere regionale Sandro Bisonni

Il governo ha detto alla Regione che deve cambiare la legge entro il 3 settembre, perché è in contrasto con lo Sblocca Italia che, proprio nelle Marche, prevedeva un inceneritore da 190mila tonnellate l’anno di rifiuti. Secondo il consigliere del gruppo misto «deve essere chiaro a tutti che, attraverso l’impugnativa, Lega e M5s si rivelano, alla prova dei fatti, favorevoli all’inceneritore. Se un governo pensa che una legge sia sbagliata la cambia, non fa ricorso. Non è obbligatorio, è una scelta politica. Con la proposta di legge approvata a giugno – conclude Bisonni – le Marche hanno voltato pagina e si sono candidate ad essere la terra delle armonie e della sostenibilità ambientale. Oggi il rischio è quello di rimettere tutto in discussione. La mia preoccupazione va alla provincia di Macerata ed al sito del Cosmari, quale area di possibile accoglimento del futuro inceneritore. Ho sconfitto già una volta questa possibilità e sono pronto a riprendere la battaglia se dovesse servire. Quanto sta accadendo è una vera vergogna».



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