Brindiam e volteggiam allo Sferisterio
per il Gran Ballo dell’800 (FOTO)

MACERATA POST-OPERA - La Compagnia Nazionale Danza Storica si è esibita in arena con oltre 70 ballerini in abiti rigorosamente d'epoca. Poi anche il pubblico è salito sul palco per provare l'emozione di un salto nel passato. Per l'occasione anche le telecamere di UnoMattina e del Tg2. Contagiate l'assessore Monteverde e la direttrice artistica Minghetti con vestiti di color verdesperanza
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(in alto la galleria fotografica, foto di Andrea Petinari)

La Compagnia Nazionale Danza Strorica

 

di Marco Ribechi

Brindiam alla Traviata con il Gran Ballo dell’Ottocento. L’occasione ripresa anche dalle telecamere del Tg2 e da UnoMattina. Magia allo Sferisterio  trasformato in una grande sala da ricevimento dopo la rappresentazione dell’opera di Verdi, con tanto del gigante specchio di Svoboda, per ospitare la Compagnia Nazionale di Danza Storica e il secondo evento speciale per la chiusura della stagione lirica dopo la festa in spiaggia con dj (leggi l’articolo). Circa 70 danzatori, con abiti d’epoca finemente rifiniti, hanno volteggiato leggeri sul palco dell’arena al ritmo delle arie d’opera più conosciute per poi alzare i calici in onore di un vecchio e prestigioso amico: il verdicchio di Jesi che proprio quest’anno festeggia i 50 anni di Doc. I danzatori, eleganti, colorati e garbatissimi, hanno risposto con attenzione alle istruzioni del maestro di cerimonia Nino Graziano Luca (leggi l’articolo) che con modi da vero gentiluomo d’altri tempi ha raccontato aneddoti e particolari sui grandi balli di corte analizzandone stili e musiche. «Abbiamo ballato in posti prestigiosi in tutto il mondo – spiega il maestro di cerimonia – ma confesso che lo Sferisterio era un luogo che sempre ho conservato nel cuore nella speranza di essere presenti un giorno».

Un momento della serata

L’arena infatti nel suo passato ha già ospitato eventi simili, quando essere invitati a un ballo significava entrare nell’alta società. Ma le regole e l’etichetta erano ferree e tutte le relazioni erano improntate sul garbo e sul rispetto. Dopo alcune dimostrazioni sulle arie di Verdi, Aida, Traviata e Rigoletto, si è passati al repertorio di Strauss, a partire da Il Pipistrello. Ma, una volta rotto il ghiaccio l’invito agli spettatori: «Siete pregati di salire e provare a divertirvi insieme a noi». Così gli spettatori presenti hanno anch’essi iniziato a volteggiare, sperimentando l’emozione di un vero Gran Ballo. In abito d’epoca ottocentesco anche l’assessore alla cultura Stefania Monteverde e la direttrice artistica Barbara Minghetti, più volte ringraziata dalla Compagnia per il gentile invito. Valzer, Quadriglie, Contraddanze, Mazurche tratte dai manuali dei più celebri maestri del XIX secolo hanno preso vita sotto lo specchio formando geometrie e intrecci di singolare bellezza ed effetto. Un altro modo di muoversi e incontrarsi, senza dubbio, ma che di certo non mancava di allegria e malizia come dimostrano le facce divertite di chi proprio ieri ha provato per la prima volta. Questa sera grande serata di chiusura con l’ultima messa in scena de Il Flauto Magico. Dopo lo spettacolo chi resterà in arena potrà guardare le stelle in collaborazione con Associazione Nemesis Planetarium e dormire in tenda e aspettare l’alba con una buona colazione grazie a Romcaffè e Nuova Simonelli.

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