Battaglia per villa Eugenia,
si spacca il fronte dell’opposizione

CIVITANOVA - Associazione Arte, Legambiente e Arecheoclub si distaccano dalla politica per portare avanti la finalità di convincere l'amministrazione a fare un passo indietro: «Non chiediamo neanche di instaurare un braccio di ferro con la proprietà, cosa che non conviene a nessuno, ma di riaprire con essa un discorso per verificare eventuali altri esiti della vertenza, che soddisfino da una parte le esigenze dei cittadini e dall'altra non penalizzi la controparte»
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Anna Donati insieme a Giorgia Belforte e al sindaco Fabrizio Ciarapica

 

Si spacca la protesta per villa Eugenia, associazione Arte, Legambiente e Archeoclub si distaccano dalla politica per portare avanti la finalità di convincere l’amministrazione a fare un passo indietro rispetto alla rinuncia alla prelazione. Richiesto un Consiglio comunale aperto. «Pur comprendendo le ragioni, ma non il metodo, che hanno indotto l’amministrazione comunale a chiudere la lunga storia di Villa Eugenia con la rinuncia ad esercitare il diritto di prelazione, riteniamo che il discorso vada riaperto per avviarne un altro che porti ad un accordo onorevole tra la proprietà del patrimonio e l’amministrazione. Sappiamo benissimo che la soluzione non è semplice e che i tempi potrebbero essere lunghi, non chiediamo neanche di instaurare un braccio di ferro con la proprietà, cosa che non conviene a nessuno, ma di riaprire con essa un discorso per verificare eventuali altri esiti della vertenza, che soddisfino da una parte le esigenze dei cittadini e dall’altra non penalizzi la controparte. Primo atto che ci attendiamo dal sindaco e dalla maggioranza, quindi, che venga valutata la opportunità di annullare l’ atto deliberato dal consiglio comunale e di rimettere in discussione le sorti di Villa Eugenia. Dal canto nostro, chiederemo, nei modi e nelle forme previste dallo statuto e dalle procedure che disciplinano la materia, un consiglio comunale aperto ai cittadini, alle associazioni cittadine, provinciali e regionali, ai rappresentanti della Soprintendenza e del FAI regionale, e, se del caso, alla stessa proprietà». Anche le due associazioni intendono avviare una raccolta firme, scindendo il fronte del comitato che si stava per costituire: «facciamo presente che per dare più forza alla nostra richiesta, siamo intenzionati ad aprire tavoli per la raccolta firme – si legge in una nota – sappiamo che intenzioni analoghe stanno per essere intraprese dai partiti dell’ opposizione. Noi, però, ci sganciamo da queste perché, pur condividendone le finalità cui si vuol pervenire, non ne condividiamo lo spirito. La nostra preoccupazione, infatti, è salvaguardare un patrimonio che idealmente appartiene alla città e alla sua storia, e non usare la materia a fini politici da parte di chi ieri ha ignorato Villa Conti e oggi fa la battaglia per Villa Eugenia.

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