Due scuole nel parco della Portella: «Sfregio al paesaggio»
CINGOLI - "Italia Nostra" sottolinea l'impatto previsto se i due poli saranno costruiti nell'area: «Il rischio è che si arrivi a una nuova immagine del centro storico dove, al posto della consolidata presenza verde si realizzi un casermone prefabbricato»

Il parco della Portella
«Il progetto che vuole l’istituto Alberghiero e il liceo sociopedagogico e linguistico di Cingoli nel parco della Portella rischia di trasformarsi in uno sfregio al paesaggio». L’associazione ambientalista Italia nostra punta il dito contro Comune, Provincia e Ufficio ricostruzione, che hanno individuato l’area verde alle porte del centro per le due nuove scuole da rifare dopo il sisma. «La pianificazione vigente – dice Italia nostra -, viene completamente scavalcata, con la trasformazione automatica di un’area destinata a verde pubblico in area per attrezzature scolastiche: ma le previsioni del Piano regolatore, aggiornato anche in tempi recenti, e quelle del Ppar son state fatte per scherzo? E gli edifici occupati finora dalle due scuole e che si stanno lasciando, che fine faranno? Possibile che si realizzerà una trasformazione così importante senza che gli enti che dovrebbero governarla non riescano a parlarsi senza trovare un minimo di coordinamento?. Leggendo i vari documenti – aggiunge l’associazione – sembrerebbe stia succedendo proprio questo. Con l’Usr, che in perfetta solitudine decide, finanziandola, la realizzazione della nuova sede scolastica, e, dall’altra parte, un’amministrazione comunale che, anche giustamente, è attenta principalmente a non perdere l’importante finanziamento per le due nuove scuole. In mezzo ci sono gli uffici della provincia che si barcamenano cercando una mediazione fra i due, con l’Usr che raramente comunica e, quando parla, lo fa tramite ordinanze contraddittorie o poco comprensibili, ed il comune che, portando avanti le richieste provenienti dai cittadini, ha bisogno di un’interlocuzione più seria e continua di quella attuabile tramite un semplice scambio di missive». Il rischio «è che si arrivi a una nuova immagine del centro storico di Cingoli dove, al posto della consolidata presenza verde del parco si realizzi un casermone prefabbricato (magari anche in legno, oggi tanto di moda) che, sicuramente, non cadrà sulla testa dei nostri ragazzi ma che, vista proprio quell’emergenza posta alla base di questo processo e che sta giustificando anche le operazioni più discutibili in questa ricostruzione che ancora stenta a partire, difficilmente riuscirà a creare impatti accettabili con il contesto in cui si colloca». Per Italia nostra è importante «pianificare la realizzazione delle nuove scuole senza la distruzione del parco della Portella», perché «il territorio di Cingoli, nonostante le profonde ferite infertegli da decenni di indiscriminate attività estrattive, mantiene ancora oggi una sua bellezza da condividere e conservare per le future generazioni. Il terremoto ha provocato al nostro paesaggio danni incommensurabili. Cerchiamo di evitare quelli della burocrazia: ci rimarrebbero sulla coscienza».