Stop alla chiusura di un centro scommesse di Camerino, avvenuta lo scorso 24 aprile. E’ quanto ha stabilito il Consiglio di Stato dopo l’appello presentato dal titolare del locale, per il quale la questura di Macerata aveva disposto la chiusura per l’eccessiva vicinanza a luoghi sensibili. Il provvedimento, confermato in primo grado dal Tar Lazio, è stato sospeso dai giudici di palazzo Spada, per i quali c’è il rischio di «danno grave» per il ricorrente. Inoltre, si legge nell’ordinanza riportata da Agipro, «i motivi di ricorso richiedono una approfondita valutazione propria della fase di merito, con particolare riferimento all’applicabilità della circolare del ministero dell’Interno del 19 marzo 2018», nella quale si stabiliva che le questure e gli enti locali devono verificare il rispetto delle normative regionali in materia di distanze minime di sale scommesse, sale vlt e bingo dai luoghi sensibili. I giudici approfondiranno l’applicazione della circolare «alla fattispecie in esame e all’esistenza di una urgenza qualificata tale da giustificare l’omessa comunicazione di avvio del procedimento». L’agenzia aveva chiesto la licenza per il nuovo esercizio, che però sorge nelle vicinanze di uno sportello bancomat di un ufficio postale. Per questo motivo, dopo i controlli della polizia, è stato accertato il mancato rispetto delle distanze minime (500 metri), la richiesta è stata rigettata e l’agenzia chiusa.
Sala scommesse chiusa dal questore, troppo vicina a un bancomat
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