Le suggestioni di Latella:
AbitiAmo le Marche

ESANATOGLIA - Nell'ambito del progetto per sostenere la ricostruzione per le comunità colpite dal sisma, l'incontro con il regista in dialogo con il direttore Amat Gilberto Santini. Venerdì 9 marzo alle 18.30 al teatro Comunale

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Antonio Latella

Chi crederia che sotto umane forme fosse nascosto un dio? Venerdì 9 marzo alle 18.30 al teatro Comunale di Esanatoglia un incontro dal sapore esclusivo. Gilberto Santini direttore Amat dialoga con il regista Antonio Latella, una delle più importanti figure teatrali italiane dal respiro internazionale, sul progetto per la messinscena di Aminta di Torquato Tasso al termine della residenza di creazione della Compagnia stabilemobile proprio a Esanatoglia. L’ospitalità rientra nell’ambito di AbitiAmo le Marche, un progetto, promosso dal Mibact, dal Consorzio Marche Spettacolo e dall’Amat con il comune di Esanatoglia, che intende sostenere la ricostruzione per le comunità colpite dal sisma, attraverso la promozione dello spettacolo dal vivo, nella consapevolezza del ruolo primario che la cultura può svolgere per favorire la coesione, rinnovare l’identità e promuovere la crescita personale. Negli ultimi anni, le residenze creative hanno rappresentato nelle Marche una delle reali novità delle arti performative e non solo: luoghi e tempi dedicati alla ricerca, alla produzione e soprattutto all’incontro con la comunità ospitante, chiamata ad essere partecipante attiva del processo creativo.

Antonio-Latella-foto-di-Angela-SodonaLe suggestioni di Antonio Latella su Aminta di Torquato Tasso, portano stabilemobile a confrontarsi con il grande autore italiano, partendo dalla compresenza in esso di due forze: la spregiudicata ricerca di innovazione linguistica, e la tensione verso un classicismo da reinterpretare. L’ambiente cortigiano, la censura, la lotta tra regola e natura (o tra regole e genio), l’attenzione alle questioni teoriche legate a letteratura e poesia, sono il terreno della crisi della seconda metà del Cinquecento, dove le regole accademiche alzavano un muro intorno alla libertà creativa. Con Aminta, Tasso partecipò a una importante trasformazione dello spazio teatrale e dell’immaginario sociale del suo tempo. Ebbe uno straordinario successo nazionale e internazionale (60 edizioni in 70 anni e traduzioni in francese, spagnolo e inglese) che ebbe riflessi anche in altre espressioni artistiche come la musica e le arti figurative. Il confronto con il rigore del verso, quindi, diventa stimolo creativo, la musica il motore, in una ricerca in cui non è l’Amore in quanto scoperta il punto centrale, bensì la forma che esso assume in ogni essere umano.

antonio-latella2-325x237«L’amore esiste se non c’è inganno, di conseguenza amore non esiste. Il nostro tentativo – afferma Antonio Latella – e quello di lavorare sull’assenza dell’amore e sulla ricerca di esso, prendendo a prestito la grandezza dei versi di Torquato Tasso. Lavorare su questo piccolo teorema è stimolante soprattutto se per avvicinarsi ad esso si scelgono i versi, la loro spinta evocativa inarrestabile. È il verso che si fa dardo e la parola che si fa esperimento stimolando una trasparenza della regia; vorrei provare ad essere fuori dal gioco, non stabilire regole ma seguire regole che non vengono decise da me ma da chi ha scritto. Penso a una regia che si affidi all’estetica stilistica della lingua, capace di una vertiginosa verticalità, piena di senso e non di analisi; un nuovo territorio di ricerca”.

L’ingresso all’incontro è gratuito.


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